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Il Ministro del Turismo Egiziano Hisham Zaazou in Bit per rinforzare il legame tra Italia e Egitto

20 Feb 2014 | Nessun Commento | 1.017 Visite
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Fiducia, ottimismo, volontà. È il volto migliore di sé quello che il turismo egiziano ha mostrato a giornalisti e operatori italiani in occasione dell’ultima edizione della Bit, fermamente determinato a far tornare il proprio Paese ai livelli che gli competono, quale meta privilegiata dei viaggiatori di tutto il mondo. Un obiettivo per il cui raggiungimento è fondamentale l’apporto del mercato italiano, perché, come ha efficacemente sintetizzato il presidente di Astoi, Nardo Filippetti, in occasione della serata organizzata dall’Ente del Turismo Egiziano presso il Principe di Savoia di Milano, «l’Egitto ha bisogno dell’Italia e l’Italia ha bisogno dell’Egitto».

A unire i due Paesi del Mediterraneo, in effetti, ci sono radici profonde. Lo ha sottolineato anche l’Amministratore Delegato di TTG Italia, Paolo Audino, consegnando una targa di ringraziamento al  Ministro del Turismo Egiziano S.E. Hisham Zaazou, per «la disponibilità e l’apertura nei confronti degli operatori del settore italiani che, ricordiamo, sono stati i primi a inventarsi le destinazioni sul Mar Rosso e sul Mediterraneo». Legami di lunga data, quelli tra Italia ed Egitto, rimarcati pure da S.E. Hisham Zaazou: «Ancora una volta sono qui a Milano a vedere visi familiari. Mi fa piacere che la sala sia piena: grazie a tutti. Stiamo passando momenti innegabilmente difficili, ma speriamo di vedere la luce in fondo al tunnel».

Venendo quindi ai dati concreti, S.E. Hisham Zaazou ha rivendicato la resilienza di un industria, quella del turismo, che dalla fine della Seconda guerra mondiale a oggi non ha mai smesso di crescere a livello globale, a dispetto di qualsiasi crisi o tensione internazionale. È così che anche l’Egitto, nonostante le difficoltà vissute negli ultimi tre anni, ha continuato ad attirare un grande numero di turisti dall’estero, tanto da essere tuttora la ventiduesima destinazione mondiale per numero di arrivi internazionali e soprattutto la prima sia nel Medio Oriente (se si esclude il flusso di pellegrini verso l’Arabia Saudita), sia in tutto il continente africano (dati Unwto). La storia turistica del Paese dei Faraoni è d’altronde una storia di successo, ha proseguito S.E. Hisham Zaazou, che negli ultimi anni stava conoscendo uno sviluppo esponenziale, interrotto solamente dallo scoppio della cosiddetta Primavera araba: gli arrivi internazionali, per esempio, che dieci anni fa ammontavano a 8,1 milioni di unità, raggiungevano nel 2010 un picco pari a 14,7 milioni, per poi calare fino ai 9,5 milioni del 2013. Stesso andamento registravano peraltro le entrate derivanti dal turismo internazionale, salite dai 6,2 miliardi di dollari Usa del 2004 fino al picco di 12,5 miliardi del 2010 e poi calate a quota 5,8 miliardi nel 2013.

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Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare

Ecco allora che a fronte di un 2013 reso difficile dalla serie di sconsigli levati da numerosi dicasteri esteri di ogni parte del mondo, il Ministero del Turismo Egiziano si è impegnato a fondo per rilanciare l’immagine del Paese con una serie di iniziative, alcune delle quali tutt’ora in corso, volte a migliorare la percezione internazionale della situazione interna e ad agevolare gli arrivi in Egitto. Da una parte sono state così snellite le procedure per il rilascio dei visti e alleggeriti i requisiti per la creazione di collegamenti aerei con gli scali del Paese; da un’altra parte sono stati, invece, attivati numerosi progetti di co-marketing, pr, incentivazione e promozione, che hanno visto, tra le altre cose, la partecipazione dell’Egitto alle principali fiere internazionali, l’organizzazione di eventi ad hoc e persino il coinvolgimento di testimonial di eccezione come, per esempio, Eleonora Brigliadori e Catherine Ashton. In tema di comunicazione, inoltre, sono stati utilizzati tutti gli strumenti oggi disponibili: dalla stampa tradizionale e dalle televisioni fino ai canali digitali più all’avanguardia, compresi quelli social, in un’ottica integrata di online reputation management.

Uno sforzo notevole che ha tuttavia ben presto prodotto gli effetti desiderati, tanto che a uno a uno sono stati revocati tutti gli sconsigli, compreso quello italiano, almeno per quanto riguarda le destinazioni turistiche principali: Mar Rosso, Alto Egitto e costa mediterranea. Il cambio di rotta ha quindi immediatamente generato risultati importanti, prontamente registrati da tutti i principali indicatori turistici: gli arrivi internazionali, in particolare, sono passati dai 301.200 di settembre 2013 ai 677.600 dello scorso mese di dicembre (quelli italiani da 6.667 a 30.420), mentre le entrate derivanti da tali flussi sono saliti contemporaneamente da 66 milioni a 308,6 milioni di dollari.

Ci sono quindi ottime motivazioni per guardare con fiducia al futuro, ha sottolineato ancora S.E. Hisham Zaazou, tanto più che l’Egitto è un Paese dalle mille attrazioni: relax, spa e wellness, vacanze balneari e in famiglia, avventura, lune di miele, cultura e shopping. A ciò si deve poi aggiungere la nuova offerta green, con ben 53 strutture già certificate, ulteriori dieci in procinto di esserlo a breve e molte altre estremamente interessate al tema. Senza contare, per di più, l’ambizioso progetto italo-egiziano di El Gouna, dove sorgerà il primo centro urbano a zero emissioni di anidride carbonica di tutta l’Africa. In un prossimo futuro, inoltre, l’idea è quella di sviluppare anche nuove destinazioni nel Sahara occidentale e sul Mediterraneo, nonché spingere il segmento del turismo religioso. Per quanto riguarda in particolare l’Italia, nel 2014 si celebrerà, infine, il centenario dall’inizio delle relazioni diplomatiche ufficiali tra i due Paesi: un’occasione per tutta una serie di ulteriori iniziative culturali e promozionali.

«Voglio dire grazie a tutti gli agenti di viaggio, i tour operator e i media italiani», ha quindi concluso il Direttore dell’Ente del Turismo Egiziano in Italia, il Dr. Mohamed El Gabbar. «Questo, si è già detto, è un momento difficile per il nostro Paese, ma tutti conoscono la forte relazione che lega l’Egitto all’Italia. Se andiamo perciò avanti tutti assieme, mano nella mano, sono convinto che possiamo farcela».

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