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Goodbye Murat. Oggi alla libreria Quintiliano di Bari si presenta l’ultimo libro di Nicola Signorile

26 Apr 2018 | Nessun Commento | 748 Visite
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goodbye«Goodbye Murat. La tradizione del Moderno nella Bari di Giuseppe Gimma» (edizioni Di pagina) è il titolo del libro di Nicola Signorile – giornalista della «Gazzetta del Mezzogiorno», nella foto –  che verrà presentato domani a Bari, alla libreria Quintiliano in via Arcidiacono Giovanni 9, a Bari. Ne discuterà con l’autore Elvi Manfredi.

Quanto la geometria di una città nuova ha saputo sopravvivere alle trasformazioni? Bari coltiva una mitologia del centro storico ottocentesco, il cosiddetto Murattiano. E se ogni mitologia ha bisogno di racconti efferati, quello di Bari si chiama “boom edilizio”. In realtà la degenerazione del Murattiano è precoce e le prime sopraelevazioni sono autorizzate già alla fine dell’Ottocento: la negazione del neoclassicismo murattiano e le manifestazioni dell’eclettismo sono però considerate paradossalmente nell’immaginario collettivo l’espressione del medesimo, originario progetto. I rari esempi di architettura di qualità realizzati nella seconda metà del Novecento sono ignorati da qualsiasi azione di tutela, mentre ad essi si guarda oggi come modelli per realizzare una città che abbia il coraggio della contemporaneità. Questa la tesi sostenuta nel libro di Nicola Signorile „Goodbye Murat. La tradizione del Moderno nella Bari di Giuseppe Gimma“, che le Edizioni di Pagina mandano in libreria con la prefazione di Mauro Galantino.

signorileDemolizioni, sostituzioni, restauri: una rassegna critica e provocatoria di storie esemplari per svelare la retorica della città ben rappresentata dal falso Petruzzelli e indicare le prospettive di trasformazione: Palazzo Maggi, il complesso di San Ferdinando, Palazzo De Florio, la sede della Gazzetta del Mezzogiorno, Palazzo Laterza, l’ex sede di Sgpe e la filiale Fiat, i magazzini La Rinascente, i palazzi Picos I e II e l’edificio Petroni 37. Il volume offre infine al lettore quattro autentiche “interviste impossibili” a Bruno Zevi, Vittorio Chiaia, Michele Cifarelli e Vittore Fiore sul tema del centro storico e del vincolo paesaggistico.

Nicola Signorile – scrive Mauro Galantino nella prefazione – consegna alle stampe un testo in cui amplia e ridefinisce quanto ha costruito, nel corso di molti anni, con il suo lavoro di critico su fatti architettonici e urbani. Il titolo scelto per questo nuovo saggio contiene tutta l’ambiguità (sarebbe meglio scomodare Venturi e parlare di complessità e contraddizione) di chi difende e supera allo stesso momento un’intera stagione della storia urbana di Bari.

Nicola Signorile vive tra Lipsia e Bari, dove è nato nel 1958. Giornalista e critico di architettura, ha condotto per 16 anni sulla Gazzetta del Mezzogiorno la rubrica settimanale „Piazza grande“. Curatore di mostre e reportage, ha pubblicato – fra l’altro – i volumi: „Occhi sulla città. Architetti e architetture a Bari“ (2004), „Atlante ‘900. Per la tutela dell’architettura contemporanea a Bari“ (2009) e „Diario Rossani. La difesa dello spazio pubblico e la privatizzazione della città“ (2014).

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