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Intervista ai tre autori della mostra “Everything isn’t true, but real!”

24 Gen 2013 | Nessun Commento | 1.832 Visite
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Everything isn’t true, but real!
“Everything isn’t true, but real!” è il titolo della mostra di fotografia che si inaugurerà giovedì 24 gennaio 2013 alle ore 21.00 c/o il Caffè Bistro “Terra Terra” di Bari (via Cairoli, 68). La collettiva, a cura di Sabrina Delliturri, vedrà come protagonisti gli scatti di Valentina Delle Foglie, Alessandro Vilella e Gianpiero Di Maggio che metteranno in scena una esposizione fotografica sul tema del riflesso nelle sue multiformi interpretazioni.

Come nasce l’idea della mostra?

Quasi un anno fa Gianpiero mi ha chiamata e mi ha detto: “Vale vuoi fare una mostra? Saremmo io, tu e Alessandro”. Sembrava una di quelle cose che si dicono ma che poi restano incompiute! Tempo c’è voluto, ma ce l’abbiamo fatta! (Valentina Delle Foglie). La mostra è nata quasi per gioco, la passione per la fotografia ha fatto il resto (Alessandro Vilella). Ognuno di noi avrebbe sempre voluto esporre le proprie foto, ed il farlo con altre persone fidate (e non fissate e non professioniste) ci ha liberato da qualsiasi freno inibitorio (Gianpiero Di Maggio)

Questa, se non sbaglio, è la vostra prima esposizione: emozionati?

Sì, la prima. Emozionati ma felicissimi. Soprattutto perché tutte le persone che ci stanno seguendo in questo percorso (da Sabrina Delliturri che è la curatrice della mostra, a Luigi e Stefania di Pubblika – ufficio stampa fino a Antonio Di Ciaula per la stampa del materiale e Tommy Ditano del “Terra Terra” oltre che agli amici, ai parenti e ai sostenitori a qualunque titolo), hanno apprezzato il nostro metterci in gioco pur non essendo dei fotografi professionisti. Ognuno di noi infatti nella vita fa tutt’altro: Gianpiero è infermiere, Alessandro lavora come chef ed io sono formalmente una psicologa ma in realtà faccio tante altre cose (Valentina Delle Foglie). Si è la prima esposizione! Più che emozionato mi sento contento e pronto a “sfidare” il parere di chi visiterà la mostra. Voglio ricordare che non siamo professionisti del settore ma amanti del mondo della fotografia (Alessandro Vilella). Se ci penso … non espongo più. A parte gli scherzi, ovviamente c’è un po’ di sana ansia, mista anche alla curiosità di esporre le nostre idee a pareri altrui ed alla felicità di vedere alcuni nostri scatti esposti in locali che non siano casa nostra (Gianpiero Di Maggio)

Veniamo ora al tema della mostra: perché il riflesso?

Dopo mille proposte, il tema del riflesso è stato veramente una folgorazione! L’ho proposto io, dopo essere stata ad un vernissage durante il quale fui colpita da un’immagine: un riflesso appunto! Ma non svelo altro perché quell’immagine è uno dei miei scatti in mostra, quindi se volete sapere di più dovete venire a visitare la nostra collettiva! (Valentina Delle Foglie). Il tema proposto da Vale ci ha subito colpito. La cosa più emozionante è stata di sicuro lavorare su un soggetto che apre le porte a svariate interpretazioni che è, poi, lo spirito della mostra (Alessandro Vilella). Come ha detto Vale, era quasi un anno che tentavamo di trovare un tema o un concetto che ci illuminasse. Il tema dei “riflessi” ci ha colpiti subito perché, anche se uno dei più utilizzati nella fotografia, lascia comunque una certa libertà d’interpretazione a chiunque provi a fare click! (Gianpiero Di Maggio)

Everything isn’t true, but real!
Cosa intendete precisamente con “riflesso inaspettato e riflessioni sui riflessi”?

