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La magia di “Hotel Paradiso” della Familie Flöz chiude la stagione di prosa del Teatro Petruzzelli

31 Dic 2016 | Nessun Commento | 716 Visite
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ffSi può fare poesia senza adoperare la parola? Probabilmente sino a due giorni fa avremmo avuto difficoltà a rispondere affermativamente a questo quesito. Non oggi. Non dopo aver assistito ad uno dei fantastici spettacoli della “Familie Flöz”, la magnifica compagnia belga/tedesca nata nel 1994 da un’idea di Hajo Schüler e Markus Michalowski, cui presto si aggiunse Michael Vogel, regista anche di questo splendido “Hotel Paradiso”, di cui è autore insieme a Sebastian Kautz, Anna Kistel, Thomas Rascher, Frederik Rohn, Nicolas Witte e lo stesso Schüler, giunto al Teatro Petruzzelli a chiudere la tranche 2016 dell’annuale Stagione di prosa barese del Teatro Pubblico Pugliese, un altro capitolo della straordinaria produzione della Familie che, pur non rinunciando alle atmosfere magiche ed immaginifiche, surreali ed oniriche, che ne sono marchio di fabbrica, si cimenta addirittura in un omaggio al genere noir, servendosi, come sempre, dell’inusitata, ma ormai consolidata, commistione tra la gestualità propria dei mimi e la fissità inespressiva delle stupende maschere realizzate dagli artisti stessi.

Anche in questo spettacolo non viene pronunciata una sola parola né traspare qualsivoglia espressione facciale, eppure non vi è spettatore che non possa giurare di aver compreso sino in fondo l’interno sentire dei quattro attori / mimi o di aver vissuto emotivamente assieme a loro l’iperbole discendente di un piccolo albergo di montagna a conduzione familiare, gestito, sino alla sua dipartita, con pugno di ferro dall’anziana vedova del proprietario alle prese con le mire ereditarie dei due stravaganti figli, che non solo perderà le quattro stelle, a stento conquistate grazie soprattutto alla presenza di una fonte dalle dubbie doti terapeutiche, ma diverrà, in men che non si dica, teatro di atroci delitti, con susseguente sparizione dei cadaveri per mano del cuoco, avvezzo alla macellazione di qualsivoglia carne.ff2

Delitto e castigo, gioia e dolore, riso e pianto, si combinano indissolubilmente, in un’alchimia che ha dell’incredibile, con momenti di inestimabile comicità come il siparietto dedicato ai due strampalati poliziotti, del tutto originale ed inedita, che, a nostro modesto parere, non ha eguali, non potendosi effettuare alcun accostamento nemmeno con gli svizzeri Mummenschanz, altra sublime espressione dell’arte mimica. La rappresentazione è un meccanismo compiuto che non scende mai al di sotto della perfezione, al punto da farci credere di aver visto le maschere mutare incessantemente espressione; perchè quel che la Familie Flöz riesce a fare è dare vita alle emozioni in modo davvero inaspettato alla vigilia, tanto da farci essere sul palco con loro, farci partecipare alle storie che raccontano, per regalarci un attimo, seppur fuggente, di pura magia.

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