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Giudizio Universale, l’ultimo libro di Paolo Villaggio per Spiagge d’Autore raccontato ad LSDmagazine

29 Lug 2011 | Nessun Commento | 2.486 Visite
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paolo villaggioLa comicità italiana, quella capace di raccontare con il sorriso e attraverso caricature mitiche i difetti, la sana ignoranza dei nostri tempi, ma anche la bonta’, l’ingenuita’ di una esistenza consumata a dosi di piccole e quotidiane sconfitte, diventa protagonista domani, alle 19, al Villaggio Lido Nettuno di Molfetta, nella Kermesse letteraria ‘Spiagge d’Autore’. E lo fa con “Giudizio Universale” (Ed. Feltrinelli) di Paolo Villaggio.
Scrittore, attore e comico italiano, Paolo Villaggio, con la sua grottesca e pungente ironia, e’ stato uno dei primi attori brillanti in Italia che, attraverso la sua satira sociale, e’ riuscito a far riflettere sui problemi della nostra societa’. E, con la sua dissacrante comicita’, dall’aspro sapore provocatorio, si confronta con ‘la fine del mondo’ nel suo “Giudizio Universale”. Secondo l’escatologia cristiana, il Giudizio Universale avverra’ alla fine dei tempi: tutti gli uomini saranno giudicati, in base alle azioni da loro compiute durante la vita, e destinati al Paradiso oppure all’Inferno. Nel suo “Giudizio Universale”, Paolo Villaggio racconta con leggera ‘scorrettezza’ cosa accade quando un meteorite si schianta sulla terra, estingue il genere umano e ci si trova al cospetto di Dio e del suo finale ed irrevocabile giudizio. E lo fa, dando vita ad un rocambolesco affresco dell’umanita’ nel quale tutti i Grandi della storia si avvicendano per poter dare la loro testimonianza.
“Si accende una luce accecante. Uno spazio enorme di cui non si vedono i confini. Ci sono tante nuvolette che sembrano batuffoli di cotone. Poi un profumo molto gradevole, leggero, che poi non e’ un profumo, perche’ quando arriva subito si dissolve, come se fosse un miraggio. Quella luce accecante stordisce. Un silenzio assoluto, denso.” Cosi comincia “Giudizio Universale”. E da quel luogo inondato di luce comincia la resa dei conti. Sin dall’incipit, si comprende che e’ un Giudizio Universale che fa sorridere, ma anche riflettere, quello immaginato da Paolo Villaggio. E, attraverso il suo inconfondibile humor pungente, viene descritta la scena-madre, da cui prende il via una situazione di preparazione alla parata finale davanti all’umanita’ del Padreterno, ‘architetto di tutto l’universo’, nel libro chiamato spesso ‘presidente o geometra’. Ci sono proprio tutti: ci sono i ‘giudici’, Dio, Buddha, Maometto, le divinita’ indiane.. C’e’ Gesu’, ci sono gli arcangeli, gli ebrei e quel ‘deficiente di Caifa’. C’e’ anche il diavolo e c’e’ Lucifero. E ci sono i ‘chiamati in giudizio’, l’umanita’ intera.
Il tutto assomiglia molto ad un tribunale. Come in un tribunale, in una immensa aula, in attesa di essere chiamati, di poter dare la propria testimonianza, di poter rilasciare il proprio racconto, i Grandi della storia, in un’ottica ‘rovesciata’, perche’ ‘la storia non e’ mai credibile perche’ e’ stata scritta da cortigiani’, Paolo Villaggio ‘capovolge’, facendo sorridere, il giudizio di tutti quegli uomini che sono stati sopravvalutati o sottovalutati. Da Cristoforo Colombo, tremendo raccomandato, a Beethoven che, per la sua sordita’, sfruttava squallidamente il talento compositivo della zia, a Hitler osannato dagli islamici. E, ancora, da Leonardo da Vinci a Mozart, a papa Wojtyla, a Maria Antonietta. E in lontananza, sullo sfondo, tra i Grandi, si intravede anche un piccolo ragioniere che spintona e si fa largo a fatica, fremendo per poter parlare. Perche’ anche lui, tra tutti i Potenti, ha da dire qualcosa…

Nell’incontro che Paolo Villaggio ha concesso a noi di LSDmagazine, parla di se’ e del suo libro.

La comicita’ di Paolo Villaggio passa attraverso la vita dell’uomo, fatta, oltre che di successi, anche di sofferenza e di momenti difficili?

