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Il 12 marzo al Museo Civico si presenta la mostra “La città del disincanto” a cura di Nicola Signorile

8 Mar 2019 | Nessun Commento | 631 Visite
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disincantoLa città del disincanto. Architetture dell’ultimo Novecento a Bari»: si inaugura martedì 12 marzo, alle 18, nel Museo Civico di Bari una mostra sulle trasformazioni urbane del Novecento nel capoluogo pugliese.

Ideato e coordinato da Nicola Signorile, giornalista e storico dell’architettura, il progetto è stato realizzato con la partecipazione di Arturo Cucciolla, Nicola Amato, Antonella Calderazzi, Lorenzo Netti, Francesco Gismondi, Enzo Velati e Giuseppe Carlone, che hanno curato le diverse sezioni.

Al pubblico si offre per la prima volta la possibilità di entrare nello studio di architetti che hanno inciso nella immagine della città di Bari nell’ultimo mezzo secolo e di conoscere – attraverso gli schizzi – il loro modo di progettare. Una sezione della mostra è infatti dedicata alla selezione di disegni di Vito Sangirardi, Pietro Maria Favia, Tonino Cirielli e Umberto Kühtz. Assolutamente inediti, sono i progetti non realizzati di una via Sparano interamente pedonale, già nel 1973, e di una grande chiesa con parco a Largo Due Giugno.

Numerose le archistar che si sono cimentate con i concorsi baresi, uscendone il più delle volte sconfitti: la mostra riunisce in una sequenza unica le idee di Aulenti, Fuksas, Bohigas, Consuegra, Kuma, Cellini, Aymonino, Purini, Canella, Natalini e Chipperfield.

Nicola Signorile introduce il catalogo – edito da Adda – con un saggio sulle «Mitologie della metropoli in espansione». Una rassegna antiretorica delle visioni e delle autorappresentazioni che hanno accompagnato lo sviluppo urbano di Bari tra Otto e Novecento, dalla fondazione del Borgo murattiano alla Città Levante, dal piano regolatore di Ludovico Quaroni fino alla più recente propaganda della Smart city.

Alla storia professionale e didattica di Vittorio Chiaia è dedicato uno spazio di rilievo, con l’esposizione di alcuni plastici di architetture dei maestri del Modernismo (Le Corbusier, Mies van der Rohe, Wright, Aalto Rudolph), realizzati nei corsi di Composizione architettonica e prestati dal Politecnico di Bari.

Una ricognizione nell’esperienza dei ceramisti, scultori  e decoratori che collaborarono  con  gli architetti  baresi negli anni Sessanta e Settanta mette in primo piano le opere di Belardinelli, Spizzico, Picinni, Russo Frattasi, Gregorio. Sullo sfondo, la nascita e i primi anni di attività dell’Istituto statale d’Arte.

La sostituzione edilizia del secondo Novecento a Bari è il tema di uno studio accurato mette a confronto le regole del costruire proprie dello stile neoclassico con le scelte operate dai maestri del secondo Novecento, il «Moderno Murattiano», nella prospettiva di una ulteriore metamorfosi del Borgo.

Completano la mostra ed il catalogo pubblicato da Mario Adda Editore una significativa selezione delle antiche immagini fotografiche di Liborio Antonelli Matteucci e di Vincenzo e Arnaldo Simone (dalla «Mostra storica di Bari e Provincia» organizzata nel 1913 alle cartoline  che documentano l’espansione nei quartieri periferici nel secondo dopoguerra) e la ricostruzione delle vicende che portarono alla nascita del quartiere Madonnella.

La mostra ha il patrocinio del Politecnico di Bari e dell’Ance di Bari e Bat.

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