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Il Cinema è il Cinema. “Il disprezzo” (Jean-Luc Godard,1963)

8 Mag 2017 | Nessun Commento | 868 Visite
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Il disprezzoUn Godard diverso dal solito stilismo rivoluzionario.

“Il Disprezzo”(Le Mèpris,1963) è tratto dal romanzo di Alberto Moravia e  il regista pensa di impiantare una struttura del tutto tradizionale che si allontani quindi da certi canoni sperimentali: l’utilizzo di divi come Brigitte Bardot o Jack Palance, il conseguente impianto spettacolare ed una trama semplice e lineare.

Ci troviamo di fronte ad un capolavoro che fa onore al regista francese, dotato di mestiere e perfetta direzione di attori anche quando abbandona, come in questo caso, i suoi abituali sperimentalismi.

La storia è tutta incentrata su una crisi coniugale tra uno sceneggiatore e sua moglie grossolanamente corteggiata dal produttore per il quale, lo scrittore lavora. La donna è quasi spinta tra braccia del suo corteggiatore dal marito indifferente e questo non fa altro che generare in lei un sentimento di disprezzo verso il marito.

La versione italiana del film è stata brutalmente accorciata di 20’ per volontà del produttore Ponti e non solo, nella versione francese, la musica per archi di George Delerue (una delle più belle melodie della storia del cinema, anche accennata da Scorsese nel suo “Casinò”) consegna un tocco metafisico e introspettivo e nella famigerata versione italiana, la musica di Delerue è sostituita da un commento Jazz del nostro bravo Piero Piccioni ma purtroppo poco consona alla situazione.

“Il Disprezzo” è il cinema, sicuramente il miglior film di Godard, ne danno anche prova i magnifici attori, Brigitte Bardot come forma del cinema francese e Michel Piccoli come contenuto. Questo è un film per veri cinefili, infatti sono molte le citazioni e su tutte la magnifica citazione vivente impersonata dal grande regista Fritz Lang; tutto questo forse mette un po’ in secondo piano la crisi coniugale dei due protagonisti che invece è alla base nel romanzo di Moravia.

Grande cinema quindi non posso altro che ripetere: È triste morire senza aver visto “Il Disprezzo” !

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