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La 35ª edizione del Festival della Valle d’Itria riparte con Gluck

21 Dic 2008 | Nessun Commento | 5.043 Visite
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Orfeo e Euridice Torna prepotente nel nome di Gluck il carattere internazionale del Valle d’Itria festival 2009 con la sua inaugurazione il prossimo 16 luglio a Palazzo Ducale con «Orfeo ed Euridice», poi l’1 agosto l’«Ifigenia» nella revisione curata da Richard Strauss. Un’altra opera del rivale di Piccinni e Traetta andrà in scena l’1 e il 3 agosto, l’Ifhigenie auf Tauris nella revisione di Strauss, resa celebre dalla Callas alla Scala nel 1957 con la regia di Visconti e la direzione di Sonzogno. Sono certo che saprete trovare significativi motivi d’interesse e la conferma di un impegno culturale, organizzativo ed economico da parte del Festival anche in tempi difficili come questi». Così Franco Punzi, presidente del Festival della Valle d’Itria, antipando poco prima di Natale la 35ma edizione del Festival, in cartellone a Martina Franca dal 16 luglio al 5 agosto 2009. Apertura, 16 e 18 luglio, con un titolo che, nel 1975, diede il via all’avventura del Festival martinese, “Orfeo ed Euridice” di Gluck, riproposto in una versione assolutamente inedita e quasi insospettabile, quella presentata al Teatro San Carlo di Napoli il 4 novembre del 1774, sulla scorta dell’onda lunga del successo europeo dell’opera dopo la prima viennese di 14 anni prima. Manifesto della riforma promossa da Gluck e Calzabigi del melodramma serio in Europa, l’opera fu spesso ricondotta al gusto dominante del pubblico. Secondo titolo, 19 e 21 luglio, “Il re Lear“, l’ultima opera musicata da Antonio Cagnoni, tratta dalla tragedia in cinque atti, in versi e prosa, “Re Lear”, scritta tra il 1605 ed il 1606 da William Shakespeare. Mettere in musica il “Re Lear” fu anche il sogno maturo che Verdi non riuscì a portare a termine. L’opera sarà presente nell’edizione 2099 del Festival dopo il fortunato recupero lo scorso anno del “Don Bucefalo“, primo vero successo del compositore vigevanese d’adozione. Chiusura, 1 e 3 agosto, ancora con Chrisoph Willibald Gluck e il suo gusto per la tragedia classica, “Iphigenie auf Tauris”, ossia la versione tedesca della tragédie lyrique composta da Gluck su testo francese curata da un altro grandissimo compositore, Richard Strauss. Infatti, nel 1889, Strauss curò la revisione dal francese al tedesco della “Iphigénie en Tauride” di Gluck per l’editore Furstner, basandosi sull’esempio della versione wagneriana della “Ifigenia in Aulide” dello stesso Gluck. La tragédie passò da quattro e tre atti. l potere logora chi non ce l’ha». Lo diceva amabilmente Andreotti nella prima esperienza repubblicana post-fascista. Eppure è uno strumento antico quanto il mondo e che ha sempre fatto discutere, anche in maniera violenta. E proprio il potere, nelle varie accezioni, sarà il segreto filo conduttore delle produzioni operistiche, messe in programma e in cantiere per la prossima edizione del Festival della Valle d’Itria, che compie 35 anni. E come come fu nell’estate di più di trenta anni fa (precisamente del 1975), Martina Franca ricomincia nell’Atrio del settecentesco Palazzo Ducale, che fino a luglio sarà riportato agli antichi splendori, con lo stesso titolo di allora: Orfeo ed Euridice di Gluck, riconosciuta come il manifesto della riforma del melodramma serio, ricondotto al gusto dominante del pubblico. Dal quale evidentemente, nessuna operazione culturale può prescindere. Il mito magico e straordinario di Orfeo, nella serata inaugurale del 16 luglio, sarà presentato in un’inedita versione per il Teatro San Carlo di Napoli, che ricalca l’opera originale, con aggiunte, modifiche e abbellimenti, necessari per arricchire ulteriormente il capolavoro gluckiano. E quest’autentica rarità, che è la versione «napoletana» di Orfeo ed Euridice di Gluck sarà il primo appuntamento del Festival 2009, che una seconda recita il 18 luglio. Il giorno successivo (e il 21) sarà in scena Re Lear, opera scespiriana che Verdi avrebbe voluto musicare, ma se ne ricordò troppo tardi. Fece in tempo, invece, Antonio Cagnoni, che però non vide mai rappresentata quest’opera. Martina invece gli rende omaggio con la prima rappresentazione in tempi moderni, dopo aver verificato le qualità di questo compositore con il brillante successo di Don Bucefalo, l’estate scorsa.

Di respiro europeo anche i concerti, che dal 16 luglio al 5 agosto completeranno il Festival con appuntamenti a Martina e in altre città pugliesi, che aderiranno al progetto presentato dal presidente Franco Punzi alla Regione, alla Provincia di Taranto e al Comune di Martina: il confronto tra Haydn e Gluck, come maestri e rivali di Mozart; il rapporto tra Shekespeare e l’opera, con musiche di Salieri, Rossini, Nicolai e Verdi; il tradizionale concerto sinfonico del 26 luglio; un appuntamento dedicato ai bambini con un confronto tra Cenerentola e Cendrillon, attraverso Rossini, Viardot e Massenet; il consueto concerto sacro nelle cattedrali di Puglia con il monumentale oratorio La Creazione di Haydn, per celebrarne il duecentesimo anniversario della morte; saranno i temi degli altri appuntamenti, previsti nel programma preliminare che il Centro Artistico Paolo Grassi ha presentato anche al Ministero (e ora dovrà fare i conti con i tagli al Fus), ma cerca forza nel pubblico che anche la prossima estate potrà apprezzare la grande musica in Valle d’Itria, riflettendo con i grandi compositori sul potere, tra magia, sacralità e tragica aspirazione della mente umana. www.festivaldellavalleditria.it

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