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Il dio o la dea che danza? La possibile sorgente sonora del Tarantismo. Incontro il 1° febbraio a Lecce

31 Gen 2019 | Nessun Commento | 450 Visite
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FOTO PER ARTICOLO GROTTA CERVIIn occasione del 49° anniversario della scoperta della Grotta dei Cervi di Porto Badisco, anche quest’anno il Museo Faggiano ne ricorda l’importante evento, organizzando un’interessante serata incentrata sul dialogo libero tra testimoni diretti, ricercatori ed artisti per cercare di comprendere, per quanto possibile, il collegamento tra la figura danzante, battezzata “il dio che danza” e che caratterizza la Grotta Sacra, ed il Tarantismo. Questa particolare figura, ancora oggi, attrae molti “adepti” di questa religione musicale e danzante e viene spesso riprodotta su tamburelli, magliette e altri oggetti d’arredamento. Ma chi è questo personaggio danzante così enigmatico?

Grazie a numerosi ritrovamenti e ricerche da parte di vari studiosi, si è accertato che la Grotta dei Cervi di Porto Badisco, definita la Cappella Sistina del Paleolitico, era un santuario dedicato alla Magna Mater che richiamava genti da tutto il Mediterraneo per la sua notevole forza attrattiva e spirituale. E il Tarantismo è chiaramente un rito a carattere magico-religioso legato al mondo femminile che trova, ancora oggi, giovamento psicofisico dalla pratica del ballo della pizzica pizzica. Dunque il “dio che danza” potrebbe essere una “dea che danza”? Potrebbe esserci una genesi endogena e neolitica del Tarantismo?

L’artista e ricercatore indipendente del Tarantismo, Paolo Colazzo di Cavallino, incaricato dal sig. Faggiano di organizzare e dirigere l’evento di Venerdì 1 febbraio, ha invitato testimoni diretti della scoperta della Grotta e di altri eventi molto particolari collegati alla stessa, ricercatori di ogni tipo (etnomusicologi, archeo-astronomi, insegnanti di bio-danza, studiosi di esoterismo ed artisti vari) legati alla particolare cavità salentina e per cercare di svelare un grande enigma.

Il dialogo libero tra testimoni diretti, ricercatori ed artisti sarà intervallato da espressioni di musica naturale creata con strumenti legati alla Madre Terra e al simbolismo del Femminile in generale quali: didgeridoo, zampogna, organetto, violino, tamburello e tammorra.

Magia e mistero, musica, forza e bellezza di un ancestrale mito vi aspettano venerdì 1 febbraio, alle ore 19.00, al Museo Faggiano di Lecce in Via Ascanio Grandi n°48.

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