Ognuno di noi tre ha interpretato a modo suo il concetto di riflesso. Motivo per cui sulla locandina scriviamo “Riflessioni sui riflessi”. “Riflesso inaspettato” è, ad esempio, la mia personale interpretazione mentre “Negazione del riflesso” e “Costruzione del riflesso” sono rispettivamente quelle di Alessandro e Gianpiero (Valentina Delle Foglie). Il riflesso è un qualcosa di unico e inaspettato. Si può essere osservatori attenti o meno ma ciò che un riflesso può suscitare è qualcosa di speciale (Alessandro Vilella). Per me il tema “riflesso” ha subito richiamato la parola specchio, e la netta differenza che esiste tra realtà e tra ciò che è riflesso in uno specchio. Mi son subito posto domande tra il rapporto che ognuno di noi ha con lo specchio, rapporto secondo me molto intimo e morboso. Tutti i miei scatti praticamente sono da interpretare in questa maniera (Gianpiero Di Maggio)

La mostra, leggo nel comunicato, è a cura di Sabrina Delliturri: quanto è stato importante il suo contributo?

Quando il nostro progetto sui riflessi era completato ci siamo rivolti a Sabrina per coordinare le nostre tre teste. Non è stato facile e lei ha avuto tanta pazienza. Sabrina ha cercato di trovare un denominatore comune tra noi tre pur avendo davanti tre letture diverse del tema (Valentina Delle Foglie). Credo che l’intervento di Sabrina sia stato importantissimo considerando che vive in e di questo mondo. L’arte è il suo pane quotidiano e la sua interpretazione è stata impeccabile (Alessandro Vilella). Sia Sabrina Delliturri che Antonio Di Ciaula hanno dato un bel contributo a questa esposizione, in quanto rappresentano lo sguardo esterno di professionisti del campo ad un lavoro di dilettanti della fotografia (Gianpiero Di Maggio).

Dal punto di vista stilistico, quanto si assomigliano e quanto sono diversi i vostri modi di intendere la fotografia?

Le nostre opere sono completamente diverse, abbiamo modi diversi di intendere la fotografia e l’arte. Direi che l’esperimento è riuscito (Alessandro Vilella). Le nostre foto non solo sono diverse stilisticamente e da un punto di vista concettuale ma, anzi, direi che nessuno dei tre farebbe mai gli scatti dell’altro. E ciò rappresenta il punto cardine della mostra, ossia le molteplici interpretazioni concettuali e stilistiche ad un tema comune. D’altronde, se le avessimo fatte tutte uguali, la mostra sarebbe stata abbastanza monotona, no? (Gianpiero Di Maggio). Sì, sono del loro stesso avviso e colgo l’occasione per complimentarmi con loro (Valentina Delle Foglie).

Nella nota critica si parla di voi come di tre giovani artisti emergenti: quando nasce la vostra passione per la fotografia?

Nel momento in cui mi hanno regalato una reflex! (Valentina Delle Foglie). Ho sempre giocato con macchine fotografiche di mio padre, vecchi modelli che amavo smontare e rimontare. La passione è nata dopo diversi viaggi e un corso che mi ha aperto altri orizzonti (Alessandro Vilella). Da quando ero piccolo ho sempre adorato far fotografie. Ricordo che da adolescente perdevo tempo a far migliaia di foto per qualsiasi cosa. Poi la nascita di mio figlio ha solo spinto in me la necessità di far foto belle per lasciargliele in consegna (Gianpiero Di Maggio).

Sono previste altre esposizioni?

Io direi proprio di si! L’idea è quella di creare un collettivo e sfidare se tessi sempre con nuove tematiche (Alessandro Vilella). In realtà ci stiamo già pensando, anche perché questa esperienza ci ha solo fatti crescere tutti, dal confronto sulle foto a qualsiasi piccola decisione che è stata presa in comune. Ci siamo divertiti e abbiamo “prodotto”, quindi perché non rifarla? (Gianpiero Di Maggio). Per ora siamo concentrati su questa. In cantiere ci sono altri progetti. Devo riconoscere che il gruppo ha funzionato, le idee certo non mancano e, soprattutto, ci siamo davvero divertiti! Se c’è qualche altro che vuole mettersi in gioco con tre folli … è il benvenuto! (Valentina Delle Foglie).

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