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“Il Teatro della Decrescita” di Riccardo Dalisi ed il libro “Architettura e Design della Nuova Innocenza” alla Casa dell’Architettura di Roma

11 Mar 2009 | Un Commento | 4.392 Visite
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Casa alberoSi inaugurerà il prossimo 14 marzo, (Casa dell’Architettura, Piazza Manfredo Fanti 47, Roma) per poi proseguire fino alla fine del mese la mostra di Riccardo Dalisi ‘Il Teatro della Decrescita‘Architettura e Design della Nuova Innocenza’, a cura di Alfio Cangiani e coordinata da Angela Potì. All’incontro interverranno: Riccardo Dalisi, Lorenzo Imbesi (Domus, L’unità), Marco Petroni (La Repubblica).
In contemporanea a: 3/DDD – Design Della Decrescita
Progetti e opere di: Maurizio Buttazzo, Patrizia Barbaro, Corrado Bove, Alfio Cangiani, Luca Cascella, Angelo Cerrato, Daniela Corbascio, Giampiero Milella, Antonio Piccirilli, Angela Potì, Fabio Vinella e Gruppo Charta.

La mostra illustra le nuove teorie di Dalisi rispetto ad una nuova ipotesi di architettura, ripensata nel solco di un percorso di necessaria ‘Decrescita’, entro il quale compito dell’architetto sia intervenire, a partire da un lavoro quotidiano ma programmato sul lungo periodo, su tutti gli aspetti del mondo circostante, cominciando da una sorta di nuovo ‘Rinascimento’ del pensiero, dei valori e delle opere, fino al più piccolo gesto quotidiano, nello sforzo di reintegrare il delicato equilibrio uomo/natura, come unico approccio possibile, necessario e sostenibile ad un nuovo futuro.
Il tema della ‘Decrescita’, già affrontato in altri settori da autori del calibro di Serge Latouche e Raimon Panikkar, viene per la prima volta trasposto in ambito progettuale, ispirando un nuovo approccio ‘naturale’, in cui il verde diviene materiale costruttivo integrante, e non più solo complemento accessorio.
Il percorso della mostra, pensata per inserirsi in un contesto di assoluta pertinenza quale la Casa dell’Architettura in Roma, si snoda attraverso diverse fasi:
‘Scultura/Natura’:’all’esterno, una serie di grandi sculture metalliche ed una installazione mobile, ispirate al tema della mostra, che potranno interagire con gli agenti atmosferici, assecondando acque e venti;
– ‘Architettura al pennello’: al pianterreno, nella metà del salone principale, verranno esposti dipinti su carta di grande formato che illustreranno ipotesi delle nuove architetture intrise di elementi naturali; al centro dell’emiciclo, come percorso introduttivo interno-esterno, verrà collocato un ‘paesino in decrescita’, realizzato in lamierino interamente tagliato e cucito a mano in filo metallico;
– Intorno all’anello del primo piano verranno sistemati una serie di plastici architettonici di Dalisi, oltre ad una sezione di ‘omaggio’, realizzata con oggetti di ‘Design Della Decrescita’, progettati da un gruppo di autori vicini al maestro, oltre ad alcuni interventi di autori romani;
– Nel corso della serata inaugurale, verrà presentato il libro : ‘L’Architettura della Nuova Innocenza’, in corso di pubblicazione per la casa editrice Corraini.
– Nella stessa serata, verranno distribuiti numerosi pezzi di ‘Rifiuti Preziosi’, piccole ’operine take away’ realizzate dall’autore in materiali di scarto e/o di riciclo, allo scopo di sensibilizzare il pubblico rispetto ai temi dell’ambiente, dell’ecosostenibilità, del riciclaggio;
– è prevista anche la realizzazione di due workshops con l’autore, come approfondimento dei temi trattati e come occasione di incontro con le scuole e coi rappresentanti delle etnìe residenti nella zona.

‘Sulla scia della decrescita, una mostra tutta improntata sull’idea di una relativa implicazione a tutto tondo dell’architettura che, pertanto, torna alle sue origini, a rivedere le sue motivazioni di fondo, i suoi modi di porsi di fronte alla realtà, al suo modo di produrre sogni.
Nei momenti difficili di crisi e di passaggio l’architettura va a bagnarsi nelle sacre fonti del suo primo farsi. Più volte nella storia essa vi ha riattinto, un modo peculiare, sempre diverso di porsi rimettendo in discussione i suoi presupposti, i suoi motivi di fondo. Manca una storia, non c’è un preciso filo che lega da un tempo all’altro, degli spunti evolutivi se non, forse, per un progressivo, più profondo e radicale impegno fino al punto, oggi, di dover assumere su sé una non trascurabile parte nei rimedi al degrado del mondo. Le reimmersioni nella condizione di origine coincidono con la nascita di programmi ed ancor più di politiche che sono i motori primi dei miti che muovono la storia.
Vorremmo mostrare la possibile nascita di un modo di fare architettura con motivazioni e modalità diverse che ora sembra porsi con più radicale forza e che già comincia a far parlare di sé in alcuni esempi (Renzo Piano in Arizona per esempio).
Tale pratica si dirama, come sempre è avvenuto, dall’architettura alla scultura, alla pittura, al teatro, a tutte le arti applicate. Non trascurabile è il contributo in tale direzione di giovani che propongono eccellenti esiti del loro sperimentarsi, a Bari in special modo ma anche in altre zone, in contesti del tutto diversi.
La mostra, più che risultati e raggiunte soluzioni, propone tutto ciò come tematiche da approfondire’.

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