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Il sale della delusione. Intervista a Raffaele Bufo, sindaco di Margherita di Savoia “sgambettato”

13 Ago 2009 | Nessun Commento | 2.788 Visite
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salineRaffele Bufo. medico e odontoiatra, eletto primo cittadino solo poco più di un anno fa, con una lista civica di centrosinistra (“Insieme”), è il terzo sindaco negli ultimi anni di Margherita di Savoia a vedere interrotta prima del tempo la propria esperienza amministrativa.

Quattro consiglieri della maggioranza, di cui tre dello stesso partito del sindaco (PD) e un assessore (Udc), hanno fatto fronte comune con l’opposizione per dare il via all’immediato scioglimento del Consiglio Comunale e al conseguente arrivo del Commissario Prefettizio.

Bufo ha appena inviato una lettera aperta ai suoi concittadini, per cercare di spiegare le ragioni di quella che lui stesso definisce: “l’irresponsabilità di 11 consiglieri comunali”, artefici di aver privato la città di una guida, nel momento meno opportuno per il centro balneare: l’inizio dell’alta stagione e il varo della nuova Provincia (Bat).

Sindaco, pur avendo una certa familiarità con l’elemento marino, questa situazione brucia come il sale sulla ferita politica infertagli.

Quello che brucia di più è il sale della delusione. Ricatto, prevaricazione, estorsione e personalismi continuano a soffocare le ambizioni legittime di questa città. Resto allibito davanti alla disinvoltura, non solo politica, di chi gioca con gli organismi istituzionali. Incurante delle conseguenze sui destini dell’intera comunità cittadina, e subordinandoli con arroganza agli interessi di parte o addirittura personali.

C’è chi le ha rimproverato un’eccessiva condivisione delle decisioni. Di troppo dialogo o di troppa democrazia si può morire?

Il mio carattere mi porta ad essere un cittadino ed un medico disponibile al dialogo con tutti, ad ascoltare anche le piccole problematiche dei singoli cittadini cercando di risolverle. Ho cercato di improntare il mandato ricevuto alla collegialità, alla condivisione delle decisioni. Che non voleva affatto dire disimpegno personale, ma esattamente il contrario! Forse qualcuno l’ha percepito come carenza di autorevolezza, ma certamente c’è chi invece ha sofferto molto alcune mie decisioni forti. Nonostante fossero il frutto di concertazioni con gli stessi partiti.

Prima Giacomantonio, poi Camporeale e adesso lei, dottor Bufo, cos’è una maledizione caduta sul Palazzo di Città a Margherita di Savoia?

E’ piuttosto un male, difficile da estirpare. Questa città è vittima di perenni congiure di Palazzo, che sembrano essere ormai l’unico modo di amministrarla. Le conflittualità fra i partiti della coalizione sono fisiologiche e complicate da affrontare. Diventa velleitario risolverle o debellarle quando prevaricano i personalismi, le ambizioni di potere e la cinica difesa del contingente a scapito di una visione più programmatica e più lungimirante.

“Cortigiani vil razza dannata”, cantava Rigoletto. Qualche rammarico, oltre l’amarezza e la delusione?

Il probabile vanificarsi di un lavoro che nei primi 14 mesi aveva portato agli esiti positivi per la bonifica SAIBI, per l’asilo, per il Centro per Disabili, per la Residenza Sanitaria per gli anziani, per la Casa della salute; per il centro raccolta del pescato, per la pista ciclabile, per la fogna bianca; per la villa comunale, per le strade pubbliche, per la sdemanializzazione; per le opere pubbliche varie, per Torre Pietra, per il no al rigassificatore; per il PIRP, per il GAL Dauno Ofantino e per il GAC, per l’Unesco; per valorizzare e far conoscere il potenziale turistico del nostro paese. Tutto per Margherita di Savoia. Esclusivamente. Molti di questi obiettivi raggiunti andranno adesso persi: un commissariamento di quasi un anno non consente di seguire adeguatamente sia queste che altre importanti realizzazioni a venire. Fra finanziamenti già ottenuti, che sicuramente perderemo, e altri a venire, che nessuno curerà, si è calcolato una perdita per la nostra città di circa dieci milioni di euro!

Sindaco, ad aprile si ricandiderà?

La delusione odierna me lo fa escludere.

Non crede però che il consenso dei cittadini che l’hanno votata, in definitiva, non sia venuto meno? E che l’impegno nei loro confronti vada in un certo qual modo rivendicato, difeso, rinnovato e magari verificato?
Bah, non so. Vedo ancora molta rassegnazione in giro. Se davvero la cittadinanza desse il segno di voler perseguire, con decisione, un concreto e radicale cambiamento

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