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Il Libro Possibile: intervista con Clizia Fornasier il 5 luglio presenta “E’ Il Suono delle Onde che Resta”

1 Lug 2019 | Nessun Commento | 480 Visite
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Clizia Fornasier

Tra le numerose proposte letterarie del Festival del Libro Possibile che ha luogo a Polignano aMare dal 3 al 6 luglio consigliamo quella del romanzo di esordio di Clizia Fornasier, “E’ Il Suono delle Onde Che Resta” edito da HarperCollins. Trattasi di un’opera nostalgica, colorata e d’impatto emozionale incentrata sui rapporti umani.Clizia Fornasier, che sarà il 5 luglio alle 23.30 in Piazza dell’Orologio a Polignano a Mare, nel centro storico della cittadina, ha accettato di rispondere alle nostre domande.

La protagonista della storia, Caterina, è un’artista sui generis di 68 anni che accoglie nella sua casa, situata su un’imprecisata isola, una sconosciuta e sperduta bambina il giorno di Natale. Da qui inizia tutto. Come mai Clizia hai scelto di misurarti con una protagonista della quale è accentuato l’avanzare degli anni, in contrasto con l’immaturità della ragazzina?

Da distante si vedono meglio i contorni, la distanza è lo spazio necessario per una più lucida considerazione degli eventi, del trascorso. Tra Caterina e Adele c’è un vuoto, quello dell’età adulta, il luogo più produttivo e frenetico della vita, quello che decide la qualità della nostra esistenza, i mattoni della felicità o del languore del futuro. Quel vuoto concede a entrambe di guardarsi a vicenda con la curiosità dell’infanzia e la tenerezza lenta e disarmata della vecchiaia. Ma queste donne sono egualmente donne. Le consuetudini ci suggeriscono come immaginarci col passare del tempo. Piccola, libera di essere, di sbagliare, obbligata a soccombere al volere dei grandi. Grande, costretta ad accettare di essere “troppo grande”, considerata troppo grande per sbagliare, libera di sparire dal mondo. Ritengo però le donne sentano allo stesso modo, ad ogni età. Siamo sempre le stesse.

La copertina del libro

L’esordio letterario mi è parso molto buono. Mi sembra il tuo un romanzo più “straniero” (come atmosfere) che italiano. La tua laurea in lingue e letterature straniere ha influenzato il tuo stile?

Non credo il percorso universitario abbia avuto grande influenza su questa storia. Forse è stata la lettura ad aver contagiato di più il mio narrare e il cinema. Io vedo tutto ciò che scrivo. Un regista invisibile e silenzioso porta il mio occhio sul suo dinamico e magico set e io lo seguo e dal cielo strappo le parole che mi servono a memorizzare tutto ciò che incontro

Cosa ti aspetti dal Festival del Libro Possibile di Polignano a Mare in Puglia? Ti emoziona l’incontro con il pubblico?

Sono emozionata, come chi si troverà a parlare dei segreti che ha scritti nel risvolto poi segreto della pelle, quello a contatto col sangue. Ogni romanzo è anche scrigno di segreti dell’autore, segreti vestiti di finzione ma col volto scoperto. Allo stesso tempo sono entusiasta e impaziente di affacciarmi sulla meravigliosa Polignano che offre il suo ventre al luna park degli amanti dei libri diventando libro a sua volta. È una magia.

Il personaggio di Adele, la bambina scampata “forse” a un annegamento rappresenta l’innocenza dell’infanzia o cos’altro?

A questa domanda non ho una risposta ma provo a pensarci qui, mentre vi rispondo… Credo Adele sia come il suono delle onde, quello che resta dentro di noi, quello che pensiamo col tempo si affievolisca o al quale crediamo di poterci abituare…sbagliando. In mare lanciamo sassi che crediamo di non rivedere mai più, pezzi di legno, un giocattolo che non ci interessa più. Ma un giorno il moto dell’acqua riporta tutto indietro. Il mare restituisce sempre. Non mangia giocattoli, non mangia i bambini, non mangia il passato. Adele, il candore sfacciato dell’infanzia esiste per ricordarci che la vita, come l’amore,è la forza più grande di tutte.

Nel romanzo Caterina usa un registratore con audiocassette nel quale si confessa, ma si confronta anche con un amico d’infanzia, lo svedese Lassi, tramite molte mail. Come mai le presenze maschili, compreso    il musicista Unknown, sono tenute ai margini?