In genere, il comico e’ un uomo sfortunato, non e’ un potente, non e’ quasi mai felice, non e’ sicuro di se’ e non e’ competitivo. Il comico ha un comportamento da ‘tonto’ il piu’ delle volte. Quasi infantile. Come, per citarne alcuni, Stanlio & Ollio o Jerry Lewis. Da Plauto in poi, i comici, come le stesse maschere italiane da Pulcinella ad Arlecchino, sono sfortunati, ignoranti e soprattutto infantili nei loro comportamenti. Non hanno diritto alla sessualita’. E’ noto, per esempio, che Stanlio & Ollio, non hanno mai avuto una compagna, una donna. I comici si comportano come bambini perche’ e’ necessario che ci siano tutte le premesse per far ridere il pubblico. Il comportamento infantile dei comici, a livello inconscio, riporta chi li ascolta al periodo piu’ felice della loro vita, quello della prima infanzia. I comici non possono essere imitati. Nel corso del tempo, poi, la comicita’ si e’ un po’ prosciugata. Gli Inglesi hanno abolito la comicita’ prevedibile e hanno prediletto una maniera piu’ arguta di far ridere. Il nostro Fellini, invece, faceva ridere in una maniera tragica. Il clima felliniano e’ geniale, ma propone una comicita’ triste. Insomma, la comicita’ puo’ coniugarsi alla tristezza, alla vita difficile di chi sceglie di fare il comico come mestiere. La fortuna del personaggio di Fantozzi e della sua comicita’, per esempio, e’ quella di aver avuto un effetto terapeutico sugli italiani. In molti mi confessavano:”Sa, Villaggio che quel suo personaggio, per la sua semplicita’, lo sento come un vicino di casa, una persona che mi sembra di conoscere da tempo?” E, questo, non ha potuto che farmi piacere.
Ci sono alcuni che non hanno scrupoli e fanno carriera velocemente, come gli speculatori, i mafiosi. Fantozzi ha rivelato a chi, invece, ha una vita difficile, a chi sembra non essere competitivo, che quella e’, in realta’, la condizione umana generale.

paolo villaggio“Giudizio Universale” e’ la fine del mondo vista da “Fantozzi”?

In realta’, “Giudizio Universale” e’ il libro di un appassionato di storia che vuole anche far ridere. Ho pensato innanzitutto a un giudizio universale che non riguardi solo i cristiani, ma che comprenda tutte le altre religioni. Ovviamente, nel mio libro cerco di far ridere e lo faccio rovesciando quanto la storia ha raccontato ingiustamente. Per esempio, c’e’ una grande rivalutazione di Giuda Iscariota. Perche’, nonostante questi volesse molto bene al fratello Gesu’, e’ stato l’unico disposto ad accettare il ruolo da traditore. Gli altri discepoli, invece, non hanno voluto sottoporsi a sostenere la fama dell’infame, del traditore per tutta la vita. C’e’ anche una riabilitazione di Hitler. Insomma, ho cercato di correggere tutti i luoghi comuni creati dalla storia. Da Beethoven che era sordo, a Marcel Proust che era un omosessuale, ai Borgia, dipinti dagli storiografi come vere belve umane. In realta’, sembrano fatti letteralmente inventati da storiografi ‘corrotti’. Ed io mi sono limitato a riabilitare quelli che la storia l’hanno subita. Per esempio, la storia parla di Nerone come di un pazzo che suonava la lira e che ha dato fuoco a Roma. Io mi sono documentato. In realta’, Nerone e’ stato un innovatore, per quello che riguardava le condizioni dei plebei. E, invece, la storia, lo fa passare per l’imperatore pazzo. Dunque, l’obiettivo del mio libro e’ stato quello di far sorridere, capovolgendo quello che gli storiografi ‘pagati’ hanno tramandato.

Il suo e’ un libro provocatorio che sfata quella che, per lei, e’ una delle piu’ grandi truffe della storia: la promessa dell’aldila’. Puo’ spiegarci meglio?

Se noi credessimo veramente nell’aldila’, non avremmo paura della morte. Nel medioevo, i ricchi compravano le indulgenze e venivano, cosi, truffati. Perche’ veniva loro venduta l’illusione di ottenere col denaro, a prescindere dai loro comportamenti terreni, il lasciapassare per il Paradiso. E, come puo’ comprendere, e’ una truffa magistrale. Per quanto riguarda l’aldila’, e’ molto difficile crederci, anche perche’ la Chiesa non ci dice cos’e’ il Paradiso. Se non ci fosse stato il genio di Dante, che nell’Inferno lo ha raccontato in una maniera indimenticabile, non avremmo avuto idea di cosa e come fosse. La Chiesa non ci da’ indicazioni. Quindi, il mio non e’ un libro provocatorio. Se avessi la certezza di raggiungere l’aldila’ sarei da una parte molto piu’ tranquillo, dall’altra userei toni piu’ benevoli.

Mancano i noti personaggi della politica italiana nel suo libro. Perche’?

E meno male. In realta’, non me ne sono occupato perche’ c’e’ una grande inflazione di politici italiani nella nostra informazione. Ho preferito occuparmi dei Grandi della storia del pensiero e della cultura.

“Giudizio Universale” potrebbe diventare un altro film di Paolo Villaggio?

Be’, sarebbe troppo costoso, nonche’ complicato. Nel libro ci sono miliardi e miliardi di personaggi…

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