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La conferenza internazionale per l’industria dell’editoria e della stampa italiana si incontrano a Bari per la 12/a edizione di Ifra Italia

14 Giu 2009 | Nessun Commento | 2.366 Visite
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Carlo MalinconicoLa crisi c’e’ ed è testimoniata dal crollo degli investimenti pubblicitari, ma il giornale cartaceo non morirà nè oggi nè a breve. Su questo sono d’accordo editori, stampatori e giornalisti secondo i quali “la via d’uscita è nell’offerta di qualità e nella capacità di sfruttare le potenzialità del web che integra e non sostituisce l’informazione tradizionale”.
E’ questa l’analisi emersa nel corso della 12/a edizione di Ifra Italia, la conferenza internazionale per l’industria dell’editoria e della stampa italiana promossa da Ifra, Fieg (Federazione italiana editori giornali) e Asig (Associazione stampatori italiana giornali) aperta l’altro giorno e conclusasi ieri a Bari.
Nelle tavole rotonde e relazioni che si sono susseguite è emersa chiara l’indicazione di una crisi che c’è ma che non deve fare paura. “Bisogna cambiare atteggiamento psicologico, siamo troppo pessimisti – ha detto il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli -, non dobbiamo avere paura del futuro”. E il futuro si chiama anche internet. Ma nella rete – è stato detto – non c’è l’alternativa alla carta stampata, ma una sfida che consiste nello sfruttare al meglio le potenzialità di uno strumento straordinario. D’altronde – è stato sottolineato da più parti – non ci sono mai stati tanti lettori di giornali come da quando c’è Internet. I giornalisti, quindi devono cominciare a pensare la loro professione in termini di multimedialità. “Un primo passo in questo senso – ha detto il segretario della Fnsi, Franco Siddi, è stato fatto con il nuovo contratto, che però non deve significare per gli editori la possibilità di organizzare una catena di montaggio in cui il giornalista fa da aggregatore di notizie copia e incolla”.
Puntare su professionalità e qualità dell’informazione è anche la strada indicata per fronteggiare la crisi dal presidente degli editori, Carlo Malinconico che, parlando del “difficile mestiere dell’editore”, ha sottolineato la necessità di coniugare esigenze di contenimento di costi (inevitabili ristrutturazioni nelle redazioni), con la necessità di evitare di “depauperare i giornali delle professionalità che ci sono”.
Di “sinergie di gruppo” che non devono fare paura ha parlato Carlo Bollino, direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, secondo cui il web “non cannibalizzerà la carta stampata ma, al contrario, la sostiene”. Per questo, ha concluso, bisogna ripensare la mentalità e adattare forme e contenuti delle notizie a seconda del mezzo usato, che sia carta, tv, radio e web.

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