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Il violinista del diavolo, dal 27 febbraio David Garrett diventa Paganini per il cinema

18 Feb 2014 | Nessun Commento | 1.935 Visite
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È tra i più eccezionali e poliedrici violinisti contemporanei e, adesso, David Garrett diventa anche attore, ma solo per vestire i panni rivoluzionari di Niccolò Paganini. La carriera cinematografica non gli interessa, dice il musicista, ma per restituire l’immagine del grande compositore italiano serviva qualcuno in grado di suonare davvero il violino, tanto più perché si tratta di uno strumento da guardare oltre che da ascoltare. E nessun attore, neanche il migliore, avrebbe potuto rendere allo stesso modo la genialità di Paganini, la sua natura di prima rock star internazionale e la sua eccezionale capacità di ‘liberare’ il violino, inventando un nuovo modo di suonarlo. Così Garrett ha accettato di trasformarsi, per il cinema, nel ‘violinista del diavolo’, di cui in un certo senso condivide la vita fatta di successi, tensioni e stress.

La pellicola, tra echi faustiani, punta a dare un’immagine veritiera del compositore e ricostruisce in modo realistico il suo debutto a Londra, il rapporto conflittuale con il manager Urbani (Jared Harris) e la storia d’amore, mai invadente, con Charlotte Watson (Andrea Deck). Inevitabilmente, però, affiora sullo schermo la leggenda che, del resto, è stata parte indissolubile della stessa vita di Paganini. Il Maestro suonava come nessuno aveva saputo fare prima e, perciò, il suo virtuosismo, la sua bravura e la straordinaria velocità nell’esecuzione venivano spesso considerate doti sovrannaturali, acquisite grazie a un patto con il demonio. Il compositore, invece di allontanare queste dicerie, faceva di tutto per alimentarle, viaggiava di notte, vestiva in un modo assolutamente stravagante per la sua epoca, creando intorno a sé quell’aura di mistero che accompagna ancora oggi la sua figura.

Nella storia, l’azione è ridotta al minimo perché la vera protagonista è la musica, com’è giusto che sia in un’opera dedicata a un uomo capace di venire fuori, nella sua integrità, quasi solo attraverso le armonie del suo strumento. La strepitosa colonna sonora, realizzata da Garrett con Franck van der Heijden, recupera i brani per violino originali scritti di suo pugno dal Maestro. Alcuni pezzi si ripetono e acquisiscono una particolare valenza narrativa, creando dei temi, sottolinea Garrett, che si legano indissolubilmente ai protagonisti (come “Io ti penso amore” a Charlotte e “Erlkönig” a Urbani), in modo che quando lo spettatore sente quelle musiche pensa subito al personaggio. Gli arrangiamenti (che, tra l’altro, Paganini non ha lasciato su carta) sono invece rivisitati perché, dice ancora Garrett, il violinista era sempre al verde e, dunque, non ottenne sempre orchestrazioni capaci di rendere giustizia alla genialità dei pezzi per il suo strumento. Le revisioni fanno rivivere al meglio la musica del compositore, sottolineandone la grandiosità e modernità.

E moderna appare tutta la pellicola che, come in fondo fa Garrett con le sue esibizioni, vuole avvicinare la musica classica ai giovani e a un pubblico sempre più ampio. “Il violinista del diavolo”, più che di un vero e proprio film, sembra un grande concerto con i suoi retroscena cui, però, vale la pena di assistere.
http://www.youtube.com/results?search_query=Il+violinista+del+diavolo&sm=3

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