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Hooligans, quando il calcio non c’entra

24 Ott 2011 | Nessun Commento | 3.200 Visite
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hooligansIn principio era l’Inghilterra, ora i paesi dell’est europeo e quelli sudamericani. Hooligans, quando il calcio non c’entra. E’ proprio il caso di dirlo quando sugli spalti di uno stadio o magari all’esterno si verificano gravi disordini provocati appunto dagli hooligans. Ma in realtà cosa significa la parola hooligan? Il termine è chiaramente anglosassone e significa semplicemente teppista. Come scritto all’inizio l’Inghilterra è il paese dove nei primi anni ’80 nacque il fenomeno. C’è da fare subito una precisazione importante. I fenomeni delle violenze in generale, ma in particolare quello degli hooligans, come la storia ci insegna, nascono e si diffondono in paesi dove ci sono gravi mancanze governative. Ed in questo senso disoccupazione, licenziamenti e le poche certezze sul futuro, sono terreno fertile per il dilagare del fenomeno.

In Inghilterra ad esempio negli anni ’70 e ’80, si sono succeduti governi che si sono dovuti scontrare con realtà sociali molto difficili, prova ne sia anche lo sfociare della guerra contro l’Argentina per impadronirsi delle isole Malvinas (Falkland). E’ importante fare queste precisazioni, perchè, come vedremo più avanti, il fenomeno dopo la caduta del muro di Berlino, si è spostato verso l’est europeo, dove ci sono paesi che non erano pronti alla caduta del comunismo, e verso la stessa Argentina, dove pochi anni or sono il paese è economicamente fallito. Ma facciamo un passo indietro. Chi erano gli hooligans inglesi ? A quale stato sociale appartenevano? Strano a dirsi, ma il classico teppista da stadio inglese, non era assolutamente una persona che aveva difficoltà economiche ed anzi non era difficile trovare nei vari gruppi violenti dei veri manager aziendali che si scatenavano nei week end allo stadio. C’è da dire che in quegli anni la polizia britannica non era assolutamente preparata ad un fenomeno sociale così violento e per questo anche le leggi anti violenza non esistevano ancora. Negli anni a seguire poi, dopo i tragici fatti dell’Heysel e dello stadio di Sheffield, il governo inglese cambiò decisamente rotta, applicando leggi severe ed arresti immediati.

Con il passare degli anni anche grazie a progetti sociali introdotti nelle scuole e nelle famiglie, la situazione si è completamente ribaltata, ed oggi il Regno Unito è un esempio da seguire. Con l’acquisizione da parte delle società calcistiche degli stadi di proprietà, oggi in Inghilterra, è facile trovare allo stadio intere famiglie. Ed è questo lo spirito giusto che dovrebbe esserci in un paese civile. Se in Inghilterra hanno ormai dimenticato il fenomeno degli hooligans, lo stesso non si può dire per paesi come la Polonia, la Russia e l’Ucraina, dove ogni domenica ci sono episodi anche gravi di violenza. In particolare, e questa è una recente notizia, in Polonia ed Ucraina, i due paesi che in contemporanea ospiteranno fra pochi mesi la fase finale degli europei di calcio, la situazione è molto allarmante. La Uefa, infatti, si dichiara molto preoccupata e si augura che tutto possa andare per il meglio. Ma per ora le premesse non sono affatto positive e la Uefa stessa ha ricevuto molte critiche dagli addetti ai lavori, i quali hanno accusato l’organo di governo del calcio europeo, di aver organizzato un torneo così importante in paesi dove il dilagare del fenomeno degli hooligans è all’ordine del giorno. La tensione sarà altissima perchè si prevede l’arrivo in massa di tifoserie come quelle inglesi, olandesi e tedesche, le quali hanno da sempre un grosso attrito con quelle dell’est europeo.

hooligans_argentinaSe ci spostiamo in sud America  e precisamente in Argentina, in questo paese troveremo i tifosi si più passionali che il calcio possa avere, ma anche quelli più violenti ed aggressivi. Se l’Argentina ha il triste primato di avere i tifosi più violenti del mondo la colpa è senz’altro da attribuire alla tremenda tragedia economica patita dallo stesso paese sudamericano negli anni passati. Anche se in questa nazione il calcio si vive in maniera troppo passionale sette giorni su sette, gli stessi tifosi trasportano la loro rabbia sociale sugli spalti, provocando grossi disordini e violenze che negli ultimi dieci anni hanno portato anche a morti assurde. In particolare in Argentina la situazione economica è talmente insostenibile che molti gruppi di tifosi effettuano delle vere e proprie estorsioni alle proprie società di calcio. E questi più che tifosi si possono tranquillamente definire dei veri delinquenti.

Per concludere anche il nostro paese negli ultimi trent’anni ha vissuto episodi spiacevoli con morti gratuite, come quella ultima del poliziotto Raciti a Catania, ma gli stessi si sono verificati quando non c’erano leggi certe contro i violenti. Con l’introduzione della tessera del tifoso sembra che la situazione stia pian piano migliorando e da circa due anni non si registrano episodi violenti . Che sia questa la strada giusta  per eliminare definitivamente anche nel nostro paese questo triste fenomeno ?.

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