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Granoro al Festival di Berlino con “In grazia di Dio” di Edoardo Winspeare

10 Feb 2014 | Nessun Commento | 1.009 Visite
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Il territorio pugliese fa rete anche nel cinema. Ed è così che la Puglia, rappresentata dal brillante regista salentino Edoardo Winspeare, parteciperà al Festival di Berlino (in programma dal 6 al 16 febbraio 2014) rappresentando l’11 febbraio l’Italia in selezione ufficiale nella sezione “Panorama”.

“In Grazia di Dio”, titolo del film in concorso, è interamente girato nel Salento (Giuliano di Lecce, Tricase, e altre località) ed è interpretato da attori non professionisti del posto.

E’ la storia di quattro donne di una stessa famiglia in un piccolo paese del basso Salento ai nostri tempi di epocale crisi economica. Il fallimento dell’impresa familiare e il pignoramento della casa sembra distruggere tutto, anche i legami di affetto. L’unico modo per uscirne è trasferirsi in campagna, lavorare la terra e vivere con il baratto dei loro prodotti. Sarà proprio questa scelta obbligata l’inizio di una catarsi che porterà le protagoniste a riconsiderare il loro stile di vita e soprattutto le loro relazioni affettive.

Il film, frutto di un’originale formula produttiva ed ecologica, è prodotto da Edoardo Winspeare, Gustavo Caputo, Alessandro Contessa per Saietta Film con Rai Cinema, con il sostegno di Apulia Film Commission, con il contributo dell’Assessorato alle Politiche Agricole della Regione Puglia.

“Come negli altri miei film – ha spiegato Winspeare – l’elemento locale è molto forte. L’ambientazione è nel Salento, gli attori sono del posto, ma il tema è universale. La metamorfosi della crisi economica, la crisi vista come possibilità, come un nuovo inizio. È un film sulla possibilità di essere felici nonostante tutto”.

Main Sponsor della produzione cinematografica sarà l’azienda Granoro che, dopo la precedente partnership con il regista salentino in “L’Anima Attesa”, film ispirato alla vita di Don Tonino Bello, ha voluto offrire il proprio contributo per la valorizzazione del territorio pugliese scegliendo una delle forme più espressive: il cinema.

“In grazia di Dio” vuole essere una “bandiera” della qualità e della vita sana, rivelandosi un’ottima occasione per la promozione di aziende e prodotti che si riconoscono in queste caratteristiche, così come Granoro, impegnata attivamente in un progetto di rivalutazione della sana e genuina alimentazione con i prodotti della nostra terra e dei suoi vantaggi.

SINOSSI 

La famiglia che vi ho appena presentato è travolta dalla recessione che sta mettendo in crisi tutta l’Europa e ancor di più chi si trova ai margini dell’occidente come in un paesino del mezzogiorno d’Italia. La piccola fabbrica a conduzione familiare ha perso le ultime commesse dal nord, l’agenzia delle entrate e la banca non lasciano scampo ai nostri personaggi, costretti, una volta persa la casa, a trasferirsi in campagna dove esiste ancora una masseria in cattivo stato e un po’ di terra intorno. Una volta sistemata l’abitazione, Salvatrice, Adele, Maria Concetta e Ina dovranno adattarsi al lavoro dei campi per avere qualcosa da vendere o meglio ancora da scambiare con altri generi indispensabili per la sopravvivenza. E la vita sarà sempre più difficile, il lavoro molto duro ma soprattutto Adele e Ina arriveranno a un livello di scontro vicino alla rottura definitiva.

Non ci sarà niente di romantico nella scelta di vivere nella malandata masseria. Per Adele la campagna è semplicemente l’ultimo posto che rimane loro, per Ina l’inferno, ma anche per Maria Concetta è una mortificazione alle sue ambizioni di attrice. Solo la nonna Salvatrice sembra felice o almeno serena di continuare a vivere insieme alle figlie e alla nipote lavorando la terra.

Un unico uomo, Cosimo, innamorato da cinquant’anni di Salvatrice, le accompagnerà nella nuova vita contadina della famiglia, consigliando, aiutando con le braccia e insegnando alla nonna a cantare.

Man mano la fatica e soprattutto il senso di comunità ricreatasi nella pratica di scambio come reazione alla crisi economica porteranno le nostre donne perlomeno ad ascoltarsi, poi a capirsi, infine ad amarsi. La felicità giungerà inaspettata come una preghiera esaudita nel momento del dolore. E sarà una grazia. Sarà la bellezza sulla terra.

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