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Kazuyo Sejima presenta “People meet in architecture” il 29 agosto a Venezia

10 Mag 2010 | Nessun Commento | 2.055 Visite
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Kazuyo SejimaLa nuvola effimera di Tetsuo Kondo, la pietra per meditare di Marcela Correa, gli spazi a Teheran secondo Niedermayr e l’ultima versione di Microrealities di Cibic&Partners: questi e molti altri i progetti selezionati dal celebre architetto giapponese Kazuyo Sejima per la mostra clou della XII edizione della Biennale Architettura, intitolata People meet in architecture, che prenderà il via il 29 agosto.

Presentata alla stampa dal presidente della Biennale Paolo Baratta, la manifestazione veneziana (che si concluderà il 21 novembre con un previsto incremento del 30% sui 140.000 visitatori del 2008) ha richiesto un investimento complessivo di 6,6 milioni di euro, di cui 1,7 circa sono andati per il progetto curatoriale della Sejima, la quale il 17 maggio sarà insignita del prestigioso Premio Pritzker. «Confesso il nostro compiacimento nell’averlo anticipato», ha chiosato Baratta, introducendo la sua relazione.

In foto Kazuyo Sejima a Venezia

«Questa XII edizione della Biennale – ha esordito la Seijima – è una riflessione sull’architettura e la mostra è l’occasione per sperimentarne le molteplici possibilità e per dare conto della molteplicità di approcci». In questa società caratterizzata dalla Rete, dall’economia e dalla cultura ormai diventate globali, «siamo convinti – ha proseguito – che l’architettura abbia il ruolo di aprire nuovi orizzonti». Perchè le sue visioni esprimono in pieno «quell’idea di libertà peculiari del vivere contemporaneo».

La rassegna, allestita in un unico percorso al Palazzo delle Esposizioni e all’Arsenale, coinvolgerà 43 partecipanti tra studi, architetti, ingegneri, artisti da tutto il mondo, ognuno dei quali sarà il curatore della propria presenza veneziana. La mostra si arricchirà quindi «di una pluralità di sguardi piuttosto che rispondere a un orientamento univoco». «Ognuno – ha sottolineato – esprimerà le proprie posizioni realizzando inediti scenari di interazione tra ambiente e società.

In particolare, sotto i riflettori ci saranno le dinamiche complesse alla base della relazione tra gli individui, radicate nell’ambiente e nello spazio e indagate da numerosi lavori.

Ecco Transsollar, di Matthias Schuler e Tetsuo Kondo, che presenta una nuvola di dimensioni reali, dai contorni indefinibili per stimolare una nuova lettura dell’ambiente da parte del visitatore. Lo studio francese R&Sien, ha proseguito l’architetto, sarà alla mostra con un’installazione luminosa che, riproducendo i cicli vitali, modifica la percezione degli spazi. È ispirato al terremoto che ha recentemente devastato il Cile l’enorme, pietra ideata da Smiljan Radic e Marcela Correa, che ha una cavità dove un visitatore per volta può riflettere e meditare il suo rapporto con la società, mentre un video di Fiona Tan documenterà i progetti di Sejima e Nishizawa per le isole del Mare Interno di Seto in Giappone.

E’ stato infatti chiesto agli architetti, ha concluso la curatrice, di studiare il loro lavoro attraverso una selezione significativa di opere cinematografiche, che saranno proiettate «per analizzare come le persone si servono dello spazio per creare il loro ambiente».

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