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         Direttore responsabile: Michele Traversa
I dipendenti Granoro difendono la memoria di Attilio Mastromauro: le istituzioni sono assenti

24 Giu 2015 | Nessun Commento | 985 Visite
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gr1I giorni 16 e 17 scorsi sono stati per noi della Famiglia Granoro i giorni più brutti, i più nefasti, e li ricorderemo per sempre.

Quando infatti all’alba del martedi 16 venimmo a sapere della scomparsa del ns. amatissimo fondatore Attilio Mastromauro, della “Grande Roccia”, entrammo in una dimensione surreale: era come se un grande, nobile ed antico vessillo sventolante sulla ns. azienda, fosse stato improvvisamente strappato dalla sorte.

Cercammo con grande difficoltà di vincere la profonda commozione e capacitarci l’un l’altro che fosse realmente successo.

A ricordarcelo implicitamente, peraltro, ci fu la moltitudine di persone, di ogni profilo e provenienza (anche geografica), che presero ad affluire – spinti da autentica e spontanea commozione – presso la ns. sede aziendale (ove il mercoledi 17 si svolsero i riti funebri), per rendere omaggio all’enorme personalità venuta meno, e che riteniamo del tutto superfluo ricordare in questa sede, tanto è noto pubblicamente l’Uomo e l’Imprenditore scomparso!

E amplissimo risalto fu dato all’evento dai media, con televisioni, stampa e canali web.

In tutto questo clamore un’assenza davvero clamorosa, un vero “silenzio assordante”, spiccò e ci ferì nel profondo: il Comune di Corato non ritenne infatti fosse il caso di inviare almeno un esponente in veste ufficiale, una rappresentanza istituzionale, o almeno un gonfalone, per sottolineare pubblicamente (al di là del manifesto di rito e di alcune presenze “in borghese”) la grave perdita per la cittadinanza di un proprio figlio non certo di comune levatura.

In sostanza, un evento epocale come quello che ci ha riguardato è passato al Comune gr2praticamente inosservato.

Francamente, non ce lo aspettavamo proprio, e, realizzato l’accaduto, siamo stati pervasi da un senso di indignazione profonda, ancor maggiore in quanti di noi sono coratini!

Attilio Mastromauro ha lasciato infatti un solco indelebile nella storia cittadina, del territorio e – affermiamo – della Nazione, dando lustro a livello internazionale a Corato, alla Puglia ed all’Italia, con le indicazioni geografiche stampate sulle confezioni di pasta che invadono ogni giorno il mondo; di più: ha dimostrato ed insegnato a tutti come si possa realmente coniugare l’essere un grande industriale, un creatore di ricchezza e di sviluppo economico duraturo nel tempo per l’intero territorio, con l’essere persona dall’etica ed onestà cristallina, convinto assertore del rispetto profondo verso il prossimo ed i lavoratori, e dalla profonda spiritualità.

No, il Comune di Corato non doveva proprio farci questo! La politica si sta ormai allontanando sempre più dalla vita reale dei cittadini, dai loro bisogni ed esigenze (in    questo caso di carattere morale), ma un’istituzione primaria come il Comune, il primo ente in rapporto col cittadino, deve immedesimarsi con la comunità, piangere o rallegrarsi insieme con la stessa a seconda degli eventi, non essere distaccato e lontano dagli accadimenti emozionali dei cittadini quasi non lo riguardassero.

Sdegno e profonda amarezza: questi sono i sentimenti che oggi ci pervadono. Il Comune ha perso una grande occasione di dimostrare che l’unione reale con i cittadini, il naturale e sacro vincolo della cittadinanza, in uno col rispetto e la condivisione di determinati alti valori ed esempi, resta saldo e profondo. Guai infatti a spezzarlo: quanti aspetti scadrebbero a livelli sterili e piatti di mera convivenza sul territorio.

Grazie davvero, Comune di Corato!       

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