(😊) È una casualità Perché questa è la storia di Caterina e Adele. Ma questi uomini, apparentemente ai margini, sono figure maschili colme di amore, fragilità e capacità di ascolto che solitamente vengono negate tra le qualità più virili. Io invece amo il modo in cui gli uomini sono in grado di gestire la complessità dei sentimenti. Abbiamo molti pregiudizi nei confronti della sensibilità maschile

Se il libro avrà successo pensi di avviare una carriera di scrittrice parallela a quella nello spettacolo?

Questo romanzo avrà il destino che gli spetta. Farò tutto ciò che posso per portarne in giro il senso, per raccontare l’amore di cui è pregno e non cambierò idea su di lui se non dovesse diventare il primo tra i best seller. Ho pazienza con il mio  inchiostro. E di certo non smetterò di scrivere. Ora che ho capito di poter far scorrere la mia fantasia su questo letto, il fiume non si spegnerà. L’unica condizione è fare tutto in nome della buona arte

Clizia Fornasier

L’anziana Caterina è un personaggio che ha anche come sottotesto un sense of humour accentuato. Si può considerare un’egoista per le scelte di vita troppo indipendenti e inneggianti a una pretesa libertà?

Io e Caterina ci somigliamo nell’asprezza dell’ironia quando la stanchezza ci vince, quando il dolore che ci spetta è troppo grande. Un’àncora di salvezza, probabilmente. Non la definirei egoista. Forse Caterina non è stata coraggiosa, forse Caterina è una delle tante vittime di un progetto di vita che vacilla e al quale pensiamo di non poter rinunciare per essere delle buone persone. 

Spesso le giovani scrittrici vengono considerate autrici per sole lettrici. Tu intendi far eccezione? Che ne pensi di questo stereotipo?

Penso sia un retaggio culturale che non verrà cancellato in tempi brevi. Penso i romanzi dovrebbero essere pubblicati sotto pseudonimo senza sesso. Penso le autrici siano spesso esse stesse vittime di questa convinzione e che si mettano a scrivere solo di amore o sesso per il fatto di essere scrittori col nome di donna

Nel romanzo sono presenti molte descrizioni poetiche e della natura dell’isola. Che si trova in Italia, ma pare un non-luogo, ossia non è identificabile con nessun posto esistente…

Mi sono presa una divertente licenza per spaziare con la fantasia tra germogli multiformi. L’architettura al principio è stata contagiata da una vecchia fabbrica di ceramiche di Vietri e poi dalle cartoline de Il postino. Non programmandolo, l’isola di Caterina potrebbe essere una figlia di Salina

La decadenza fisica di Caterina è descritta anche in modo spietato. Tu essendo molto giovane hai paura di invecchiare?

Sì. Mi racconto che non è così ma credo non sia completamente vero. Trovo alcune donne anziane siano meravigliose ma non le vedo nel mio specchio. Non so come sarà guardare il mio viso piegarsi lentamente nelle sue rughe, mutando l’aspetto che conosco. Devo dire però che i miei figli e il mio libro stanno rendendo questa paura più opaca. Se la mia giovinezza sarà colma di memorie importanti e monumenti preziosi, accettare di incanutire e avvizzire sarà più facile, come una giustificazione con la parte di me più esigente

Se potessi convincere un possibile lettore a valutare questa tua prima opera. Lancia un invito a chi ci legge a considerare il tuo romanzo per le letture estive.

Non sono mai stata una venditrice. Quando devo farlo è l’unico momento in cui mi mancano le parole perché è difficile dire sceglimi fra tutti perché so che non te ne pentirai. Ma per questo figlio di carta mi sento di sussurrarlo. Prova ad ascoltare questa storia, portala tra le tue cose, fa che le pagine odorino del tuo profumo, della crema delle tue mani e penso davvero non scorderai quello che ti accadrà di fronte, capitolo dopo capitolo. Tutti coloro che hanno letto il mio romanzo mi confessano di sognare Caterina. Da questa storia si esce con delle memorie nuove. E poi sarà mare anche per i tuoi pensieri, un mare che vocia e si colora con gli stessi toni e suoni del mare dei tuoi ricordi, e che si sintonizza con quello che mi auguro ti sia di fronte mentre leggerai, riparato dal sole infuocato, con le gambe leggermente piegate per sorreggere il libro, e quel silenzio inventato che nasce quando il viaggio della lettura è decollato da ore.

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