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Italia-Svizzera, intelligenze a confronto sullo splendido lungomare di Bari

29 Lug 2014 | Nessun Commento | 1.128 Visite
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guerra44“In Svizzera ciò che non è vietato, è permesso. In Italia è permesso, magistratura permettendo”. E’ racchiusa in queste (ed in alcune altre massime che fanno sorridere amaramente gli italiani ed inorgoglire i cugini d’oltralpe), la formula magica che consente alla Svizzera di essere così vicina e così dannatamente diversa.

Rosaria Guerra, autrice con Jacopo Fo del libro “Perché gli svizzeri sono più intelligenti”, ha raccontato a Bari le differenze tra queste due nazioni. Nella splendida location sul mare del Circolo della Vela, in una mite serata di luglio (valori aggiunti ai quali gli svizzeri non possono ambire, nemmeno con la presunta maggior intelligenza), sono stati raccontati pregi (molti) e difetti (pochi) degli svizzeri. La scelta della Puglia non è casuale: è la regione più svizzera d’Italia (50mila persone nate in Puglia, vivono in Svizzera) con due comunità (nel Foggiano e nel Salento) fedeli alle tradizioni elvetiche di vita (pranzi alle 12 e cene alle 19) e gastronomiche (raclette & co.), e con voli aerei diretti da Bari per Zurigo, Berna e Basilea.

A moderare l’incontro il giornalista, Massimiliano Scagliarini, ed il console onorario della Svizzera a Bari, Ugo Patroni Griffi. Profondo conoscitore delle comunità svizzere in terra di Bari, ha raccontato che la celebre Pasticceria Stoppani è di una famiglia svizzera trapiantata (il cognome non è altro che una rivisitazione nostrana di una parola impronunciabile per i baresi), proprio come l’azienda del più grande parco eolico in Puglia.

Ordinata ed organizzata: sono questi gli aggettivi più inflazionati nella definizione di questa piccola nazione alpina di 8 milioni di abitanti. Abbondano anche le citazioni al chiaror della luna pugliese: tra le più significative, quella di Leonardo Sciascia “La Svizzera è stata disinfettata dai germi delle guerre (non partecipa ad un conflitto dal 1600, ndr) e della storia (è fuori dalla moneta unica europea, ndr)”.

All’incontro anche Matteo Spiller dello Swiss Travel System (società che gestisce strategicamente il marketing estero dei servizi di trasporto pubblici) che ha sottolineato quanto azzeccata sia la scelta di raffigurare in copertina un trenino sulla montagna: “E’ proprio così. La bellezza di un viaggio in Svizzera è poterla girare in lungo ed in largo con i treni. Potrete raggiungere le splendide vette verdi o innevate, comodamente seduti in treni puntuali e godervi lo spettacolo senza lo stress dell’auto”. Enrico Bernasconi della Ferrovia Retica  (quella, per intenderci, che include il famigerato treno Bernina Express tra Tirano, S. Moritz e Coira): “Io sono uno dei pochi frontalieri al contrario, visto che dal 1997 vengono a lavorare ogni mattina in Italia. Agli svizzeri si dice che sono poco pazzi. E’ vero. Ma allora perché gli italiani non si sono ancora ribellati a tasse così elevate ed ad una burocrazia estenuante? Mi auguro davvero che il prossimo libro possa intitolarsi ‘Perché gli italiani sono riusciti a diventare più intelligenti degli svizzeri’”.

Visto che alle promesse gli italiani non credono più (giustamente), non resta che passare alle utopie.

Foto di V. Liotine 

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