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Il 30 ottobre al Traetta “La rivoluzione dell’anima” con Raf, Cosimo Damiano Damato e Gabriella Labate

12 Ott 2019 | Nessun Commento | 164 Visite
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“La rivoluzione nell’anima” – il recital. Un viaggio nella musica d’autore più segreta di Raf, scandito dai monologhi di Cosimo Damiano Damato e Gabriella Labate. Ideato in esclusiva per il Festival Bitalk e prodotto da Fanfara in collaborazione con Girotondo, andrà in scena il 30 ottobre al Teatro Traetta di Bitonto (Info per l’acquisto dei biglietti presso il botteghino teatro – tel. 080 374 26 36). “La rivoluzione nell’anima”, verso della canzone Jamas che Raf ha scritto per il Che, è un recital che narra delle rivoluzioni di ieri e di oggi. Il viaggio nella musica d’autore più segreta di Raf scandisce i monologhi di Cosimo Damiano Damato che attinge dalle lettere e le poesie di Ernesto Che Guevara e da una inedita traduzione di “Rivoluzione” di Jack London, e dagli scritti “rivoluzionari” del poeta Erri De Luca tratti da “Anni di rame”. Sono tante le rivoluzioni, soprattutto quelle delle donne, e Gabriella Labate dona voce ai loro pensieri, fra cui quelli di Frida Kahlo, pittrice rivoluzionaria messicana, potente, commovente e fragile nella sua inquietudine capace di raccontare l’amore feroce, viscerale, doloroso ed universale, e ai versi di Forugh Farrokhzad, poetessa iraniana e donna ribelle che ha saputo raccontare il dolore e lo stupore di una terra fatta di donne impavide capaci di combattere per la libertà. Ed ancora Madre Teresa di Calcutta: “Il male mette le radici lì dove anche un solo uomo, uno solo, comincia a pensare di essere migliore degli altri”. Le rivoluzioni non sono finite, rivoluzionari di oggi sono Papa Francesco e Greta Thunberg e la sua straordinaria generazione che combatte per i cambiamenti climatici. A raccontare il disperato tentativo di rivoluzione sono le parole profetiche, filosofiche, politiche e allo stesso tempo poetiche ed attuali di Jack London, affidate al suo testamento civile del 1909. “Ma il mostro del grande sogno americano/ inghiottiva per sua natura i più deboli/ nella legittima rivalsa contro i potenti/ fino in fondo hai creduto ma quei tuoi sogni/ mai mai non li avranno mai/ quelle tue speranze non le hanno uccise sai/ il pensiero non si spegne è un fuoco acceso”. Questi i versi di Raf in “Jamas” scritta per il Che e tratto dal disco “La prova”, un disco-manifesto di una generazione in “direzione ostinata e contraria”, direbbe Fabrizio De Andrè. La resistenza non è mai finita, ed una delle forme di resistenza civile è la musica. In scaletta le canzoni più civili e segrete di Raf come “Che giorno è”, “Il re” ed “Assolti” ed ancora quelle visionarie come “Show Me The Way To Heaven/Frontiers”. Le più intime come “Iperbore” e “Metamorfosi”. Ed ancora le canzoni manifesto “Battito animale” e “Cosa resterà” e “Numeri” fino all’omaggio ai Beatles di “Revolution”. Nessun tentativo nostalgico ma al contrario la rivoluzione è più viva che mai ed è nei giovani di oggi, perché “ la rivoluzione – narra nell’inedito monologo beniano finale di Damato – è sacra, benedetta, tramandata, usata, rinnegata, incarcerata, sognata, fotografata, studiata, giudicata, rinchiusa, liberata, legata, fucilata, murata, scritta, necessaria, esplosiva, cancellata, urlata, ammazzata, amata, perduta, ritrovata,accordata, scordata, cantata, decantata celebrata, la rivoluzione è tornata”.

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