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“Il bello d’ esser brutti” da oggi in tutta Italia il nuovo disco rap ‘n’ roll di J-Ax

27 Gen 2015 | Nessun Commento | 1.189 Visite
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ax55<<Ho fatto pace con il passato, anzi con il trapassato remoto dal quale mi sono ripreso dopo un tutto esaurito ad un concerto>>. Parla del suo presente e della musica che fa oggi J-Ax, che oggi darà alle stampe il suo nuovo lavoro da studio intitolato “Il bello d’esser brutti“, tra ironia, racconti autobiografici e rap’n’roll. Anticipato dal singolo “Uno di quei giorni” con Nina Zilli, l’album è composto da un totale di venti nuovi brani che vanno da “Intro” a “L’ uomo col cappello”, attraverso i quali Alessandro Aleotti, questo il vero nome del rapper, fa un bilancio di quanto ha realizzato in venticinque anni di carriera, dal debutto con gli Articolo 31 ai dischi da solista. <<Mi è capitato di riascoltare con spirito critico quello che ho fatto negli anni – ha detto J-Ax durante la presentazione dell’ album alla stampa – e ci ho trovato quella che forse era la tristezza dovuta alla fine di un’ esperienza (quella con gli Articolo 31, ndr)>>. Ne “Il bello d’ essere brutti” hanno messo il loro zampino anche diversi collaboratori, tra vecchie conoscenze ed incontri più recenti. Se infatti per “Caramelle” (<<questa è dedicata alla mia compagna e parla di quel momento in cui diventa figo anche fare cose noiose, se le si fa insieme>>) J-Ax ha voluto chiamare Giovanni Pellino in arte Neffa, sulle note di “Old Skull” sono arrivati i Club Dogo, su quelle di “Bimbiminkia 4 life” ha fatto capolino la voce di Fedez (con il quale J-Ax ha aperto anche un’ etichetta discografica) e su “Tutto o niente” quella di Emiliano Valverde, concorrente nelle fila della squadra del rapper nella passata edizione di “The Voice” e con la quale l’ ex Articolo 31 ha immaginato un’ ipotetica telefonata tra il sè di oggi e quello di vent’ anni fa. <<Non ho mai pensato che la televisione potesse allargare il mio pubblico – ha spiegato il rapper a proposito dell’esperienza in Rai – ma il piccolo schermo mi ha dato la possibilità di raccontarmi in modo molto più veloce. Con la sola musica ci avrei messo anni>>. Farcito di ironia, rap e rock come J-Ax è abituato a fare, l’ album però mostra anche uno sguardo all’ attualità e allo stato delle cose viste al modo di Aleotti, come nel caso di “Un altro viaggio”, con Valerio Jovine dei 99 Posse. <<Ero in una stazione di servizio – ha ricordato J-Ax – e nonostante la puzza che usciva dai bagni intasati, c’ era gente lì accanto che giocava alle slot machine senza badarci. Mi è sembrata una buona metafora per rappresentare il nostro paese>>. Altre collaborazioni contenute nella scaletta dell’ album sono poi quelle con Weedo per “The pub song” e Il Cile per “Maria Salvador”. <<Se fai rap devi essere anche sbruffone – ha spiegato – e anche se tutti i rapper giovani si danno addosso, io mi tengo fuori dai giochi. In vent’ anni non sono mai arrivato alle mani con nessuno pur essendo tra i più odiati di tutti nel settore, e penso che l’ esistenza degli haters sia un bene perchè significa essere conosciuto>>. Il nuovo tour di J-Ax partirà il 12 Marzo da Roma e a Milano toccherà per sei volte l’ Alcatraz. <<Non ho voluto fare il Forum di Assago – dice lui – perchè mi ricorda il periodo in cui avevo perso il controllo di tutto>>.

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