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Honduras una terra tra mare, siti archeologici e natura incontaminata

10 Mar 2010 | Un Commento | 3.976 Visite
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HondurasIo non ci credevo quando mi dicevano che il distacco (dalla solita routine, dai problemi, ecc…) si misurasse anche in distanza (Km), e per questo avevo viaggiato sempre in Italia ed Europa senza sentire il bisogno o il desiderio di allontanarmi di più.
Poi con l’occasione di un periodo forzato di vacanza sono andato nell’America Centrale e più precisamente in Honduras.

Dopo la prima settimana passata a visitare le bellissime spiagge incontaminate e smaltire il fuso orario  ho iniziato a girare un po’ per conoscere meglio quella parte del mondo, stimolato dalla quasi assenza di smog e di traffico, e ispirato da una tranquillità che da noi non si ricorda neanche più. Tutto questo è dovuto al fatto che l’Honduras mantiene ancora oggi una dimensione d’altri tempi, quasi dappertutto c’è una natura ancora intatta, ed è l’ideale per chi vuole fare escursioni di tutti i tipi nella natura sia nel mare che all’interno, ma anche per chi vuole solo rilassarsi. Inoltre camminando in strada o sulla spiaggia, si ha l’impressione di avere un contatto con la storia: per le strade si vedono persone con tratti somatici che ricordano gli Atzechi e i Maya, che hanno lasciato grandi tracce della loro cultura, con resti ben conservati a volte anche di intere cittadine, come a Copan.

Il viaggio ha inizio proprio da Copan, dopo essere arrivato all’aeroporto internazionale di San Pedro de Sula.
La città omonima, che dista circa 10 Km, è una città moderna ed è il loro polo industriale, un po’ come la nostra Milano.
Da lì conviene andare subito verso l’interno, dove si trovano i siti archeologici di Copan, lungo la strada ci sono le cascate di Pulapanzak in un parco sulle colline: il clima è fresco e si sta molto bene, si può campeggiare e fare il bagno discendendo la cascata fin in basso. Poi a Copan la meraviglia dei monumenti Maya! Da lì con pullman o navette private si può andare dappertutto.
Sono partito dalla Ensenada per andare sull’isola di Utila, con il pullman, e conviene andare la sera, perché i traghetti partono la mattina presto e al porto ci si va solo in taxi.
Il viaggio dura poco, e quando si arriva il porto è solo un pontile: si vedono i cayos vicini e ti viene subito voglia di andarci. Sul piccolo golfo le case sono tutte scuole di sub o localini che la sera sono sempre aperti.
Il corso SUB che costa circa 120$ dura 4 giorni e ti rilasciano il brevetto di 1°livello valido, ma soprattutto dicono che sia bellissimo perché si fa tra i coralli.

HondurasIo personlamente mi sono accontentato di andare sui cayos vicini a fare le immersioni con la maschera, e anche quello è molto spettacolare: ci si trova a fare il bagno in mezzo a pesci colorati che sembra di stare in un acquario.
Si può dormire spendendo poco in piccoli hotel o case dove affittano stanze, ma esistono anche strutture di alto livello come i resort che si trovano a Roatan gestiti da Piero Dibattista (italiano trapiantato da diversi anni nella zona) .
La gente dappertutto è cordiale e allegra, e anche la musica che si ascolta dappertutto lo è, basta non farsi prendere da paranoia, perché in molti posti come vedono un turista quasi lo assalgono. Ma bisogna capire che per loro è il modo di guadagnarsi il pane, e sono molto gentili, ma cercano di venderti di tutto anche alle fermate degli autobus.
Al ritorno mi sono fermato alla Seiba da dove partono i traghetti.
E’ una città più turistica, con locali, discoteche, ecc., ma c’è anche la possibilità di fare rafting sulle montagne del parco nazionale che si trova lì vicino, proprio poco fuori la città, basta girarsi spalle al mare e si vede.
Da lì ho visitato Mosqitia, vista abbastanza velocemente per poi arrivare a Trujillo, la vecchia capitale, è in alto rispetto al mare, bisogna salire per arrivarci, e quando ci arrivi da su vedi un bellissimo paesaggio. Lì il mare è sempre calmo per la posizione del golfo, ed è facile trovare stelle marine a profondità non impossibili.
Se chiedi c’è la possibilità,con barche di pescatori, di raggiungere Guanaja, una delle isole della baia che da lì è molto vicina.
Il clima è più fresco e gli alberghi non costano molto.
Ci sono molti locali spagnoli. Dovunque si incontrano specialmente ragazzini che chiedono di aiutarti e con i quali c’è sempre un buon rapporto, e si possono chiedere informazioni, e trovarsi nei posti più incredibili ed inaspettati.
L’ultima tappa che ho fatto è stata a Cayo Cocino.
Ritornato alla Seiba ho scoperto che il posto da dove si parte per raggiungere Cayo Cocino è Nuova Armenia, e cosi ci sono andato con il pullman. Appena arrivato un ragazzino mi ha indicato dove dormire, molto tranquillo e pulito, e mi ha messo in contatto con quelli che ti portano sui cayos: in quei villaggi di solito sono tutti parenti.
HondurasSi parte alle 4 o 5 di mattina per via delle onde dell’oceano, così mi aveva detto il ragazzino. La barca è un gozzo da pescatore, carico di provviste da portare a chi vive lì; in poco tempo sbattendo su e giù si vedono i cayos e sei quasi arrivato.
Già come arrivi si vedono le barriere coralline ed incominci a pensare di affittare una barca, ma poi ti accorgi che lì appena metti i piedi in acqua e fai due bracciate ti ritrovi tra coralli e pesci colorati; a volte, anzi spesso, ci sono pontili che ti portano un po’ in là per tuffarti, perché ci sono cosi tanti coralli che non riesci neppure ad entrare in acqua.
Di Pellicani c’è ne sono moltissimi ed è spettacolare vederli volare e pescare: dall’alto vedono il pesce lo puntano, e con una picchiata si infilano nell’acqua, e lo prendono quasi sempre.
Tornando ad Ensenada ho fatto l’escursione al parco marino di Punta Sal, dove si arriva solo in barca. Si possono incontrare delfini lungo il tragitto, vedere scimmie e fare immersioni. A punta Isopo, ho visto degli indios che avevano preso un armadillo. Il periodo migliore per andare in Honduras è da gennaio ad aprile, va bene anche in altri mesi, ma è proprio da escludere da settembre a novembre.
Il loro modo di mangiare è molto diverso dal nostro, usano il mais per le tortillas al posto del pane, poi pollo, pesce (squisito), riso, fagioli, poca verdura, banane fritte che sono buone come le patatine, frutti di ogni tipo. Ma chi volesse può trovare in alcuni posti anche prodotti italiani ed altro.

Info: www.hmresorts.com

Si ringrazia per la gentile collaborazione Piero Dibattista per l’ospitalità e la compagnia Blue Panorama per i trasferimenti dall’Italia.
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