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Hagakure, quando il “giapponese” ha sapori e accostamenti non usuali rivisitati a regola d’arte

5 Apr 2019 | Nessun Commento | 719 Visite
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ricci_fusionHagakure è un ristorante fusion dai sapori esotici e tropicali, ed è particolarmente apprezzato da chi ama sperimentare sapori e accostamenti non usuali.

Hagakure è un’importante realtà barese, dall’impostazione più classica, ma che non disdegna la commistione tra la cucina giapponese (alla carta, niente all you can eat) con suggestioni italiane e mediterranee.

Il particolare mix che propone a tavola non è l’unico a caratterizzare il locale: a spiccare è anche la sua location, moderna, circondata nel quartiere economico più attivo nel bel mezzo di via Amendola a Bari.

Sullo sfondo di questi contrasti, il management con in primis i due fratelli Vincenzo e Gianpiero De Giglio, alle loro spalle con tantissima esperienza nel mondo del food che da qualche tempo hanno fatto una scelta, grande e importante, quella di aderire al progetto Sustainable Restaurants di Friend of the Sea, la certificazione di sostenibilità nata con lo scopo di aiutare i consumatori a compiere scelte più consapevoli e i ristoratori (come tutti gli altri soggetti della filiera dei prodotti ittici, dalla pesca alla distribuzione) ad adottare comportamenti che rispettino l’ambiente e i lavoratori.

“Abbiamo scelto di aderire all’iniziativa di Friend of the Sea perché riteniamo indispensabile comunicare ai nostri clienti la qualità e la provenienza del nostro pesce – ha dichiarato Vincenzo De Giglio, titolare dei ristoranti Hagakure (ben 3 di cui uno a Monopoli ed uno store in pieno centro a Bari) – e di conseguenza la sua sicurezza, con un uso di risorse ittiche non sfruttate. Questo per noi si traduce nella volontà di portare a tavola piatti non soltanto buoni da mangiare, ma anche buoni da pensare, non solo esteticamente belli, ma belli anche dentro, nella loro origine”.

“C’è una nuova consapevolezza e una sensibilità in costante crescita verso i consumi etici – continua Gianpiero De Giglio, nell’acquisto per l’uso domestico, come nella scelta del luogo dove mangiare fuori casa. Per questo motivo, crediamo che noi ristoratori possiamoo svolgere un ruolo fondamentale per soddisfare queste esigenze”.

Quando la nostra redazione si è avvicinata a questa realtà ha trovato anche il suo staff super qualificato come il direttore di sala Giuseppe Scaramuzzi, l’esperto meitre Tony Panza, che insieme all’excutive chef Daniel Cavuoto e Vincenzo Cafagna hanno deliziano i nostri palati con la vera cucina fusion che rispecchia la tradizione giapponese alla lettera ma con un’impronta ed una rivisitazione della tradizione cucinaria pugliese.

Il pranzo poi si è concluso con il tipico digestivo Choiaia.

God save Hagakure style e la sua filosofia della salvaguardia del buon cibo e della tradizione giapponese.

Foto di Eleonora Gagliano Candela

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