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In Italia si combatte per la libertà, ma senza alcun sacrificio

9 Gen 2010 | Nessun Commento | 2.197 Visite
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libertà
L’Italia è un paese strano. Per quanto usi e costumi siano ormai più che moderni ed al passo con quelli tipici di una Società Aperta come la intendeva il grande filosofo Karl Popper, i singoli cittadini italiani tendono ad affermare pensieri retrogradi, quasi medievali su temi fondamentali della vita quotidiana.
Oramai tutta l’Italia mostra i segni tipici di una Società Aperta e moderna come quelle anglo-sassoni, nord-americane, tedesche, spagnole e francesi, ma la tendenza culturale è verso una chiusura mentale tipica dell’Europa degli anni ’20 e ’30 del secolo scorso. In economia, ma anche nella cultura, gli italiani sono tendenzialmente protezionisti, contro la globalizzazione, contro la tecnologia, contro la Libertà (soprattutto quella degli altri), contro la mondializzazione della vita. Gli italiani hanno paura dell’universalità della cultura, della convivenza, della economia di mercato, della religione universale e non particolare, della politica aperta e non chiusa.
Gli italiani ogni anno compiono tantissimi viaggi all’estero, crociere internazionali, acquistano prodotti dall’estero in grandi quantità, frequentano amici, colleghi e si sposano con uomini e donne di altri Stati europei e non. Convivono tranquillamente con gli immigrati e spesso contribuiscono alla loro integrazione. I cittadini italiani sono pienamente garantisti con tutti e solidali nei confronti dei popoli svantaggiati.

Però, esprimono idee opposte, sono preoccupati a parole dalla diffusione della immigrazione, della possibile disoccupazione che da essa potrebbe derivare, hanno paura della cultura di altri popoli, delle loro tradizioni ecc.. Gli italiani criticano la democrazia statunitense dimenticando che è la più antica del globo, è quella che ha ispirato tutti i moti Liberali dell’800, compresi quelli della Rivoluzione Francese. Come diceva Tocqueville è la democrazia più equilibrata e moderna del mondo. Non è un caso che la Repubblica Francese nel 1876 donò agli U.S.A. la Statua della Libertà in occasione del primo centenario della conclusione Guerra d’Indipendenza americana del 1776. Il monumento fu però inaugurato solo nel 1886.
Gli italiani criticano il sistema Liberale del Regno Unito di Gran Bretagna definendolo spesso “superato, tradizionalista, antiquato”. Ma dimenticano che nel Regno Unito si è avuto il primo parlamento moderno e il primo sistema politico elettivo di tipo Liberale. Inoltre, ci si dimentica che nel Regno Unito già nel secolo 1800 si ebbe il primo Sovrano donna (capo dello Stato) con Elisabetta I, con la Regina Vittoria ed oggi, dal 1952, con il Sovrano Elisabetta II. Ancora oggi appare del tutto impossibile prevedere quando una donna diventerà Presidente della Repubblica Italiana o anche francese. Inoltre, in molti Stati ove ci sono Monarchie meno criticate dagli italiani, come la Spagna, il Principato di Monaco ecc., le donne non sono ammesse alla successione al trono.
Non solo, ma la Regina del Regno Unito di Gran Bretagna è anche capo della chiesa riformata anglicana. Seppure con le dovute riserve, e mantenendo comunque sempre distinte le due funzioni, quella di Monarca e Capo dello Stato da quella di capo della chiesa, in Italia e nel mondo è molto al di la da venire (infatti non se ne discute) la possibilità che una donna sia a capo della chiesa cattolica romana. Analogo discorso vale anche per molte altre religioni.
Stesso discorso vale per un Presidente della Repubblica di colore o di origini non italiana, appare molto improbabile al giorno d’oggi che possa essere anche solo candidato a tale carica, pur essendo eletto da un Corpo Elettorale ristretto che dovrebbe essere più illuminato rispetto al caso del suffragio universale.

Gli italiani si battono fortemente per la propria Libertà ma non sono disposti ad alcun sacrificio, anzi ne hanno una paura folle, per difendere la Libertà altrui. Ciò che comunemente viene definita Libertà è in realtà una concezione di privilegio che si intende riservare solo a se stessi, ed ai pochi vicini, ma guai a parlare di Libertà per tutti. L’esempio è dimostrato dal rifiuto di interventi militari in paesi ove la Libertà e dignità umana sono continuamente calpestati. Gli italiani rifiutano la guerra o la diffusione della Libertà dicendo che “non si può esportare”, in Iraq, in Iran, in Serbia, in Afghanistan, in Yemen, in Cina, in Corea del Nord, ma guai a ricordare che se Regno Unito e U.S.A. non fossero venuti in Italia a liberarci dal nazi-fascismo, chissà quando ed a quali condizioni noi italiani, milioni di Don Abbondio, ci saremmo liberati. Ancora oggi ci sono storici meridionali che definiscono Giuseppe Garibaldi “un brigante” ed hanno trasformato l’eroe della resistenza Edgardo Sogno in un golpista solo perché propugnava l’idea della repubblica presidenziale in Italia.
L’italiano medio ha un’atavica paura del cambiamento, è un pericoloso ideologo della nostalgia al punto da rimpiangere continuamente il passato spesso senza avere il coraggio di dirlo apertamente.
I meridionalisti ancora oggi inneggiano a coloro che in realtà non sono altro che i precursori dei mafiosi, dei camorristi e degli uomini della ‘ndrangheta, i briganti della seconda metà dell’800. Coloro che nell’Italia Meridionale, al soldo dei Borboni e dei latifondisti e con la protezione dei preti di campagna, depredavano e rapinavano i lavoratori e guerreggiavano, in maniera del tutto analoga a quanto fanno oggi i terroristi mussulmani, contro lo Stato Italiano Unito (dai meridionalisti definito Piemontese), dimenticando che l’Italia meridionale pre-unitario aveva un livello di analfabetismo vicino al 99% della popolazione, la sanità era quasi inesistente, l’industrializzazione era un sogno riservato a rarissimi casi, di previdenza sociale ed assicurazione obbligatoria contri gli infortuni sul lavoro neanche a parlarne, ecc..
Tutte conquiste che sono venute con il Regno d’Italia soprattutto grazie all’opera di politici illuminati come Cavour, Ricasoli, Giovanni Giolitti, Zanardelli, Quintino Sella, ecc.. I Borboni del Regno di Napoli rifiutavano persino di darci una Costituzione ed un Parlamento, figuriamoci il resto!!!
E qualcuno richiama ancora oggi le idee medievaliste di Julius Evola anziché quelle ancora attuali di Benedetto Croce.

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