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Il Kaleidoscope di Kid Chocolat tra fantasmi e Northern Soul

4 Nov 2011 | Nessun Commento | 1.881 Visite
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Kid ChocolatPhilippe Pellaud, meglio noto come Kid Chocolat, è un musicista e produttore svizzero nato a Ginevra 37 anni fa. Alle spalle due album autografi e svariate collaborazioni in ambito electropop. Il presente è Kaleidoscope terzo lavoro solista: tre quarti d’ora di pop vivace fortemente influenzato da ritmi funk.
Da sempre interessato al connubio tra cinema e musica (suoi precedenti lavori sono stati dedicati a Peter Sellers e Dario Argento) cerca di ispirarsi alle memorabili partiture per celluloide di leggende quali John Barry, Ennio Morricone ed Henry Mancini.
Kaleidoscope è produzione fine a sé stessa, non colonna sonora, anche se potrebbe tranquillamente servire allo scopo. Il fatto è che funziona benissimo slegata da immagini, visto che offre il sottofondo ideale per la quotidianità di chiunque, colma di momenti frenetici, riflessivi, ilari, malinconici … La title track ad esempio – Kaleidoscope (Agénor’s Lullaby) – è una nenia dal vago registro levantino incline alla meditazione, pilotata com’è da chitarra acustica e sitar.
Meno distensiva ma riconoscibile all’istante è la cover di Unbelievable, hit danzereccio degli inglesi EMF, che ha spopolato vent’anni fa.
Ma è con la coppia di brani in partenza che l’esperimento di Kaledoscope convince. Rosemary Brown’s Ghost presenta una storia davvero singolare: Pellaud simula l’incontro con lo spettro di Rosemary Brown (sorta di sensitiva morta un decennio fa) ispiratrice di note e pause finite sullo spartito. Ovvero Kid Chocolat avrebbe vissuto la stessa incredibile esperienza di Rosemary, a sua volta destinataria in vita dei suggerimenti di Listz e di altri grandi compositori estinti da un bel pezzo. Di natura diversa, Let’s Form A Party ingloba fiati e bassi pulsanti per un soul ispirato al movimento sorto nel ’60 tra la classe operaia di inglesi, giovani e bianchi, infatuati di musica nera americana. Northern Soul, insomma, che si distingue in più solchi lasciando spazio anche ad altre correnti come succede per Generation Admin, suggellata da pop intimista, o per A Lot Of Love, elettronica screziata dalla disco.
Per ricreare il suo apparecchio sonoro, Kid Chocolate si è avvalso di diversi collaboratori. Tra questi i più presenti risultano tali Land Of Bingo e Love Motel (ciascuno con due interventi).
Una compilation piacevole che avvicenda suoni eterogenei alla stregua del caleidoscopio, titolo dell’opera, concepito per susseguire immagini mutevoli.

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