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La presidenza della Rep. Ceca a Bruxelles fra crisi economica e nuovi obiettivi

8 Gen 2009 | Nessun Commento | 2.343 Visite
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Parlamento EuropeoSvolta a Bruxelles la presentazione dei risultati della presidenza francese e presentazione del prossimo semestre della Repubblica Ceca, organizzata dal Movimento europeo.
Il 12 dicembre scorso, a Bruxelles, il Movimento Europeo, alla vigilia dell’Assemblea generale, ha organizzato un “Debriefing/Briefing” della Presidenza uscente di turno francese all’Unione e di quella entrante della Repubblica Ceca.
Olivier Chastel, Segretario di Stato belga, ha introdotto quella che a partire dai primi giorni di gennaio 2009 sarà la novità delle presidenze di turno, ovvero il cosiddetto “Trio”, formato da Spagna, Belgio ed Ungheria.
Un anno e mezzo di presidenza in equipe che si manifesterà concretamente in un programma di 18 mesi e che verrà approvato nel novembre 2009 che prevedrà l’applicazione ed il seguito di Lisbona, l’Agenda sociale, il programma dell’Aja, il programma post-Kyoto. Quest’ultimo è un punto di grande rilevanza e che sicuramente terrà conto dei risultati che usciranno dalla Conferenza mondiale sul clima che si svolgerà a Copenaghen nei primi mesi del prossimo anno. Non verranno tuttavia tralasciate le politiche di allargamento e quella di vicinato.
Chastel, conscio del programma ambizioso, ha aggiunto tuttavia che esso si inserisce in un contesto di precarietà ed incertezza che l’Europa ed il mondo intero stanno attraversando. Tornando all’Unione europea, il Segretario di Stato belga ha posto come sfide due aspetti istituzionali: il primo è la nomina dei nuovi deputati al Parlamento europeo. Il 2009 coinciderà con il trentennale dell’elezione a suffragio universale del Parlamento europeo. Con i poteri reali attribuiti a tale istituzione nel corso di queste tre decadi, si pensava di riassorbire quel deficit democratico tra istituzioni e cittadini e la sfida che si pone nelle prossime elezioni è quella di colmare tale vuoto, al fine di impedire agli euroscettici la loro strategia di scardinamento degli ideali europei. Per questo è importante attuare una buona comunicazione non solo a livello europeo ma anche a livello di Stati membri.
L’altra sfida riguarda la composizione della nuova Commissione europea. Malgrado le reticenze del BENELUX e di altri Stati membri, uno dei punti scaturiti dal Vertice conclusivo della presidenza francese è appunto l’ottenimento di un numero di commissari quanti il numero di Stati membri.
Michel Barnier, Ministro francese dell’Agricoltura, ha esposto i risultati del Consiglio europeo appena conclusosi così come i risultati del semestre di presidenza francese.
Esprimendo soddisfazione per i risultati ottenuti dal Partenariato euromediterraneo, Barnier ha auspicato che l’Unione per il Mediterraneo serva a consolidare le economie sociali di mercato e sia cantiere di progetti di pace e di stabilità.
In veste di Ministro dell’Agricoltura, Barnier si è detto soddisfatto dei risultati raggiunti sul bilancio di salute della PAC. Ricordando che l’Agricoltura resta la prima politica economica europea, ha tenuto a ringraziare la presidenza di turno slovena che ha preceduto quella francese per aver preparato egregiamente tale dossier, ma ha voluto anche rammentare la crisi alimentare che, ulteriormente aggravata dalla crisi finanziaria, vede 900 milioni di persone nel mondo in pericolo di morte.
Introducendo il tema del “no” del referendum irlandese alla Costituzione europea, Barnier, che è stato negoziatore per i Trattati europei di Amsterdam e di Nizza, e che è stato membro della Convenzione, ha ammesso che il dibattito sulle questioni istituzionali è ancora aperto e che bisogna continuare a discutere e negoziare perché solo in tal modo si potrà arrivare a buoni meccanismi e ad una buona comproprietà. Il Ministro francese si è detto soddisfatto anche dei risultati ottenuti in contesto internazionale laddove l’Europa è stata presente e mai spettatrice. Il primo risultato ottenuto nella crisi tra Georgia e Russia e il secondo per la crisi finanziaria dovuta al tracollo americano che ha visto riuniti – per la prima volta i 15 capi di stato e di governo appartenenti alla zona euro insieme al Regno Unito in vista della preparazione del G20.
Sicuramente i prossimi sei mesi dal punto di vista istituzionale costituiranno una sfida per la prossima presidenza di turno che si troverà, secondo Milena Vicenova, Rappresentante permanente della Repubblica Ceca presso l’Unione europea, in circostanze non facili in un periodo in cui la legislazione sarà corta per il periodo di “vacatio” sia del Parlamento europeo che della Commissione.
I punti che verranno affrontati saranno le elezioni al Parlamento europeo, il termine del mandato della Commissione Barroso, il Trattato di Lisbona e gli sviluppi legati alla crisi finanziaria e al conseguente rallentamento economico.
In termini di ricorrenze da ricordare, la Presidenza di turno Ceca si svolgerà dopo cinque anni dal più vasto processo di allargamento dell’Unione, vent’anni dopo dalla caduta del Muro di Berlino, nel trentesimo anniversario del voto a suffragio universale diretto del PE ed i sessant’anni della NATO.
Il motto della Presidenza Ceca sarà “rimuovere le barriere esistenti all’interno dell’Unione” e i punti chiavi saranno espressi in tre E : Economia, Energia ed Europa nel mondo.
Per quanto riguarda l’Economia, si cercheranno soluzioni per risolvere la crisi finanziaria rafforzando la concorrenza dell’UE, applicando pienamente le quattro libertà nel mercato interno, migliorando la legislazione ambientale, la Ricerca e lo Sviluppo nonché l’Innovazione ed il commercio esterno.
Per quanto riguarda l’Energia, il pacchetto comprende la sicurezza energetica, il mercato interno di elettricità e gas prevedendo anche un sistema di cooperazione ed aiuto per quegli Stati membri meno virtuosi in tale settore.
Anche per le relazioni esterne il pacchetto di proposte ed iniziative appare molto ambizioso: prevede infatti il rafforzamento ad est delle relazioni con i Paesi confinanti dell’Unione europea e con i Balcani occidentali, non trascurando tuttavia le relazioni transatlantiche con la nuova Presidenza USA. Anche i diritti umani e la politica di cooperazione saranno tra le priorità non dimenticando l’area di Libertà, sicurezza e giustizia ed assicurando anche per quanto riguarda l’Unione per il Mediterraneo che tale dossier non verrà tralasciato ma portato avanti come lascito della presidenza francese.

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