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Il mercato dell’arte in Italia: cosa aspettarsi da questo 2016

29 Mag 2016 | Nessun Commento | 575 Visite
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m1Dopo una fase di stagnazione, il mercato dell’arte italiano si configura come in netta ripresa. Il 2016 si preannuncia, infatti, come il terzo anno consecutivo in cui questo settore tricolore si mostra in crescita: un processo graduale che fa ben sperare per il futuro.

Qualche dato per completare il quadro della situazione al momento: innanzitutto agli acquirenti attivi nel Bel Paese sono diminuiti di numero, ma sono più propensi a spendere (dovendo rispondere a un ventaglio di offerte che si amplia con quelle a distanza di acquirenti stranieri); inoltre, l’Italia è ancora un territorio non troppo permeato dai cosiddetti “grandi collezionisti” e soltanto una piccola parte dei pezzi venduti proviene da importazioni estere.Le case d’aste giocano ancora un ruolo di primo piano nel mercato dell’arte italiano. Si tratta di una notizia che di certo non stupisce: la centralità delle case d’asta si basa su un prestigio che è frutto di un modus operandi consolidatosi negli anni e che diventa quindi sinonimo di qualità e garanzia. Accanto a questi aspetti una loro ulteriore caratteristica vincente è il fatto che esse si sono rese perfette interpreti delle nuove dinamiche della domanda e dell’offerta fungendo, a volte, anche da talent scout.

Oltre alla perizia degli esperti che si occupano della selezione delle opere, anche le strategie di marketing per promuoverne le vendite stanno iniziando a imporsi come fattori determinanti per il successo di una vendita all’incanto. Per quanto concerne le tendenze, invece, sembra proprio che ad andare sotto il martello con maggiore successo siano soprattutto i lotti di arte moderna e contemporanea. Ormai piazzatasi, al livello mondiale, al settimo posto tra le piazze dell’arte in vendita, l’Italia deve ancora fare i conti con impedimenti non indifferenti sul piano burocratico e legislativo. Nonostante questi problemi, il mercato dell’arte ha visto guadagnare, nel 2015, un significativo +16,8% rispetto a quello precedente e questa prima metà del 2016 promette risultati ancora più esaltanti.

Accanto ai colossi come Sotheby’s e Christie’s, infatti, prendono piede anche delle casem2 d’aste più giovani come Minerva Auctions di Roma. Dopo il successo di una prima asta che ha visto al centro ricercati libri, autografi e stampe – che costituiscono un settore di nicchia -, il secondo evento dell’anno è stato consacrato all’Arte Moderna e Contemporanea. Quest’ultimo appuntamento, tenutosi lo scorso 28 aprile, ha fatto registrare alla casa d’aste romana oltre 1 milione di euro di ricavato, il più grande successo dall’apertura di Minerva. Fra le 400 opere – tra tele e sculture – messe all’incanto, meritano di certo una menzione i top lots: Visibile questa sera, un dipinto di Gastone Novelli del 1959 (venduto per 47.500 euro pur partendo da una stima iniziale di 24.000) e una Combustione firmata da Alberto Burri realizzata nel 1964 (aggiudicata per 55.000 euro). Menzione speciale anche per gli artisti Sandro Chia, Luca Pignatelli, Gino Severini, Cesare Tacchi, Tano Festa, Antonio Corpora e Corrado Cagli che sono stati gli altri grandi nomi dell’evento.

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