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Jack Hirschman: il poeta, l’amico degli emarginati, il rivoluzionario gentile

26 Giu 2010 | Nessun Commento | 2.258 Visite
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jack hirscmanIn occasione della presentazione dell’evento “Spiagge d’Autore” tenutosi presso la Mediateca del mediterraneo a Bari, tra i tanti ospiti invitati alla manifestazione, che durerà per tutta l’estate, c’era il noto poeta newyorchese Jack Hirscman.  “Il compagno Ossipon (è il) principale autore degli opuscoli della…” League of Revolutionaries for a new America (esiste realmente…).  “Un cespuglio di capelli ricciuti sormontava la sua faccia rossa,…, con un naso schiacciato (non alla francese, sicuramente) e una bocca prominente (il cui labbro superiore è nascosto da folti baffi caffelatte) modellata nel rozzo stampo del tipo negroide.
Gli occhi a mandorla lanciano furtive occhiate languide sopra gli zigomi alti. Porta una camicia di…” cotone rossa a quadrettini, Lui “è il delegato del Comitato Rosso, per l’opera di propaganda letteraria”.
Così descriveva Joseph Conrad nel romanzo “L’Agente segreto” il compagno Jack Hirschm… pardon Alexander Ossipon, senza sapere che a distanza di 103anni fatto salvo il colore della camicia, l’identikit del perfetto rivoluzionario sarebbe rimasto tale e quale a quello descritto dallo scrittore anglo-polacco. Per dovere di cronaca, il Professore Jack Hirschman (lui aggiungerebbe – Ex-professore, sono stato licenziato!-) nasce nel 1933, poi a soli 19anni, avendo già iniziato a scrivere, decide di far valutare due suoi racconti in “stile Hemigway” dallo stesso Ernest Hemingway, il quale gli risponde con la famosa “Letter to a Young writher” (l’autore del “Vecchio e il mare” avrà preso ispirazione delle altrettanto famose “Lettere ad un giovane poeta” di Reiner Maria Rilke?).
Il resto, dopo più di 100 libri pubblicati tra poesie e poemi tradotti in svariate lingue, è una vita di vagabondaggi tra Europa e Stati Uniti, di proteste contro la guerra in Vietnam (che gli costano il posto al college) di studio della cabala, del russo (lingua in cui scrive correntemente), e di altri non quantificati idiomi come francese e italiano, lingua nella quale si svolge l’ intervista. E’ poeta e in ugual misura politico, l’ultima faccia nota di quello che era il piccolo partito comunista americano, soravvissuto nonostante la rovinosa caduta del regime sovietico, sempre attento alle necessità dei poveri, degli operai che “lottano per sopravivere”.

Cosa è cambiato (in meglio) dagli anni sessanta, anni in cui la minoranza nera estromessa dal potere si organizzava nel “Black Panther Party”, ad oggi dove un afroamericano guida la potente nazione unita? In ultimo. Ci dica la sua opinione sulla figura di Barach Obama.

Io non ero un membro del Black Panther Party, ma è certa l’importanza storica rivestita dal movimento nagli anni della
contestazione…Io ho scritto un “Arcano”, non ancora tradotto, dal titolo “Urinal stalls” (aggiunge – Sai, ll posto nella toilette…-). Si tratta di un dialogo ipotetico con il grande poeta americano Amiri Baraka, di cui ho inventato le risposte. Amiri è chiaramente favorevole come tanti milioni di americani al nuovo presidente, specie dopo gli anni in cui abbiamo subito la banda di gangsters al soldo di Bush (Bash in accento americano della West coast), ma non bisogna farsi illusioni: Obama rappresenta la classe di capitalisti perchè i due partiti negli Stati Uniti sono in realtà uno solo, il partito capitalista. Mi piace Obama, ho trovato un giorno su una rivista letteraria due poesie scritte dal Presidente, lui è molto bravo. Tornando all’Arcano, io lo ho scritto in anticipo rispetto ai tempi, che Obama non avrebbe fatto nulla di diverso rispetto ai suoi predecessori, difatti non appena eletto, Mister President ha stanziato 88 “billioni” (miliardi) per continuare la guerra, per continuare ad uccidere donne e bambini in Afghanistan ed anche in Iraq, pur avendo proclamato tempo fa di volersi ritirare dall’Iraq. Penso che, pur essendo una figura molto importante per la storia degli Stati Uniti, perché il primo presidente di colore, una volta entrato nel partito democratico espressione dei capitalisti, non sia possibile per un’ uomo fare qualcosa di significativo. Obama sa parlare, è un poeta, ha il gift (il dono) della lingua, ma concretamente sta continuando la guerra. Obama ha, rispetto dei suoi predecessori, una visione progressista ma prendendo ad esempio la tanto sbandierata riforma sanitaria, nei fatti la gente non sa ancora oggi cosa significhi sanità universale. Si tratta di una falsa riforma poichè la gente negli Usa continua ad essere schiava delle compagnie di assicurazione.

jack hirscmanCosa ha comportato la frequentazione di uno dei poeti più rappresentativi della “Beat-generation”, il poeta “engagé” Allen Ginsberg?

