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Kamikaze Queen: spregiudicato Berlin Punk Cabaret

9 Nov 2011 | Nessun Commento | 1.303 Visite
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Kamikaze QueenDicono di rifarsi a quella Germania di inizio ‘900 che ha visto esplodere l’arte in tutte le sue correnti. Kamikaze Queen è una band che promuove il “Berlin Punk Cabaret”: un neologismo coniato dagli stessi cinque componenti del gruppo per definire l’insolita mistura immessa in Automatic Life.

Sfacciatamente aggressive nell’aspetto e nell’approccio canoro, Kathryn “Mad Kate” Fischer (l’unica vera tedesca del gruppo) e Trinity Sarratt (originaria della California) incarnano estetica ed essenza di un combo che promuove smaccati riferimenti allo spettacolo d’avanguardia della Berlino di Weimar, allusioni rubate al burlesque e una ricca dose di componenti rock.
Nelle fitta tracklist di Automatic Life, ben 14 pezzi, trovano spazio accenni garage e veri approfondimenti surf, punk a go-go e un tot di psychobilly. Merito dell’alchimia tra chitarra rock’n’roll di Tex Morton, contrabbasso country di Lloyd Clarke II ed eleganza ritmica del nostro Nico Lippolis.

Il lato funzionale dunque, quello legato alla genesi musicale, compete alla parte maschile; quello concettuale è appannaggio di Trinity e Mad Kate autrici di liriche, ideatrici d’immagine e interpreti  capaci di alternare glamour, austerità e disinibizione se non spregiudicatezza. In quest’ottica si inquadra Night Life, manifesto dell’intero full-length e brano chiarificatore dello stile della Regina Suicida. Testo dai due volti: esterna postumi di remissione alle regole del destino che presto smaltisce incalzato da un ritmo quasi gitano, perfetto per svelare condiscendenza verso una realtà connaturata (night time/ made me to what you see/ made me to who I am/ that’s where you’ll find me).
Ben altra foggia quella di Tastee 29: chitarra ruggente, voci che si rincorrono e cadenza quadrata per un brano american-oriented.
Altra metamorfosi. Swing a tutto spiano, grazie all’inserto di ottoni, per Sweet Geraldine che presenta una lieve e piacevole corrispondenza con Break On Through (To The Other Side) dei Doors.

Nel complesso l’incisione offre solo uno scorcio della proposta dei Kamikaze Queen. Nulla, stando alle cronache, rispetto alle vivaci esibizioni live di quel Berlin Punk Cabaret che a dicembre toccherà anche l’Italia (http://kamikazequeens.wordpress.com/calendar/).

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