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“In Puglia bisogna puntare su Agritech, moda, hospitality e start-up” parola di Kalif Auditore

21 Giu 2020 | Nessun Commento | 143 Visite
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Agritech, moda, hospitality e start-up: sono i quattro settori che possono fare da volàno per far conoscere la Puglia della tecnologia sui mercati internazionali”. A suggerire la via da seguire per rendere appetibile la regione per gli investitori stranieri alla ricerca di innovazione, è un imprenditore di origine barese che dell’economia estera è un profondo conoscitore: Kalif Auditorefondatore ed executive del gruppo d’investimenti australiano Joey Crowd, società valutata 350 milioni di dollari, alla continua ricerca di nuove idee imprenditoriali da finanziare. Ed è proprio nella sua Puglia che l’imprenditore 29enne vuole portare ad investire il gruppo e i ventures internazionali, consigliando quali sono i problemi che frenano l’arrivo dei capitali dall’Estero.

In media ricevo 500 richieste d’investimento al mese dalle start-up, ma nessuna di quelle italiane è mai stata accettata, purtroppo” spiega il tycoon australiano. Il motivo? “Gli investitori hanno paura dell’Italia perché non riscontrano stabilità nel governo, il livello tecnologico non è al passo con gli altri Paesi del mondo e la pressione fiscale è troppo elevata. Il premier Conte avrebbe dovuto abbassare l’iva. Invece ha incentivato le nuove imprese con finanziamenti a fondo perduto, un rischio a lungo termine”. Come si inverte la tendenza? Per scoprirlo, Auditore è tornato nella sua città natale a maggio dello scorso anno, viaggiando in tutta Italia per incontrare startupper, economisti e rappresentanti delle istituzioni governative; provando ad avviare un dibattito costruttivo ad oggi ancora più fondamentale dopo la lezione della pandemia da Covid. “Siamo stati costretti a interfacciarci con lo smart working e a comprendere quanto l’innovazione tecnologica trasformerà il mondo del lavoro. Eppure l’Italia in questo ha fallito.  È duro da ammettere, ma molti lavori manuali sono destinati a essere svolti dalle macchine. Questa rivoluzione è in atto in altri Paesi già da anni”.

Andando a focalizzarci sulla Puglia, quello che secondo Auditore – che nel 2016 ha rifiutato la candidatura alla classifica dei migliori imprenditori under 30 del mercato Asia/Pacifico stilata da Forbes – manca al settore tecnologico per attirare investitori è in primis una leadership di settore. “Non vedo figure di rilievo che possano migliorare il comparto con i loro suggerimenti – spiega – L’Italia sta pagando un comportamento superficiale nei confronti dei giovani: mancano under 30 nei ruoli istituzionali sull’innovazione e sulla tecnologia. Eppure sono loro che devono guidare questa rivoluzione”. La ricetta per il rilancio passa poi da un maggiore confronto con le start-up internazionali, “magari realizzando dei ‘summit dell’innovazione’ – aggiunge – durante i quali invitare giovani imprese innovative dall’estero. In Puglia abbiamo tutte le basi per diventare la Silicon Valley italiana. Al governatore Emiliano suggerisco inoltre di investire anche più fondi sulle nuove tecnologie e di mettere in piedi una task force con uno sguardo più internazionale, capace di fissare obiettivi tangibili, perché ad oggi manca il confronto con le realtà imprenditoriali al di fuori dell’Italia”.

Come sempre, il founder della Joey Crowd mette a disposizione le sue approfondite conoscenze finanziarie e lo sguardo dedicato ai mercati esteri. Non a caso, quando era ancora studente di ‘Imprenditoria e analisi del rischio tecnologico’ all’Università di Adelaide, Auditore già teneva lezioni di presentazione dei corsi su invito dei docenti. Il nuovo traguardo è l’avvio di un dialogo costruttivo volto a portare gli investitori esteri a scommettere sull’Italia e, soprattutto, la Puglia. La stessa terra che lo ha accolto nel momento di maggiore difficoltà: originario della Costa D’Avorio, è stato adottato da una famiglia barese dopo un’infanzia vissuta nella povertà della terra natale. “D’altronde – conclude l’imprenditore – ogni crisi che si presenta è un’ottima opportunità per crescere”.   

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