Allen era prima di tutto un amico, io ho letto alcune mie composizioni con Allen, due o tre volte. Lui era il “bardo” del periodo della guerra fredda, un dissidente ed anche un “Peace-man”. Ebreo convertito al buddismo come tanti altri in California all’indomani del lancio della bomba atomica, era affascinato -come l’amico Kerouac- dallo spirito non violento che impermea la dottrina buddista.  Lui era la voce della dissidenza in quel periodo negli Stati Uniti, ma rappresentava la Beat generazione mentre io quando arrivai in California divenni membro di un piccolo partito comunista, il Comunist Labour Party. Buddismo, surrealismo, e anarchia sono una cosa, comunismo è un’altra, significa: lavoro.

La realtà del piccolo partito comunista degli anni sessanta ai margini della legalità che lei descrive, mi riporta alla mente il racconto dell”Agente Segreto” di Conrad sui movimenti anarchici, comunisti e rivoluzionari, che già nell’ottocento erano costretti alla vita nella macchia…

Si, si, ma non dimenticare che Conrad era un grande scrittore di romanzi, di “fiction”; poesia è un’altra cosa. Il solo lavoro in prosa che ha le tre dimensioni che rendono grande una poesia (le dimensioni sono la risultante dell’acronimo del nome di Pier Paolo Pasolini cioè: Passione, Provocazione e Profezia) è il Manifesto Comunista di Marx ed Engels. Il solo lavoro in prosa che per me è una poesia poichè possiede questi tre elementi che determinano un grande poema.

A proposito di poemi, gli “Arcani” (titolo originale “The Arcanes” pubblicati dalla casa editrice Multimedia Edizioni in lingua originale) sono la sua opera magna a cui lavora da più di trent’anni, quali sono di tale opera i tratti distintivi? Perchè questo interesse nei confronti della Cabala, dell’Alchimia?

Quando ero giovane, leggevo Blake e tanti altri che hanno fatto nascere in me l’interesse per il linguaggio e anche per l’Alchimia,  l’Alchimia l’ho incontrata per la prima volta nella lettura dei romanzi, insieme ad altri temi come la metafisica, il misticismo… gli Arcani, a cui ho iniziato a lavorare nel ’72, sono un tentativo di trasferire- trasformare elementi poetici, alchemici, e mistici in una forma che definirei di “Realismo spirituale”, influenzato da temi più esistenziali della lotta politico-sociale. Il titolo non deriva dall’opera del surrealista Andrè Breton “Arcane17”, poichè io non ho mai letto tale libro. Si tratta di due cose diverse. Presso la casa editrice di Salerno ho pubblicato il mio “mattone”, ben 126 arcani, orchestrati in diverse sezioni, che prima o poi vorrei fossero tradotte anche in italiano, ma la mia traduttrice Raffaell Marzano dubito abbia a disposizione più vite per portare a compimento tutta l’opera. Sono molto onorato del fatto che la multimedia edizioni abbia creduto in me.

Lei è religioso? Crede in qualcosa?

Si…Credo nel mio editore!

Dopo le “Lettere ad un giovane poeta” di Rilke e quella ad un giovane scrittore di Hemigway, alla luce della sua esperienza ci consigli cosa dovrebbe fare un giovane scrittore nel mondo di oggi? Chiameremo “What a Yung writer need to do…” questa raccolta di consigli, da lei rivolta a tutti i giovani scrittori.

Ok. So… Primo: Keep writing (non smettere mai di scrivere); Secondo: Shere yours writings with others (confrontati con gli altri); Terzo: Study History (studia la storia); Quarto: Form as we have done in San Francisco the R.P.B. -Revolutinary Poet Brigade-, cioè costituisci una brigata di poeti rivoluzionari, noi in un anno solo dalla nascita, siamo passati dai quattro membri-fondatori ai quarantacinque di oggi. Noi crediamo che le nostre poesie, le nostre parole, sono armi per cambiare fattivamente la società. Per denunciare, portare alla luce la situazione in cui versa la gretta società di oggi. Noi contrapponiamo ad essa la vera libertà esprimibile solo nei poemi. Io credo anche che tutte le persone sono poeti, che la poesia possa cambiare il mondo, cambiare le forma mentis più chiuse.

A presto Jack, see you.

Per ultimo gli faccio una foto che mi ricorda tanto nella posa “Il pensatore” di August Rodin, una calorosa stretta di mano e infine scopro che mi ha battuto sul tempo per pagare il conto al bar. Questi rivoluzionari gentili!…

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