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La donna forte e autonoma vestita da Giorgio Armani “Emporio”

9 Mar 2015 | Nessun Commento | 1.809 Visite
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donna_armaniNon sono tempi romantici quelli di oggi: “le donne di adesso sono toste, un pò maschietto, non rinunciano a un tocco di femminilità ma vogliono essere un pò aggressive” dice Giorgio Armani dopo la sfilata della sua linea Emporio, descrivendo la sua collezione, che è anche un’interpretazione dell’attualità. Oggi, infatti, “una ragazza romantica e sdolcinata si perde in questo mondo, è una figurina isolata, anacronistica”. Per far capire a cosa si riferisce quando parla del mondo che gli sta attorno, Armani racconta quello che lo ha più colpito in questi ultimi giorni: “basta vedere la distruzione dei reperti archeologici a Mosul, una tragedia che tocca il cuore: anche noi, con il nostro lavoro frivolo, non possiamo esimerci dall’esserne coinvolti”. Questo perchè “quello che è successo là ci appartiene, quelle statue – sottolinea – appartengono a me, a voi così come all’afghano e al siriano, distruggere il patrimonio comune è angosciante, noi non detestiamo, ma amiamo l’Oriente”. E la sfilata della linea Emporio è la dimostrazione di queste affermazioni, con l’ikat, uno dei disegni tipici della tradizione orientale, scelto come stampa di stagione, trasfigurato in un graffito sfumato, declinato nei colori delle pietre, il rubino, lo zaffiro, l’ametista, la pietra di luna, il nero onice. Anche qui, dietro alla scelta stilistica, c’è un pensiero preciso, che va oltre la moda: se da una parte l’ikat risponde all’esigenza di creare una macchia di colore che non sia un fiore o una geometria, ma un motivo più gentile, dall’altra “l’etnia è sempre nella mia testa, forse perchè quei mondi non ci sono più… ormai – si chiede rammaricato – dove vai? Ma per la gente della mia età rimangono importanti”. C’è un pò di etnia, dunque, in questa collezione che rimane comunque molto metropolitana, pensata per donne “forti e autonome” che non perdono in femminilità. Un equilibrio raggiunto grazie a linee aggraziate e colori forti, alle gonne al ginocchio e ai nuovi pantaloni un pò ampi che si fermano sopra la caviglia “e piacciono molto – segnala scherzoso lo stilista – a chi ha problemi di linea dalla vita in giù”, portati con le giacchine corte e svasate, le bluse di pelliccia e le borse con la tracolla a volant, che diventa anche una cintura, l’ala di un colletto, una collana. Un vezzo femminile come quello del fiocco, che decora gli abiti da sera in velluto nero, si appiattisce sul robemanteau, si trasforma in un orecchino spiritoso. A sottolineare il carattere aggressivo della proposta, la scelta di far sfilare le modelle tutte con la stessa acconciatura, una parrucca nera corta e un pò spettinata, più stile Nikita che Il meraviglioso mondo di Ameliè.

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