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Il diavolo sta nei dettagli, il debutto di Amerigo Verardi e Marco Ancona

5 Feb 2012 | Nessun Commento | 2.232 Visite
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il-diavolo-sta-nei-dettagliDue giovani pesci ne incrociano uno anziano che chiede loro come sia l’acqua. I due continuano a nuotare ancora un po’ prima di domandarsi, piuttosto turbati, cosa diavolo sia l’acqua. Le realtà più scontate sono anche le più nascoste: parola di David Foster Wallace che così liquidava le trascuratezze dell’uomo moderno. Con la stessa vis polemica, Amerigo Verardi e Marco Ancona pubblicano oggi Il diavolo sta nei dettagli, disco ambivalente che compiange una società lentamente dissanguata dai sottintesi e, al tempo stesso, pungola il progresso intellettuale. L’iter che porta alla realizzazione dell’album risulta estraneo alla classica successione temporale “incisione più tour promozionale” e nasce, piuttosto, dall’urgenza di raccogliere ed elaborare idee sorte in giro per concerti.
Verardi, personalità di spicco dell’underground italiano nonché rinomato produttore (Baustelle, Leitmotiv), e Ancona,  già membro dei Bludinvidia e componente dei Fonokit, si muovono in un percorso inverso: amici di vecchia data abituati a macinare chilometri con il solo bagaglio a mano – due chitarre acustiche – filtrano in un pamphlet le suggestioni e le sonorità assimilate on the road.

Come a voler scrollare il Paese da un insano torpore, i due autori rendono inquieti i brani mediando il sound fra tensioni elettroniche e trasduzioni elettroacustiche. A completare l’opera, testi che sono specchio dei tempi, farciti da sarcasmo e semplicità, e insaporiti da citazioni colte e lessico stradaiolo in un pot-pourri di fascinazioni sonore.
Nove tracce che vanno dal rock psichedelico di Un’onda non frena alla new wave di Stanco stupido e da solo; dal trascinante e lento incedere di Baby sitter (sull’amaro ingegnarsi per sbarcare il lunario) all’ipnotico spleen di Contatto, brano che ingloba il j’accuse pasoliniano di “Cos’è questo golpe? Io so” a suo tempo scagliato contro l’omertà di Stato. Episodio riuscito è anche il romantico, eppure disilluso, I figli dei Mirafiori che ricorda i Cure in overdose di blues. Mano nella mano (già inclusa ne Il paese è reale, progetto fortemente voluto dagli Afterhours) chiude tra slide e tenui arpeggi di chitarra il debutto discografico della coppia di cantautori pugliesi. Senza dimenticare che Il diavolo sta nei dettagli è frutto anche delle competenze artistiche di Gianluca De Rubertis de Il Genio (rhodes, bassynth), Paolo Provenzano (batteria elettronica), Nicoletta Nardi (cori) e Vincenzo Assante (voce narrante in Contatto). Musicisti in carne e ossa, non solo nomi da andare a scovare all’interno del curato digipack che custodisce il CD. Anzi, proprio come suggerisce il titolo del full-length, molto spesso è dall’osservazione delle minuzie che si colgono i particolari. Come quelli in copertina. A partire dall’immagine del bovino con quella marchiatura.

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