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La poesia e le note di Cammariere ad Ostuni, la suggestiva città bianca

12 Ago 2012 | Nessun Commento | 1.961 Visite
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Cammariere

Bianca, semplice e affascinante, la piccola città di Ostuni si erge su tre colli dell’alto Salento, ammaliando qualsiasi visitatore. In una ventilata notte d’agosto, con una timida luna rossa all’orizzonte, Ostuni vecchia diventa lo sfondo suggestivo di un teatro a cielo aperto, installato proprio ai suoi piedi (Foro Boario), dove la poesia e le note di sposano, dando vita ad un concerto dal sapore romantico e nostalgico. Sergio Cammariere è l’autore e interprete di questa magia.

Il concerto comincia con un’ouverture strumentale di tre pezzi di piano solo nei quali lo stile raffinato ed estroso di questo grande artista, che non è un semplice cantautore, ma è pianista e poeta, introduce lo spettatore in un viaggio onirico nelle sue invenzioni musicali. Questo viaggio ripercorre alcuni dei pezzi più amati e apprezzati del suo repertorio, ma al tempo stesso regala nuovi scorci di quelle che sono le intime rivelazioni dell’omonimo album uscito i primi di marzo, passando fra i ricordi delle note dei grandi maestri del jazz, ed avventurandosi verso ritmi latini e sudamericani E perché un viaggio riesca senza intoppi, bisogna avvalersi di grandi e fidati compagni, con i quali avere scambi e dialoghi, collaborazione, appoggio ed ispirazione. Tutto questo accade sul palco, dove vediamo al fianco si Sergio i suoi storici compagni Luca Bulgarelli al contrabbasso(versatile e talentuoso musicista, sempre al fianco di artisti di altissimo livello) , Amedeo Ariano (considerato uno dei più bravi batteristi italiani di Jazz, ma per la notevole grinta e versatilità può spaziare su diversi generi) e Bruno Marcozzi alle percussioni (il pulsante cuore latino di questo concerto!).

Cammariere spesso, sia live che in alcune registrazioni, si affianca ad una seconda voce, interpretata sempre da musicisti di alto spessore, che a volte vede come protagonista il violino (ricordiamo alcuni splendidi duetti con Olen Cesari), a volte la tromba (da citare la magistrale interpretazione con Fabrizio Bosso del pezzo di Bruno Martino Estate), questa sera sale sul palco Daniele Tittarelli al Sax soprano. Il sassofonista della Garbatella ha una timbrica pulita, raffinata e dalla spiccata sensibilità che ben si fonde con le sfaccettature sonore dei pezzi di Cammariere.

Sergio si dichiara contento e affascinato dall’incredibile spettacolo scenico della terra dove ci troviamo, e intona un suo pezzo storico, che non è solito presentare ai concerti, ma che questa volta dedica ad una giovane e innocente vittima di questa stessa terra, Melissa Bassi. Il pezzo è Sorella mia. Il pubblico, come nei migliori concerti, si alza e si avvicina al palco al momento del bis, come in una sorta di abbraccio, per salutare e ringraziare per questa poetica avventura sonora trascorsa insieme.

Organizzazione deltaconcerti.it

Foto di Mariagrazia Giove, riproduzione non consentita

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