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“La prima cosa bella”, una commedia all’italiana da serie A di Virzì

15 Gen 2010 | Nessun Commento | 3.026 Visite
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La prima cosa bella«La prima cosa bella un film autobiografico? Non proprio. Certo ho pescato nel vissuto e sono ritornato nella mia Livorno per girarlo, ma solo per il desiderio di far pace con la vita in un momento in cui in questo Paese ci si sente come in esilio, per lo strano desiderio di ritrovare una patria che non avverto più». Ha esordito così a Roma Paolo Virzì durante la presentazione del film che sarà nelle sale da oggi in 400 copie distribuite da Medusa e lungamente applaudito alla prima dedicata alla stampa.

Insomma, per il film annunciato come il meno politico del regista toscano un esordio che parla in senso del tutto contrario». Spiega poì più tardi a margine dell’incontro: «quando vedo quello che sta succedendo in Calabria, a Rosarno, dove c’è gente, italiani, che sparano agli immigrati africani mi sento davvero a disagio, senza patria. In esilio. Sono preso oggi da una grande sfiducia. E questo non solo verso i politici, ma anche verso molti cittadini».
Lo scontro in sala con Avatar di James Cameron non sembra troppo spaventarlo: «Andrò a vederlo e probabilmente mi piacerà anche. Molti mi dicono che è molto politicamente corretto, d’altronde anche Titanic lo era». Ma poi aggiunge Virzì, a margine della conferenza stampa, con la sua consueta ironia: «Certo con Avatar è una lotta impari. Sono comunque contento che al cinema oggi ci sia un’offerta multipla, un film tecnologico come ‘Avatar’ ed uno come il mio che è sullo struggimento di una famiglia». La prima cosa bella racconta la storia e gli scheletri nell’armadio della famiglia livornese Michelucci dall’estate 1971 ad oggi con protagonista assoluta l’esuberante e troppo bella e moderna Anna Nigiotti (interpretata da Micaela Ramazzotti, moglie del regista e, da adulta, da una straordinaria Stefania Sandrelli) . «Ho cercato per dare continuità al film di assorbire i modi di essere e di muoversi di Stefania. Insomma ho cercato di rubacchiare» spiega la Ramazzotti. Mentre una Sandrelli entusiasta, ci tiene a dire: «questo film mi corrisponde in pieno. È vero sembra un pò l’altro lato di Io la conoscevo bene. È un film in cui un pò si piange e un pò si ride come accadeva solo nella commedia all’italiana di serie A». Per Valerio Mastandrea davvero eccezionale in questo film, quando recita da solo come nei duetti con la Sandrelli che nel film interpreta la madre malata, spiega come questo lavoro non sia altro che una storia d’amore. «E’ una grande storia d’amore – dice – e non tra due tradizionali partner, ma tra me e mia madre. Un amore, quello verso questa madre ingombrante, ancora più difficile e complicato da accettare». Infine, un appello accorato di Virzi:”non chiamate questo film l’Amarcord livornese. Non è appropriato. Il passato non e raccontato nel mio film in maniere elegiaca come in Fellini, c’è poi anche violenza e una madre sciagurata, ma con una grande forza eversiva».
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