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Gli spazi vuoti della città: un incontro per parlare di Campagna Urbana

26 Mar 2012 | Nessun Commento | 2.135 Visite
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Gli spazi vuoti della cittàCampagna urbana, una contraddizione in termini che può diventare il futuro delle nostre città, ripensando gli spazi residuai del tessuto urbano come risorse e non come margini. È questo il tema discusso scorso durante l’incontro “Gli spazi vuoti della città”, promosso dall’Associazione Il Murattiano nella sala convegni della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, alla presenza degli assessori Angela Barbanente (Regione Puglia) e Elio Sannicandro. (Comune di Bari). È proprio dalle zone urbane residuali, infatti, che può nascere un nuovo equilibrio fra campagna e cemento, pensando all’agricoltura urbana come tema portante della progettualità moderna.
Una sfida importante con cui si stanno misurando le metropoli contemporanee e che anche la città di Bari accoglie grazie alle politiche regionali e comunali e ai numerosi progetti nati dall’iniziativa privata.
Attraverso il Piano Paesaggistico, impegnato a disegnare il futuro a medio e lungo termine del territorio regionale e, nello specifico con il progetto “Patto città campagna”, la Regione Puglia punta al superamento di quel “processo degenerativo che ha visto nell’urbanizzazione della campagna la crescita del degrado di entrambi gli ambienti di vita, quello urbano e quello rurale”. Così illustra Maria Minniti docente dell’Università della Basilicata e coordinatrice della segreteria tecnica del Piano Paesaggistico Territoriale.
Stesso impegno nello sviluppo di politiche di riequilibrio fra città e campagna da parte dell’amministrazione comunale. Il Documento Programmatico Preliminare di Bari, come illustra Francesca Calace del Politecnico di Bari, intende dare una serie di idee progettuali che inquadrano la città in una nuova visione più attenta all’ambiente, alla mobilità ed ad uno sviluppo più sostenibile.
Se le politiche pubbliche sembrano aver compreso il valore strategico delle zone residuali come occasione per migliorare le prestazioni delle città, numerose e interessanti sono le iniziative portate avanti da associazioni e privati in questo ambito.
Garden Faber è un’associazione nata grazie al Bando Principi attivi della Regione Puglia che unisce quattro giovani professionisti – agronomi, ingegneri, architetti – nell’obiettivo di promuovere sul territorio attività di community gardening. Il progetto pilota parte dalle case popolari di via Bruno Buozzi dove, spiega Giorgia Lubisco, dopo avere incontrato e accolto tutte le riflessioni e le necessità degli inquilini, si è ora nella fase di progettazione partecipata di un giardino condiviso.
Si chiama invece Masseria Carrara il centro di educazione ambientale creato da Lucio Cito e Maria Panza fra Modugno e Bari, uno dei pochi centri accreditato al Sistema Regionale IN.F.E.A. (Informazione, Formazione ed Educazione Ambientale), l’unico in Puglia convenzionato con il WWF Italia per la progettazione e la realizzazione di attività di educazione ambientale, progetti di formazione, laboratori e workshop indirizzati soprattutto a scuole e docenti.
Attraverso il progetto “BaRicuci” giovani architetti e ingegneri promuovono il confronto collettivo sui temi dell’ambiente, della mobilità e del territorio, per il capoluogo pugliese e tutta la sua area metropolitana, partendo proprio dal ripensamento di aree “vuote” come quella della ex Caserma Rossani.
Tutti concordi nel pensare alle iniziative di promozione della campagna urbana come argomento non di solo appannaggio pubblico. Le risorse vanno trovato nell’incontro fra produttori di questo nuovo paesaggio e fruitori, incentivando la realizzazione di progetti condivisi e implementando strategie che mettano in contatto chi coltiverà la terra e i cittadini che ne potranno usufruire. Così l’assessore Barbanente ha concluso: “L’amministrazione si deve fare protagonista di uno sforzo di integrazione e di apertura ai privati. All’ente pubblico va poi il compito di coordinare e supportare le iniziative tramite finanziamenti”.

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