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Il film choc “Kinatay” del giovane regista filippino Brillante Mendoza alla 62/a edizione del Festival di Cannes

19 Mag 2009 | Nessun Commento | 1.981 Visite
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KinatayE alla fine il film davvero choc in questa 62/a edizione del Festival di Cannes viene quest’anno dalla Filippine, con scene crude di violenza e sesso che culminano in una sequenza degna di uno snuff movie con protagonista una donna fatta letteralmente a pezzi con un machete. Si tratta di ‘Kinatay‘ del giovane regista filippino Brillante Mendoza che quest’anno torna sulla Croisette in concorso dopo c’era già stato l’anno scorso con Serbis.

Tutto inizia nella rumorosa Manila dove il giovane Peping (Coco Martin), venti anni e che studia per fare il poliziotto, si è appena sposato con la sua bella fidanzata Cecile (Mercedes Cabral) con cui ha già un figlio. Pranzo di matrimonio in un ristorante alla buona con parenti e amici e poi la vita ordinaria di un ventenne.
Ma il ragazzo viene coinvolto, giorni dopo, da un amico, Abyong, per fare un lavoro sporco per una gang locale (si scoprirà di poliziotti corrotti), un modo di avere soldi extra per il suo bambino. Si muovono in sei, di sera, su un furgoncino bianco che in tempo reale e con una musica ossessiva in sottofondo arriva fino a un locale dove viene prelevata un’avvenente prostituta di nome Madonna (Maria Isabel Lopez).

La donna viene subito barbaramente picchiata sul furgone, imbavagliata e legata con nastro isolante. Intanto continua il viaggio dei sei criminali di notte, sempre con la stessa musica ossessiva e con una fotografia sporca che non indugia mai alla luce, fino ad arrivare alla casa di uno dei componenti della gang.
Qui la donna, che è una tossicodipendente colpevole solo di essere morosa e che prega a più non posso di non essere uccisa, viene ancora picchiata, poi violentata barbaramente e, alla fine, fatta a pezzi.
Si vede il primo colpo colpire la sua pancia, poi le viene tagliata una gamba, e poi ancora un braccio fino ovviamente al taglio più difficile, quello della testa. Il tutto sotto lo sguardo allucinato di questo ragazzo.
Ma l’orrore non finisce qui. Dopo aver fatto pulizie, alla meglio, nella stanza del massacro la gang torna sul furgone gettando in zone diverse le parti della donna per poi recarsi tranquillamente a pranzo.

Per Peping, sarà diverso, lui vomiterà in quello stesso ristorante per tornare a casa con la fiammante pistola appena ricevuta per la sua iniziazione al crimine.

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