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In tour “Le rape di Santino” (Ed. Il Raggio Verde) l’ultima fatica letteraria di Pino De Luca

2 Feb 2018 | Nessun Commento | 429 Visite
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cop_pinodelucaSi intitola Le rape di Santino il noir enogastronomico che Pino De Luca firma per la collana I Racconti del Terroir che la casa editrice Il Raggio Verde apre per coniugare un genere letterario, il noir, e l’amore per il territorio. In copertina la bella immagine di Angelo Arcobelli, in arte WeA, che ha dato un volto al personaggio di Santino, professore di italiano, latino e greco separato dalla moglie che per scelta vive in una campagna del Salento. Amante della solitudine ma non troppo, Santino trascorre le sue giornate nella sua Villa curando solo gli ambienti del piacere – cucina, cantina, biblioteca, camera da letto e bagno – coltivando le sue rape, sfornando pane profumato e tanto altro può rendere buona la tavola. Santino, gourmet raffinato e altrettanto esperto culinario, ama cucinare per sé e per i suoi amici, abbinare i vini come il più preparato sommelier e ha un ineguagliabile fiuto investigativo. Non ha la tv né internet e alle diavolerie del web preferisce un buon libro, prediligendo Ovidio, Eschilo, Dante e Metastasio… la sua vita scorre tranquilla ma la notizia della morte di Menella, il suo primo amore, e l’arresto dell’amico Gigi, marito della donna, irrompe in un freddo venerdì di novembre e sconvolge il suo equilibrio esistenziale. Le apparenze lasciano presupporre un delitto passionale, ma sarà davvero così? E le rape, cosa c’entrano le rape con il misterioso assassinio di Menella?

Avvincente, intrigante, divertente quanto basta; condito da un sottile vena di ironia che pervade le 112 pagine allertando tutti i sensi. Una scrittura fluida, colorata dall’uso del vernacolo salentino, un tessuto narrativo che si muove tra due registri – lo sviluppo del giallo da un lato e le ricette di Santino dall’altro – un libro ricco di colpi di scena e imprevedibile fino all’ultimo rigo. Ma cosa c’entrano le rape con il più ingarbugliato dei delitti? il noir di Pino De Luca, che potremmo definire non a caso enogastronomico e multisensoriale, accompagna il lettore alla scoperta dell’assassino ma anche di un “terroir” nell’accezione più ampia di territorio, fatto di profumi, gusti, emozioni per raccontare una storia dei nostri giorni insieme ad una galleria di personaggi verosimili in cui è possibile riconoscere tipologie e caratteri perché catturati dalla quotidianità.

pinodelucaCenni biografici dell’autore

Quasi 60 primavere, una moglie e due figlie, tanti ricordi alle spalle e una seconda vita davanti . Pino De Luca è docente di Informatica all’Itis “E Fermi” di Lecce.

Ha pubblicato “Regole e Diritti per essere cittadini” ed. Sapere 2000 (2005), on line, tanta roba che si può facilmente trovare tra le circa 1,5 milioni di referenze che produce Zio Google. Facendo attenzione a scansare quelle (circa 400000) di un eccellente artista e poche altre suddivise fra omonimi di varia umanità.

Poi i racconti in opere a più mani e, per Kurumuni, collana di etnogastronomia, Per Canti e Cantine – viaggio enofonico nel Salento.

Attualmente cura le rubriche di Birra e Distillati per Vinoway, scrive sulla rete e su qualche organo di stampa quando gli organi di stampa hanno qualche Euro da spendere.

Della vita precedente conserva il motto “Nec Spe Nec Metu” continuando a pensare che ogni giorno che arriva è uguale a quello precedente e tocca a ciascuno renderlo migliore.

Fra le cose più importanti: ha vinto il concorso di Cucina Dozzinale “Fornelli Indecisi” con i pomodori scattarisciati; ha abbracciato Edoardo Boncinelli e ha forato moltissimi palloni gonfiati.

Fra quelle meno importanti: riesce a sopravvivere senza bisogno di alcuna divinità, nemmeno di quella più adorata di questi tempi.

Coltiva una passione smodata per le persone per bene che spesso trova cercando persone per bere, senza distinzione di censo, razza, sesso o religione e ama fanaticamente la propria terra.

Il libro sarà presentato il 3 marzo nella Masseria Il Frantoio a Ostuni (Brindisi) alle  18
nell’ambito della festa nazionale delle Donne del Vino per i trent’anni di attività. Ingresso libero su prenotazione e cena su prenotazione a cura di Lucia Leone (sommelier di Masseria Il Frantoio)

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