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Il 30 agosto a Corato si presenta “102 splendori d’Italia in versi”, l’opera prima di Franco Leone

27 Ago 2014 | Nessun Commento | 1.419 Visite
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leoneA scuola anche ad agosto. Non per riparare ad eventuali debiti formativi, ma per raccogliere il plauso e il riconoscimento per il brillante risultato conseguito agli esami di maturità. Succede a Corato, per iniziativa dell’Amministrazione Comunale (nella persona del Sindaco Massimo Mazzilli e dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Concetta Olivieri), con il partenariato del Rotary Club, che ha inteso promuovere la prima edizione di “Io Merito”, manifestazione volta alla valorizzazione delle eccellenze in ambito scolastico. Il prossimo 30 agosto, presso il Palazzo di Città di Corato, Comune e Rotary, alla presenza del Sindaco Massimo Mazzilli, del Vicesindaco Francesco Scaringella, dell’Assessore Concetta Olivieri e del Senatore Luigi Perrone, porranno sul capo dei migliori diplomati 2014 una corona d’alloro virtuale: un riconoscimento per l’impegno profuso nel corso della carriera scolastica che ha il sapore di un incoraggiamento a conseguire mete sempre più ambiziose.

Nell’ambito della manifestazione sarà presentato il libro “102 splendori d’Italia in versi” di Franco Leone, un esempio di come la cultura scolastica con i suoi insegnamenti “veterani” possa dischiudere “nuovi” orizzonti.

Avviene così che, sulla base di reminiscenze di alcune materie scolastiche, considerate a volte “non conformi ai tempi” come Letteratura Italiana, Storia e Storia dell’Arte, si possa scrivere un libro, diventare vincitori di un concorso nazionale letterario e instaurare un rapporto di collaborazione continuata con una casa editrice.

È quanto è accaduto a Franco Leone, dottore informatico di Corato con la passione della storia dell’arte, vincitore del concorso nazionale “Opere inedite” indetto dalla casa editrice Aletti di Guidonia (Roma), con la quale collabora ormai da anni e che, a breve, pubblicherà il suo terzo libro.

Nella sua silloge “102 splendori d’Italia in versi” i tanti volti dei secoli resi eterni dall’arte e dal suo potere consolatorio sono tradotti nella musica emozionante della poesia. Leggendo le sue rime, che si snodano ora in forma di sonetto ora di ottava (omaggiando peraltro la grande tradizione poetica della letteratura italiana), si ha la sensazione di vivere un viaggio, di passeggiare nelle piazze di splendide città della luce (per alcuni aspetti novelle “Città del silenzio” di dannunziana memoria) o in borghi dai sapori antichi dove si aprono anche ampi scenari paesaggistici, il tutto descritto nelle magnificenze e negli aspetti più caratterizzanti. Molto forte risulta l’ “impatto visivo”, in quanto l’autore, come un fotografo, offre a volte una panoramica d’insieme, quasi guardando dall’alto il cuore ancora pulsante delle città soprattutto medievali, altre fa emergere nei suoi versi la delicata bellezza di piccoli particolari tramite sfumature ricercate, pennellate vibratili che emozionano. Non mancano poi “ritratti poetici” ispirati a ritratti venuti fuori dalla genialità di pittori e scultori senza tempo, come Michelangelo, Raffaello, Caravaggio, Artemisia Gentileschi, Antonello da Messina, Leonardo da Vinci per citarne alcuni.

Una nota particolare meritano i tanti sonetti dedicati alle città d’Italia, dalle più grandi e maestose (Roma, Milano, Venezia, Napoli, Palermo, Bari…), alle più dimenticate (Cremona, Prato, Pistoia, Reggio Emilia, Ancona, L’Aquila, Isernia…) o meno conosciute (Carmignano, Corato, Galatina, Mòttola…) o alle località sperdute nei nastri tortuosi delle strade di collina, di  montagna o di altopiani argillosi (le Langhe, le Dolomiti, il Pollino, la Valle dei Templi di Agrigento…), tutte però per una volta uguali e in risalto grazie alla dignità poetica di ciascuna. Sembrano emanare odori e profumi particolari anche i versi relativi ai piccoli borghi, come la bianca Ostuni, l’inebriante Ravello, la dolce Montefiore dell’Aso o la ventosa Marsala che avvolgono con l’incanto fiabesco dei loro vicoli e dei loro colori in una condizione di sospensione temporale; inducono invece a riflettere le poesie delle città sepolte dalla potenza devastante della natura e poi miracolosamente rinate (Pompei, Catania, Modica, Noto…).

Non c’è regione di cui non sia stata portata alla luce la sua parte più artistica, nota o nascosta, in grado di suscitare emozione e di farsi conoscere; ogni parte della nostra splendida Italia ha avuto un riconoscimento poetico, anche se è la Puglia a farla da padrona con le cattedrali Romaniche, i castelli Fredericiani, il mare, i borghi incantati, le grotte rupestri…

Leggere un libro di arte e di poesia, che, come è noto, “non cerca seguaci ma amanti”, è sempre una bella avventura; col potere trascinante della parola alimenta curiosità e capacità di sognare, arricchisce emotivamente e culturalmente, sempre. Del resto “chi coltiva l’Arte” in ogni sua forma “raramente rimane povero”.

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