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I Beast. La rivoluzione della musica ha due teste al Festival Internazionale di Jazz di Montreal

1 Lug 2010 | Nessun Commento | 1.007 Visite
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beastEd eccoli qui, i due canadesi che ci hanno distrutto i timpani portando la realtà dei Rave al grande pubblico e con il passare degli anni la loro attitudine punk e l’impronta rock si fa sempre più presente. Ed eccoli ora, I Beast ovvero Betty Bonifassi e Jean-phi Goncalves, in concerto gratuito nella piazza del festival piu` famoso del mondo, il Festival del Jazz di Montreal per esibirsi gratuitamente davanti ad una folla di migliaia di persone (tra tutti il fondatore del Festival Alain Simard) tra giovani e meno giovani che li hanno consacrati come imperatori dell’elettronica violenta e “bone-shaking“. E, fortunatamente così è stato!

Il duo suona una musica densa di ballabilità, violenza, riff di chitarra potenti, batterie interrotte, forti influenze reggae, rap e qualche piccola stella del panorama musicale alternativo chiamata a collaborare per la buona riuscita della performance. Un riff ossessivo prepondera per i primi 30 secondi di canzone per poi fondersi con la chitarra che segue un giro simile e la batteria che scandisce il tempo a cui i Beast ci hanno abituato, il primo cantato fa partire un riff di tastiera che fa tornare in mente la bellissima Ennie Lennox. Ottimo inizio e ottima scelta quella di utilizzarlo come inizio concerto Seguono a ruota brani dove i Beast ci danno una prova della loro capacità di mescolare una buonissima traccia musicale tutta da ballare con un cantato non proprio dance; altra scelta azzeccata forse un po’ troppo “osata” ma comunque decisamente godibile. E poi arriva il momento nostalgia, poichè riprende il modo di suonare che abbiamo imparato ad amare in canzoni che diventano presto un’inno della musica da psico-rock ritroviamo gli elementi tipici della suddetta: voce tratta, probabilmente, da una canzone reggae; batterie incalzanti e violenti e bassi al limite sopportabile. Tutto quello che serve per ballare. Altra buona prova. Subito dopo parte il synth violentissimo un ottimo pezzo con una buona parte di cantato.

Una setlist incredibile una classe innata di tutti i componenti dei Beast che hanno letteralmente scatenato fan (validissima l`idea dell`applicazione per i-phone) che è fin troppo facile decretare sin da ora questo show come il migliore del 2010 al Festival . Chicche della serata ce ne sono state tante per un`ora di concerto ed un meritatissimo bis travestiti da Ape, imperdibili poi i ringraziementi all`Equipe Spectra ed allo staff.

Conclusioni a parte il ringraziare Betty Bonifassi e Jean-phi Goncalves e soci per la magnifica prestazione le nostre conclusioni sono queste: l’anno prossimo baracca e burattini e trasferta al Festival…. i nostri euro li diamo al montrealesi per un investimento sicuro o per lo meno riusciremo prima o poi a a godore delle gesta dei Beast chissa in un concerto al Forum di Assago o al foro olimpico di Roma il tutto per rompervi i timpani e farvi muovere per un bel periodo. Gli invasori sono morti ed ora quei due ragazzacci sono pronti ad esplodere nel mondo.

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