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LA RECENSIONE. Isabelle – L’Ultima Evocazione, horror psicologico e “psicotico”

13 Ago 2019 | Nessun Commento | 434 Visite
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Isabelle-L’ultima Evocazione è un film targato come horror che in realtà affonda nella psicologia e psicanalisi, ponendosi il problema di quello che la mente umana ha il potere di immaginare, o di percepire come vero, al di là di elementi oggettivi. I protagonisti sono i coniugi Kane Larissa e Matt, che attendono il primo figlio. La giovane coppia ha molto in comune: si sono conosciuti al liceo, entrambi sono orfani (lui di madre, lei di padre). Questa mancanza di un genitore  a testa viene discussa all’interno del film dal protagonista col padre poliziotto e dallo stesso Matt con la moglie, per quanto riguarda in particolare  la misteriosa scomparsa del padre di costei. Ad avere  risentito  maggiormente del lutto è Larissa, anche perché dopo la scomparsa del genitore  tentò il  suicidio a soli 16 anni. Adesso il prossimo parto (è incinta all’ottavo mese) con l’aggiunta del trasferimento in una nuova  casa, sono gli elementi-chiave del film. In primo luogo perché la gravidanza ha termine in maniera drammatica, dopo una grave emorragia e la protagonista oltre a perdere il bambino rimarrà clinicamente priva di vita per un minuto. Questa assenza molto breve dal mondo dei vivi verrà riproposta durante il film come elemento decisivo per la spiegazione di alcune situazioni importanti. Larissa percepisce come disturbanti le due vicine: l’anziana Ann, dal volto impenetrabile, madre di Isabelle. Quest’ultima “giace” su una sedia a rotelle e  ha la mania di stare costantemente alla finestra, spiando tutto il vicinato ma in particolare i nuovi arrivati e, soprattutto, proprio la dolce Larissa.

Il film pare realizzato in economia, ma le interpretazioni dei due attori principali, Adam Brody e Amanda Crew , sono convincenti.Al di là degli elementi horror, o “satanici”, la pellicola si dibatte su una doppia spiegazione: le “visioni” terribili che Larissa avverte e che hanno come protagonista il neonato nato morto, riproposto  in versione “reale” (vivo e vegeto)  o la vicina invalida (Isabelle) sono frutto della sua sofferenza per la perdita del bebè, dunque un fenomeno psicotico e isterico, o   devono essere  giustificate come effettive?Si scopre che inoltre Isabelle è stata protagonista di un caso di cronaca nera: malata di spina bifida, fu violentata dal padre, ormai deceduto da tempo e finanche sottoposta a riti satanici.Questa rivelazione sconvolge i sensi, ancora di più, di Larissa unendosi ai suoi patimenti pregressi. La donna tenta allora il suicidio lanciandosi dalla finestra. Attribuisce   con sicurezza  all’invadenza voyeuristica di Isabelle una parte dei suoi guai.Il marito Matt,  che è avvocato, è l’elemento razionale della storia. Il film si può considerare riuscito laddove si adopera, al di là dei soliti “effettacci” che servono a catturare l’attenzione dei giovanissimi, a  inventare una soluzione riveduta e corretta del film Sliding Doors con Gwyneth Paltrow. Si mantiene cioè su un  doppio binario, come altri horror più famosi stile L’Esorcista.E dunque: Larissa è pazza da legare (i medici a un  certo punto consigliano al coniuge un suo ricovero in psichiatria a causa dei eccessi emotivi, ritenendola paranoica e pericolosa) oppure Isabelle, la vicina disabile, è davvero nociva al prossimo? La parte che vede i Kane rivolgersi a un medium è la meno riuscita.Isabelle -L’Ultima Evocazione si può considerare un dramma “da camera” interessante per alcune soluzioni apportate, pur se all’interno di una storia molto semplice. A dirigere il canadese Robert Heydon, sposato con Cinzia Genuardi, produttrice, che appare nei crediti del film. Nei panni della “vecchia” madre di Isabelle recita Sheila McCarthy (1956) una nota attrice e cantante canadese sconosciuta da noi, mentre presta il volto alla inquietante Isabelle, elemento “motore” della storia, Zoe Belkin, all’attivo un altro  ruolo nell’horror  Carrie-Lo Sguardo di Satana, riedizione del 2013.

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