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Il futuro della stampa? Ci pensa Steve Jobs, il numero uno della Apple

4 Giu 2010 | Nessun Commento | 1.329 Visite
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Steve JobsNo ad una nazione di blogger, sì ai giornalisti professionisti. Il numero uno della Apple, Steve Jobs, l’inventore dell’iPad, considera la nuova tavoletta magica uno dei mezzi indispensabili per rilanciare la stampa in difficoltà, se il mercato lo deciderà, puntando sui contenuti a pagamento.
Alla Conferenza All Things Digital organizzata dal Wall Street Journal a Rancho Palos Verdes, a sud di Los Angeles, il futuro della stampa è stato uno degli argomenti affrontati in una lunga conversazione a tutto campo da Jobs.
Quando gli è stato chiesto se l’iPad risolverà i problemi dell’editoria, il numero uno della casa di Cupertino ha risposto: «Non voglio che ci trasformiamo in una nazione di blogger… Credo che abbiamo bisogno di controllo editoriale oggi più che mai. Qualsiasi cosa possiamo fare per aiutare i giornali a trovare nuove forme di espressione che li aiuterà ad essere pagati, sono a favore».

Jobs ha risposto a tutte le domande, chiarendo una serie di malintesi. Il numero uno del colosso di Cupertino ha negato che la Apple si stia preparando a lanciare il proprio motore di ricerca in risposta a Google, sempre più presente sul fronte dei browser, dei sistemi operativi e degli smartphone. Le relazioni con il gruppo di Mountain View, uno degli alleati tradizionali della Apple, sono cambiate quando Google «ha deciso di mettersi in concorrenza con noi», ha spiegato Jobs, aggiungendo che sono prive di fondamento le voci secondo cui la Apple vuole togliere i servizi Google da iPhone e iPad. E comunque, ha puntualizzato il numero uno della mela morsicata, le ricerche su internet «non sono un settore che conosciamo bene» e a dir vero «non ce ne importa più di tanto».

Jobs è anche tornato su una delle accuse più frequenti di queste ultime settimane, e cioè di aver fatto l’errore di escludere il programma di animazione Flash della Adobe dall’iPad. Il numero uno della Apple non ha cambiato linea, ribadendo l’intenzione di puntare sul nuovo programma HTML5, che a suo avviso rappresenterà il 50% circa delle animazioni, cioè il doppio rispetto alla quota di mercato attuale.

A Rancho Palos Verdes si è anche scoperto che nei laboratori dell’Apple l’iPad è nato prima dell’iPhone. Quando nel 2000 gli erano stati presentati i primi prototipi di tablet multi-touch Jobs ha pensato immediatamente al telefonino. «Ho pensato ‘Dio mio possiamo costruire un telefono cellulare». Così fu, e l’iPad rimase in un cassetto fino al 2007.

Nell’intervista non sono mancati infine momenti umoristici, come quando Jobs ha giudicato assurdo che in base la capitalizzazione in Borsa la Apple abbia superato il colosso Microsoft. Quando Steve Mossberg, lo specialista informatico del Wall Street Journal organizzatore della conferenza, ha tentato poi di capire meglio quali siano ora i rapporti tra Jobs e i dirigenti di Google chiedendogli «Com’è la vostra relazione, si sente tradito?», il numero uno di Cupertino ha ribattuto: «La mia vita sessuale e piuttosto buona di questi tempi. Com’è la tua Walt?».

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