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         Direttore responsabile: Michele Traversa
L’influenza H1N1, ovvero la Suina. Il virus che si modifica velocemente

25 Nov 2009 | Nessun Commento | 2.653 Visite
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virus_h1n1Nel 1918 ci fu la “spagnola” oltre 50 milioni di morti nel mondo, l'”asiatica” nel 1957, per ricordare le più famose tra le influenze, il morbillo che continua a fare centinaia di migliaia di morti nel mondo, Aids, sars, influenza aviaria… e chi più ne ha più ne metta. Virus e batteri ci fanno compagnia da sempre sulla Terra, “influenzando” (è proprio il caso di dirlo) anche in maniera pesante nei tempi andati, l’andamento demografico della razza umana. Nei paesi meno industrializzati hanno effetti devastanti, come accennato prima il morbillo continua a mietere decine di migliaia di morti tra vecchi e bambini in Africa e Asia. Poi ci sono le varie epatiti, la malaria, la febbre gialla… Insomma, la guerra tra noi e i nostri invisibili nemici esiste da sempre e sempre ci sarà, visto che i nuovi “virus”, “batteri” hanno anche imparato ad evolversi all’interno dell’ospite stesso, rendendo vani i tentativi di sterminarli con vari antivirali, vaccini e antibiotici, nei casi dei batteri. Il dramma degli antibiotici è noto già da anni, l’uso smisurato di questi importanti presidi sanitari, in maniera sconsiderata e senza il minimo controllo da parte dei medici, il loro utilizzo arbitrario in base a esperienze passate di un amico o un parente, non ha fatto altro che creare in queste microscopiche creature delle “resistenze”; dei ceppi di batteri sopravvissuti all’attacco antibiotico a causa di una scorretta posologia, una sospensione arbitraria, a un non preciso lasso di tempo tra somministrazione all’altra. Queste colonie di batteri attaccate ma non distrutte dall’antibiotico durante la lotta studiano il nemico e si impossessano delle loro armi le modificano ed arrivano ad usarle poi a proprio favore contro un altro tipo di antibiotico che troveranno sulla loro strada. L’abitudine più comune tra i malati è quella della sospensione arbitraria…, quando: “Mi sento bene dopo tre giorni smetto di prendere queste schifezze che tra l’altro mi disturbano lo stomaco”.

Il medico ti da una scatola da 12 megacapsuloni da ingerire rigorosamente a 12 ore di distanza e fino all’ultima capsula. E invece cosa succede, dopo due giorni si sta meglio, si riduce arbitrariamente la dose, si salta l’orario, tanto sto meglio, e intento la colonia dopo aver resistito al primo attacco si trova ad affrontare successivamente attacchi sempre più deboli, attacchi che finiranno prima della data prefissata del medico. Il soggetto si sente meglio il grosso dei batteri è distrutto, ma le sacche di resistenza superstiti hanno come preso prigionieri gli antibiotici, li hanno studiati, e in base al loro composto base si organizzano chimicamente per poter resistere meglio ad un’eventuale ritorno del nemico. Quando ciò accadrà l’efficacia del medicinale risultarà estremamante ridotta, e si dovrà fare ricorso ad un’altra molecola. Ora le molecole non sono infinite, le più consciute e efficaci sono in crisi, risultano aver ridotto del 3o% la loro efficacia a causa del continuo mutare dell’agente patogeno. Questa situazione va avanti da anni, si immettono sul mercato nuovi
antibiotici di nuova generazione, piu forti e precisi sì ma con lo stesso punto debole di quelli vecchi, devono lavorare nel corpo del malato secondo protocolli precisi, tempi di somministarzione, dosaggi; interrompere, o modificare questi protocolli produce sempre gli stessi effetti… il batterio non più sotto pressione riprende il sopravvento sull’antibiotico rubandogli il “segreto”, muta il suo dna adattandolo a qello del suo nemico. Sembra la trama di un film di fantascenza, ma purtroppo è proprio così che accade.

Con i virus, poi, la storia è ancora più pericolosa, non essendoci degli “antivirali” specifici, per ogni tipo di virus, si utilizzano quelli generici che riescono a stento ad arginare le sintomatologie più frequenti, per crollare poi nelle vicinanze di veri virus stagionali, già rinforzati magari da passaggi da altri individui deboli che li hanno ulteriormente caricati. I vaccini? cosa sono? funzionano? Oggi sentiamo alla tv che finalmente il virus è stato isolato, e che quindi il vaccino è solo questione di tempo. Arriva il vaccino, si organizza la diffusione… e al tg dichiarano che il virus è cambiato, è mutato, praticamente non è più lui, non è il virus, sul quale si è costruito il vaccino… Prepari una trappola per un virus “gallina” ma quando piazzi le trappole per galline ecco che il virus è diventato virus “pecora” che nella trappola per la gallina… non ci entra…e allora? ricominciamo a cercare un altro vaccino… Sembra comunque che questi virus siano altamente vitali, riescono a saltare da un individuo ospite all’altro in maniera molto naturale, saliva, starnuti, elementi organici passati da mano a mano che poi attraverso il contatto con le mucose (naso, bocca, occhi…) riescono a impossessarsi del nuovo ospite. Quindi primo accorgimento evitate luoghi affollati, dove il virus va a nozze, tenete le mani lontane dal viso, parlate a voce bassa e a distanza di sicurezza… gli schizzi di saliva fanno da vettore. I soggetti a rischio sono sempre gli stessi, vecchi e bambini, che sono poi gli elementi deboli della catena, vecchi e bambini hanno un sistema immunitario incompleto, i primi  perché ormai usurato, i secondi perché non ancora completamente sviluppato e in grado di fronteggiare il pericolo in maniera pienamente efficiente.

IL CONSIGLIO

Per come la vedo io il miglior rimedio è quello di stare bene, in perfetta forma, alimentazione completa, frutta e verdura, qualche multivitaminico, niente rischi inutili, come dimenticare la sciarpetta in una giornata col sole ma che ti sorprende con 7 gradi, ascoltare sempre il proprio interlocutore, la voce se nasale, gutturale… inutile rischiare, stiamogli alla larga.

Evitiamo luoghi troppo frequentati e privilegiamo delle belle passeggiate solitarie in campagna, o megli in riva al mare per liberare i polmoni da smog e fumo che possono essere sempre complici dei bacilli. Anche per questa volta la “nuttata” passerà, un paio di mesi di lotta, il picco a Natale, gli auguri saranno tutti a rischio, poi dopo qualche altra variazione, con la primavera il tutto scomparirà, andrà a nascondersi in qualche labratorio di qualche scienziato pazzo che l’inverno prossimo lo reintrodurrà in giro, magari con un nome più antisonante e meno asettico di H1N1…
Magari il prossimo sarà il T-REX VIRUS e il vaccino invece che in Cina, lo faremo produrre su Saturno… e il cui costo sarà chiaramente interamente a carico del contribuente…

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