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Il progetto “La fisica e l’informatica…per la musica in pratica” da Bari a Firenze

22 Apr 2010 | Nessun Commento | 2.947 Visite
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itis panettiDomani a Firenze si terrà il convegno «La scuola nuova nasce dal basso – esperienze concrete di innovazione educativa», organizzato dal prof. Luigi Berlinguer, ex Ministro della Pubblica Istruzione, per presentare esperienze significative delle scuole italiane nel campo dell’innovazione didattica. Il convegno avrà come attori i protagonisti dell’innovazione didattica: gli insegnanti e le scuole, per presentare le loro esperienze in modo da evidenziarne il significato e gli elementi riproducibili anche in altri contesti. Lo scambio di buone pratiche sarà il filo conduttore della riflessione sul valore della professione docente e del confronto con alcuni testimoni della cultura dell’educazione. Il titolo vuole sintetizzare, questo messaggio.
Tra le esperienze selezionate a livello nazionale per la poster session sarà presente al convegno la presentazione del progetto «La fisica e l’informatica… per la musica in pratica», realizzato dalla prof.ssa Maria Altieri, dell’ITIS Panetti di Bari (in foto), nell’ambito del Programma nazionale «Scuole aperte».
«L’emozione e la curiosità sono componenti essenziali dell’apprendimento, niente emoziona più della musica, niente incuriosisce più del mondo della natura. Oggi è così che si rinnova la scuola». Sono parole del prof. Berlinguer, che hanno ispirato la docente che ha coordinato e realizzato il progetto.
Come desumibile dal titolo, tre sono state le discipline coinvolte che si sono spesso collegate e interconnesse tra loro. La Fisica e l’Informatica sono discipline presenti nel curricolo del «Panetti» in tutti i suoi indirizzi, mentre la Musica è stata «prestata» alla scuola dal Conservatorio di Bari per un progetto in rete. È stato quindi affrontato lo studio del suono da un punto di vista fisico insieme a elementi di teoria musicale e musica di insieme per giungere a tecniche di editoria musicale digitale, di elaborazione e produzione del suono attraverso strumenti informatici. Un lavoro ampio e non facile da organizzare, ma che ha visto largo interesse da parte di alunni di tutti e cinque gli anni.
L’interesse e l’ottima partecipazione ha permesso ai ragazzi che sapevano già suonare uno strumento di approfondire le proprie basi musicali e ai neofiti della musica di capire i propri gusti e avvicinarsi a questo mondo.
Spesso è stato possibile realizzare lezioni in compresenza tra la docente di fisica, prof.ssa Maria Altieri ed il docente di musica, il prof. Massimo Mannacio del Conservatorio «Piccinni» di Bari, mostrando «in pratica» la stretta connessione tra le due discipline ma anche i diversi punti di interesse e studio. Così se il percorso didattico musicale è stato realizzato attraverso giochi musicali, dialoghi concertati, esperimenti di direzione di coro, esercitazioni di gruppo e individuali, quello fisico ha previsto l’analisi di fenomeni quotidiani e la formulazione di leggi e concetti fisici di valenza generale attraverso filmati, esperimenti, brainstorming e lezioni con supporti multimediali. Per quanto riguarda l’informatica, approdo dell’era moderna e del nostro percorso progettuale, con il prof. Alessandro Blasi, docente dell’ITC «G. Cesare», è stata utilizzata la strumentazione specifica, in dotazione al «Panetti», per estrarre e importare suoni su computer e software commerciali di audio-video editing per l’editoria musicale.
Fino a poco tempo fa studiare musica poteva essere considerato un privilegio per pochi, oggi non c’è niente di più facile che «fare musica». Si può scaricare da internet a poco prezzo, si può masterizzare, si può copiare e registrare, si può ascoltare mentre si cammina e si corre, le «suonerie» possono essere il «distintivo» delle persone. Tutto questo non ha fatto altro che distogliere molti dal vero apporto che la musica può e deve dare alla società. È ormai scientificamente provato quanto la musica faccia bene ai ragazzi, non solo dal punto di vista culturale, come componente della formazione di base, ma anche cognitivo. Chi studia musica ha infatti ricadute positive anche nelle altre materie.
Grazie alla musica i ragazzi del «Panetti», dopo un primo approccio curioso, hanno sperimentato un senso di ordine e di bellezza, di armonia con gli altri e quindi il desiderio di realizzare insieme ad altri sonorità e di condividere spazi ed emozioni musicali.
Hanno riscoperto insieme la disponibilità e il sacrificio dell’esercizio come elemento indispensabile per chi vuole crescere, sono state considerate tutte le esperienze sonore senza escluderne alcuna, neanche gli «errori». Hanno compreso che si può trasmettere a tutti qualunque messaggio anche con questa forma di comunicazione a patto di aprire il cuore e… le orecchie.
«Vivere senza suonare per me è inconcepibile, vedo la mia vita in forma di musica», diceva il padre della fisica moderna Albert Einstein, e si può ritenere che questo progetto abbia ridestato, in coloro che hanno partecipato, l’armonia che è presente in ciascun uomo.

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