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Hell in the cave. Lo spettacolo dantesco il 19 marzo alle Grotte di Castellana

10 Mar 2011 | Nessun Commento | 2.596 Visite
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Hell in the caveHell in the cave” è uno spettacolo multimediale che racconta la prima cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri, l’Inferno. L’inquietante caverna d’accesso delle Grotte di Castellana, la Grave, è la perfetta cornice di questo spettacolo sorprendente che fonde alcune terzine dantesche con coreografie aeree, suoni naturali e musica con immagini proiettate sulle pareti rocciose, masse di attori/danzatori in veste di dannati e demoni con luci che scolpiscono volti ed emozioni.
Il primo grande spettacolo aereo sotterraneo del mondo che condurrà lo spettatore nelle visioni infernali della Divina Commedia attraverso la dimensione del sogno.
Il patrimonio poetico e linguistico di una delle più grandi opere di tutti i tempi è lo splendido volano di “Hell in the cave”. Il capolavoro di Dante, si inserisce a pieno titolo nel percorso naturale della cavità carsica, elevata ad esperienza sensoriale emotiva profonda. La forma di spettacolo adottata, consente allo spettatore di fruire in modo particolarmente coinvolgente, sia del sito carsico, naturale scenografia, sia del testo dantesco, poetico ed avvincente. Un lavoro coreografico accurato, un notevole impianto illuminotecnico, una grande interpretazione attorale ed una colonna sonora di forte impatto, contribuiscono a rendere “Hell in the cave” indimenticabile.
Questo spettacolo intende porsi anche quale motore dello sviluppo turistico, culturale e sociale sia di Castellana Grotte che dell’intero bacino territoriale. Un’offerta completa di intrattenimento che creerà un valore aggiunto per un sito che, a settanta anni dalla scoperta, rappresenta una proposta turistica unica sotto il profilo naturalistico e che merita l’attenzione di una riscoperta da parte di tutti.

Confrontarsi con l’opera più celebrata della letteratura italiana è una sfida interessante. Se poi si ha la fortuna di vivere su un complesso carsico dotato di un “pertugio tondo” che induce lo sguardo “a riveder le stelle”, non ci si può sottrarre. Questa la motivazione che ha indotto a produrre Hell in the Cave, spettacolo multimediale che affronta la prima cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri, con rispetto e con la volontà di renderla accessibile al grande pubblico.
La drammaturgia dello spettacolo non si concede stravolgimenti del verso dantesco pur modificando la struttura dell’Inferno, che non ha i gironi a cui siamo abituati, ma è un inferno schiacciato in cui i dannati sono tutti insieme e gli incontri che gli spettatori fanno sono dettati dalle esigenze della caverna. Il pubblico dovrà convivere con demoni e dannati con i quali interagisce, condividerne i sentimenti, sentirsi oppresso dalle loro pene.
La scelta dei personaggi è caduta su alcuni tra i più noti, sottolineandone l’incredibile contemporaneità di cui si fanno latori: c’è l’amore, il tradimento, l’invidia, la sete di denaro, la lussuria, l’eroismo trasgressivo, si scoprono i legami che uniscono i padri ai figli, gli allievi ai maestri, i “ministri”(o protonotari, come si diceva all’epoca) alle istituzioni. C’è un mondo che è medioevale, certo, perché Dante è immerso nella cultura del suo tempo, ma anche incredibilmente contemporaneo, perché i sentimenti degli uomini cambiano poco, appartengono all’umanità tutta in tutti i tempi e Dante si mostra straordinario conoscitore degli uomini.
Non si è voluta riprodurre l’iconografia dantesca a cui le belle illustrazioni di Dorè ci hanno assuefatto. C’è una libera interpretazione delle figure dei dannati e dei demoni, i cui corpi riflettono le nostre angosce più profonde, probabilmente abitano i nostri incubi, suggeriscono malattie che visitano la nostra immaginazione. Lucifero invece, dominatore di questo regno, è l’unica figura in abiti umani: agli spettatori la libera interpretazione di questa scelta ardua.
Il tunnel introduce il pubblico nella caverna infernale attraverso una porta parlante che rivela che si sta per accedere in una “città dolente”. Due Demoni Gemelli, accompagnano i visitatori nell’Inferno e si improvvisano cerimonieri sdoppiando la figura di Caronte che redarguisce gli astanti. Minosse, appena più in basso, obbliga dannati e spettatori a farsi spazio nella caverna, che ormai è la loro dimora. Appare Lucifero che guida tutti in una danza infernale. Pier delle Vigne è il primo dannato illustre che racconta al pubblico la sua storia. Poi Ciacco, Francesca da Rimini, che si libra nell’aria insieme al suo Paolo, i Simoniaci, il Conte Ugolino, Brunetto Latini, gli Ipocriti e Ulisse.
Lucifero chiama a raccolta tutti i demoni. Non si può fare l’apologia del suo regno, lo sa bene. Era l’angelo preferito del Signore prima di essere scaraventato della caverna infernale. Ha voluto conoscere, emulare, andare al di là dei limiti consentiti. Ora deve governare tutti i dannati e tenere a bada anche i demoni.
Mentre il pubblico può lasciarsi andare catarticamente alla salvezza seguendo Beatrice nel “chiaro mondo”.

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