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Intramoenia Extra Art, Watershed e Jan Fabre al Maxxi di Roma

3 Dic 2013 | Nessun Commento | 988 Visite
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janSi è tenuto venerdì scorso a Roma nella sala Lonardi Buontempo del MAXXI, museo nazionale delle arti del XXI secolo, l’incontro INTRAMOENIA EXTRA ART, WATERSHED E JAN FABRE, appuntamento per fare un bilancio dei primi anni di attività di Intramoenia Extra Art, progetto che l’associazione Eclettica Cultura dell’arte, in stretto sodalizio con la Regione Puglia, ha promosso e curato dal 2005, dando vita a un vero e proprio modello di integrazione fra arte contemporanea e beni culturali.

Partendo dal castello per eccellenza, Castel del Monte, il percorso si è spostato in un quinquennio (2005/2010) negli altri manieri storici pugliesi, dalla Daunia al Salento passando per il tarantino e la terra di Bari: spazi spesso non vissutie chiusi alla fruizione dei visitatori  sono diventati, grazie al progetto,sede di un museo diffuso, incontrando il lavoro diartisti di fama internazionale – Bill Viola, JanFabre, Anish Kapoor, solo per citarne alcuni- e diartisti pugliesi che ne hanno interpretato lo spirito, creando opere site specific.

L’appuntamento al MAXXI non è casuale, proprio in questi giorni il museo romano celebra il lavoro del maestro belga JanFabre, vecchia conoscenza del progetto Intramoenia, già nel 2006 ospite nel Castello di Monte Sant’Angelo con i suoi gufi,  “I messaggeri decapitati della morte”  e nel 2012 protagonista della mostra a Palazzo della Marra di Barletta “Art is a Medusa” dedicata ai disegni a sfera blu realizzati fra il 1986 e il 1992. E’ infatti proprio JanFabre con Troubleyn, la sua factorydedicata alle arti performative che ha sede ad Anversa, uno dei partner che accompagnato il progetto Intramoenia Extra Art al suo debutto europeo, con l’edizione Watershed finanziata dal Programma Cultura della Comunità Europea e conclusasi nel settembre 2013. Incardinato sul delicato tema dell’acqua, con i suoi multiformi significati concettuali e simbolici, il progetto ha coinvolto quattro paesi europei Italia, Olanda, Belgio, Svezia, paesi caratterizzati dalla presenza di bacini d’acqua, che hanno dato vita a network per una proficua osmosi tra artisti del Nord e “alter-ego” del Sud. La partnership si è sviluppata su vari filoni artistici, secondo il criterio dell’interdisciplinarietà: teatro-danza, arti visive, architettura e ambiente.

platea
Con l’appuntamento di venerdì al MAXXI Eclettica rende omaggio al lavoro di uno dei protagonisti più importanti del suo progetto e, allo stesso tempo, ripercorre il cammino percorso e la crescita di un progetto pionieristico, ora divenuto modello di successo da esportare. Alla serata sono intervenuti alcuni degli artisti protagonisti, come Sarah Ciracì autrice dell’opera “Dove c’è vita, c’è acqua” e Gianpiero Borgia regista che ha coordinato la residenza di sette danzatori pugliesi ad Anversa, esperienza dalla quale è nata la video performance “La storia delle lacrime” ispirata al testo teatrale dello stesso JanFabre. A parlare del loro lavoro assieme alla curatrice Giusy Caroppo e al Project Manager Aldo Torre, la storica dell’ arte Maria Cristina Crespo, il critico teatrale Andrea Porcheddu, l’autore televisivo Claudio Scotto di Carlo.

Facendo un bilancio di quanto accaduto in questi anni Silvia Godelli, Assessore al Mediterraneo e Cultura  della Regione Puglia che, fin dal suo esordio ha abbracciato il lavoro di Giusy Caroppo, ricorda come tutto sia iniziato a pochi giorni dal primo insediamento della giunta Vendola. “Eravamo arrivati da poco, e abbiamo incontrato il progetto che Giusy ci ha proposto. Abbiamo deciso di rischiare, di puntare su questa iniziativa senza sapere esattamente dove saremmo arrivati. A distanza di tempo posso dire che questo progetto ha cambiato il modo di intendere l’arte contemporanea in Puglia, ha coinvolto un intero territorio e ci ha aperto le porte dell’Europa con il progetto Watershed. È stata una vittoria collettiva.”

E sull’importante rapporto con il territorio torna a esprimersi Nichi Vendola. “L’esperienza nei castelli è stata importante perché è stata coinvolta un’intera comunità. La bellezza non può essere un lusso destinato a pochi ma deve riguardare tutti. Il progetto Intramoenia ha prodotto bellezza e riqualificazione del contesto urbano in tutti i comuni Pugliesi coinvolti”.

E ancora, tornando a chiarire quale sia il ruolo della politica nella gestione culturale afferma “Investire il denaro pubblico in cultura è un atto importante che non può affrontarsi con inconsapevolezza. Ci siamo guardati attorno, abbiamo osservato quanto accadeva fuori e abbiamo deciso di intraprendere questa straordinaria avventura”.Ascolta attenta fra il pubblico Giovanna Melandri, politica prestata alla cultura, oggi alla guida del museo MAXXI.

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