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La città senza filtro, allo Spazio Giovani di Bari si parla con Antonio Labalestra

11 Apr 2013 | Nessun Commento | 1.860 Visite
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bariSabato 13 aprile 2013 alle 19,00, presso la Galleria Spazio Giovani in via Venezia 41 a Bari, l’architetto Antonio Labalestra terrà una conversazione dal titolo, “MURAT senza filtro. 1813-2013 duecento anni di architettura al centro di Bari ”, nell’ambito dell’evento, ‘Fotografare la città. Le trasformazioni del quartiere Murat, un percorso tra arte e storia‘, che ha visto l’inaugurazione di una mostra fotografica a conclusione di una serie di itinerari condotti nel quartiere volti a promuovere la conoscenza della città.
Si ripercorreranno i principali aspetti storici e le modificazioni progressivamente intervenute nel tessuto urbano del quartiere, a partire dall’anno di fondazione del Borgo avvenuta nel 1813, nonché i rapporti tra tipologia edilizia e morfologia urbana.
L’intento è di proporre una visione altra rispetto alle interpretazioni precostituite e preconcette che nel tempo si sono consolidate. Uno sguardo senza i filtri rispetto l’immagine costituitasi nell’immaginario collettivo del quadrilatero murattiano che si estende da corso Vittorio Emanuele fino via Quintino Sella, da corso Cavour fino alla Stazione Ferroviaria.
La conversazione sarà accompagnata da immagini della mostra unitamente a fotografie inedite, nell’ottica di provare a raccontare il continuo rinnovamento del quartiere avviato a partire dagli anni Cinquanta e mai definitivamente conclusosi, in relazione alla dimensione originaria del luogo. Una evoluzione che appare oggi senza soluzione di continuità tra tessuto ottocentesco ed edilizia del primo Novecento, tra liberty e Movimento Moderno.
Una narrazione che riprende il percorso proposto dalla curatrice Caterina Rinaldo tra “le corti silenziose dei palazzi signorili, simili a quinte di teatro, su cui si aprono lucernai dimenticati tra il nuovo che avanza e il vecchio che resiste; come le ardite sperimentazioni di Vittorio Chiaia o le raffinate architetture di Vito Sangirardi; di come l’esuberante eclettismo di Ettore Bernich o le lunghe prospettive che si aprono verso la città moderna, ricordando l’ambizione che accompagnò, nel 1813, la nascita del nuovo quartiere e le decisioni che, a partire dal 1955, ne decretarono l’inizio della
distruzione.”

Antonio Labalestra nasce a Torino. Si laurea in Architettura con una tesi in Storia dell’Architettura e teoria della Progettazione con il prof. Pippo Ciorra, il prof. Francesco Moschini e il prof. Franco Purini. Dal 2000 svolge attività didattica nei Corsi di Storia dell’Architettura e di Storia dell’Arte Contemporanea presso il Politecnico di Bari. Mentre cerca una costruzione autonoma e trasversale dei propri riferimenti culturali in maniera quasi situazionista, cede alla tentazione di conseguire istituzionalmente il Master Europeo di secondo livello in Storia dell’Architettura presso l’Università degli Studi di Roma Tre e il Perfezionamento in filosofie teoretiche ed estetiche del Novecento presso i
dipartimenti di Lingue e Letterature Romanze e Mediterranee e di Italianistica dell’Università Degli Studi di Bari. Dal 2004 collabora con l’Archivio disegni del Fondo Francesco Moschini Archivio A. A. M. Architettura Arte Moderna per le Arti, le Scienze e l’Architettura avendo l’opportunità di guardare, da un osservatorio privilegiato, una serie di mostre dedicate all’architettura e alle arti ed autori del ‘900. Ha organizzato, coordinato e curato seminari, cicli di lezioni, rassegne cinematografiche, mostre ed eventi espositivi in Italia ed all’estero. All’attività didattica e divulgativa esercitata attraverso interventi ed incontri pubblici, giornate di studio e convegni, associa un’intensa attività editoriale attraverso la pubblicazione di libri, e con interventi su riviste e media specializzati. È autore di saggi, articoli e recensioni dedicati principalmente al rapporto tra arte e architettura e tra storia, teoria e progetto, con pubblicazioni autonome e su riviste italiane di settore, tra queste: “XY dimensioni del disegno”, “Segno”, “L’Industria delle Costruzioni”, “Paesaggio Urbano”, “Disegnare idee immagini” e “Progetti”. Al termine della comunicazione, durante la cerimonia di chiusura dell’evento, saranno premiati i lavori giudicati più interessanti tra i partecipanti alla mostra “Fotografare la città, raccontare la città. Le trasformazioni del quartiere Murat, un percorso tra arte e storia” a cura dell’associazione Camera 231.

Per informazioni scrivere a info@camera231.it
Evento disponibile su:
http://www.facebook.com/events/534915269865201/
http://fotografarelacitta.wordpress.com/

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