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I 2 soliti idioti. Funziona la copia “demenziale” che è tutt’altro che idiota

24 Dic 2012 | Nessun Commento | 1.329 Visite
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I 2 soliti idioti
Altro che idioti. L’impressione che si ha vedendo il film con Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio, ovvero I 2 soliti idioti, sequel del campione di incassi dell’anno scorso (11 milioni) è tutt’altra. Intanto i vari personaggi hanno i tempi del web, funzionano nella loro demenzialità, spiazzano nonostante le volgarità. E così il produttore Pietro Valsecchi fa bene a dire «vogliamo fare un tentativo con due Soliti idioti italoamericani, internazionalizzarli andando a girare in america». Per quanto riguarda le parolacce, aggiunge con ironia, «nessun problema. Già alcuni semiologi ci stanno lavorando per trovare espressioni simili in inglese». Intanto, saranno ben cinquecento le copie, distribuite da Medusa, per questo sequel del campione di incassi firmato da Enrico Lando e con la partecipazione di Gianmarco Tognazzi, Club Dogo e Teo Teocoli.

Gianluca (Biggio), figlio inetto e incapace di apprendere la trasgressione, è questa volta alle prese con i preparativi del matrimonio con Fabiana, mentre il padre Ruggero (Mandelli) deve fare i conti con la crisi economica e con le ispezioni della guardia di finanza, che ha preso di mira il suo colosso del wurstel. Ai due capita di tutto per tirar su un pò soldi. Tentano, tra l’altro, di mettere le mani nel portafoglio del consuocero Pelosi (Teocoli). E, alla vigilia delle nozze, si trovano anche coinvolti in un viaggio inseguiti da una coppia di russi autolesionisti. All’interno della storia, come un intercalare musicale, tutti i personaggi del brand i soliti idioti. Ovvero Nicola e Gigetto, bambini terribili che si drogano e che hanno come tormentone «mamma esco», i ‘pirati della stradà due coatti che a bordo di una Ford Mustang nera girano per Milano investendo e sparando ai passanti e i poliziotti petomani. «Bisogna intendersi su cosa è il politically correct in tv – dice Biggio -. È un modo di limitare la libertà di espressione.

A Mtv ci hanno sempre dato libertà. Facciamo cose senza limitarci usando le stesse espressioni che si usano al bar e in palestra». «Più che le parolacce, davvero volgari nei nostri film sono le scorciatoie che i nostri personaggi trovano per evadere le tasse o altro. Insomma siamo volgari non perchè diciamo sempre ‘Dai, Gianluca cazzo…, ma perche mettiamo in scena cose volgari che sono però la realta» spiega Francesco Mandelli. «Non bisogna essere indignati dai ‘cazzò che si sentono in questo film, – dice con convinzione Valsecchi -, ma dai tagli ai Beni culturali… I soliti idioti non si possono paragonare ai cinepanettoni, sono solo due giullari che mettono in scena le nostre identità. È un cinema immediato scritto dai giovani e per i giovani. Non bisogna guardare di sbieco questa comicità. E poi che dire? – conclude il produttore provocatoriamente – A voi il giudizio e a me l’incasso». Frase cult del film: «Il problema più grosso dell’umanità è il parcheggio».

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