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Il direttore d’orchestra Riccardo Chailly alla Scala di Milano con una sinfonia inedita

24 Mar 2009 | Un Commento | 3.374 Visite
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Riccardo ChaillyNote mai sentite prima risuonano alla Scala e il direttore d’orchestra Riccardo Chailly (nella foto) si gira verso il pubblico, si leva l’orologio e annuncia «lo tolgo signori perchè ho paura di perderlo con questo ritmo bulgaro, swing». Commento insolito che ben spiega l’atmosfera di una giornata insolita e anche storica.
Insolita perché non accade spesso che una prova aperta sia preceduta da un incontro, e soprattutto che il direttore d’orchestra sia microfonato come fosse in un reality perché il pubblico senta tutto quello che dice agli orchestrali.

Storica perché l’altro giorno la Filarmonica della Scala ha eseguito alcuni inediti assoluti. Ora potrà dire di essere la prima orchestra al mondo ad aver suonato la sinfonia n.5 ‘Riforma di Felix Mendelssohn-Bartholdy nell’edizione critica che inserisce circa 150 battute cancellate dall’autore.

Sono note che legano gli ultimi movimenti e soprattutto «il punto – secondo Chailly – da cui parte l’idea dell’unità sinfonica» che il compositore morto 200 anni fa ha poi ripreso nei suoi lavori successivi. «Diceva che voleva bruciare la Riforma – ha scherzato il maestro – Meno male non aveva il camino».
Per la prima volta in Italia la Filarmonica ha eseguito la versione romana del 1830 della ouverture ‘Die Hebriden‘ allora intitolata ‘Die einsame Insel’. E nessuno era più titolato di Chailly a dirigere, in questo appuntamento che precede il concerto ufficiale di domani, questi lavori, visto che a Lipsia come direttore della Gewandhausorchester occupa il posto che un tempo fu di Mendelssohn. La vera novità della serata è però ‘Prospero, o dell’armonià un melologo commissionato dalla stessa Filarmonica al compositore Fabio Vacchi.
Il soggetto è quello della tempesta di Shakespeare, autore non scelto a caso ma in collegamento con il resto del programma dedicato a Mendelssohn. Inizialmente infatti era previsto il ‘Sogno di una notte di mezza estatè dell’autore tedesco ma un mese fa è uscita la partitura che autorizzava la prima esecuzione della ‘Riformà e il programma è stato stravolto.
La storia con atmosfere fantastiche è quella del Duca di Milano, Prospero, esiliato con la figlia su un’isola solitaria abitata da spiriti. Ed è lui stesso, in un monologo recitato da Ferdinando Bruni, a ripercorrere la propria vita, a fare un riepilogo che gli serve a ritrovare l’equilibrio, l’armonia prima di morire. Non solo le parole di Prospero (tradotte e adattate da Bruni) sono una ricerca dell’armonia, ma lo è anche la musica. «E’ un invito che voglio consegnare – ha spiegato Vacchi al pubblico – a guardare il mondo non solo dal proprio punto di vista ma anche da quello degli altri per arrivare a un punto di tolleranza, al riconoscimento della dignità di tutti gli uomini».

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