English Spanish German Russian Chinese Italiano
LSDmagazine
Il vostro pezzo mancante. Cultura, Stile, Vita, Attualità, Relax e non solo.
         Direttore responsabile: Michele Traversa
In “duo” è meglio: Galliano e Abbracciante deliziano la platea della rassegna de “Nel gioco del jazz”

22 Apr 2015 | Nessun Commento | 1.698 Visite
Di:
Print Friendly, PDF & Email

ab1Richard Galliano e Vince Abbracciante: 65 anni il primo e 32 il secondo, praticamente potrebbero essere padre e figlio; di sicuro sono maestro e allievo. In realtà Vince, pugliese di Ostuni, ha cominciato a suonare la fisarmonica imparando dal padre naturale dall’età di 8 anni. Ciò che lo accomuna a Galliano non è solo lo strumento ma anche la passione per il jazz.

Esaminando le loro biografie in parallelo, Richard è nato nel sud della Francia e ha cominciato studiando fisarmonica e tromba: quando è entrato nell’orbita musicale di Clifford Brown si è chiesto perché mai la fisarmonica, strumento esclusivamente ab2popolare, non poteva essere impiegata nel jazz con la stessa dignità di tromba e sax. Così ci ha pensato lui, lavorando sul concetto ritmico dei tre tempi e applicando nuove concezioni di ritmo e armonia. La sua esperienza però non si è fermata al jazz, ma si è allargata a 360 gradi nel campo musicale: oltre al jazz (con Ron Carter, Martial Solal, Chet Baker, Fresu, Rava, Garbarek), c’è la classica (Bach, Ravel, Debussy, Vivaldi), il tango (Piazzolla) e la canzone d’autore (Juliette Greco, Charles Aznavour), senza disdegnare il bal-musette (ballo popolare francese di fine ‘800).

Vince(nzo) è nato nel sud dell’Italia e, avvicinatosi subito alla musica, non poteva che suonare la fisarmonica, come suo padre e il padre di suo padre. Il ragazzo è in gamba: è primo al concorso internazionale di Castelfidardo nel 2000 e al Trofeo mondiale del 2003. ab4Ancora di più: nel 2009 progetta un nuovo sistema per il cambio dei registri in modo da ampliare la gamma sonora. Con queste credenziali entra in contatto con Galliano come suo ammiratore, e il francese ricambia d’istinto i complimenti avendo già avuto modo di “adocchiare” il giovane talento.

A questo punto bisognava che i due si incontrassero e suonassero insieme: ci ha pensato “Nel gioco del jazz” che, in appendice al suo programma 2014/2015, ha presentato un concerto “straordinario” mantice a mantice. Ed è stata quasi una premessa per un futuro passaggio di testimone (tra l’altro Vince somiglia anche fisicamente a Richard da giovane). Dopo due set di un quarto d’ora ciascuno da solisti, si è compattato un duo eccezionale nel quale a turno i musicisti si sono scambiati i ruoli di accompagnamento e solista in perfetta sintonia, senza presunzione da parte del maestro e senza deferenza da parte dell’allievo. Niente spartiti: si suonava a memoria, con gli sguardi di una intesa lontana e un sorriso felice che Vince portava stampato sulle labbra. In questo clima di assoluta condivisione i due hanno ab3eseguito le loro composizioni: Abbracciante dalla colonna sonora che ha scritto per il film di Gianni Torres, “Le mamme di San Vito”, e dal cd “Introducing” (scritto e inciso con Juini Booth e Antonio Di Lorenzo); Galliano dal suo vastissimo repertorio. In particolare il musicista francese ha dato prova del suo fraseggio ricco e versatile, senza nulla concedere a codifiche e classificazioni: il suo è un suono chiaro e perlato, privo di dissonanze, come in “New York tango” e “Viaggio”.

Ma non si può dire che il jazz sia stato il protagonista della serata: una musica articolata, composita, intelligente, si può definire da camera per la fisarmonica? o da (jazz) club? “Il jazz è una musica con un processo dialettico continuo” ha detto Vince. E allora mettendo da parte le etichette il pubblico si è lasciato andare alle note e alla loro libertà pura. E se Galliano ha dedicato un brano alla nipotina Lily, Abbracciante ne ha dedicato uno, “Pango”, al padre. Splendido scarto generazionale.

Il concerto è finito in gloria con il bis: prima la “Oblivion” di Piazzolla, intensa di struggimenti come non mai, e poi “Les feuilles mortes” di Prevert, languida e romanticamente pessimista.

Le due fisarmoniche, bisogna dirlo, sono autenticamente italiane. Di Castelfidardo!

.

Nessun commento ancora

Lascia un commento

CASHBACK WORLD
il mondo visto di traversa
per vie traverse
Sinestesie Mediterranee
LSD webradio
Coming Soon

LSD television
Coming Soon

per vie traverse
Per Informazioni
E-Mail: info@lessonnumper1.it

Categorie