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Gianni Forte e Stefano Ricci: dallo shock di Parigi la nuova idea per la loro performance teatrale

23 Nov 2015 | Nessun Commento | 2.008 Visite
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rfDa anni vivono a Parigi, venerdì scorso erano a cena da amici in una via vicina al Bataclan, si sono precipitati in strada e hanno visto la gente che scappava dai bar e la zona che veniva chiusa dai militari. I registi Gianni Forte e Stefano Ricci sono ancora sconvolti, ma hanno già preparato la loro risposta al terrore: la performance ‘Wunderkammer soap #7 Massacre à Paris‘, che andrà in scena il prossimo 10 marzo a Vanves, nell’Ile de France.

“La sera del massacro abbiamo vissuto in diretta quello che stava accadendo al Bataclan, ci siamo affacciati alle finestre della casa dei nostri amici e ci siamo spaventati molto perchè si sentiva tutto. Poi siamo scesi in strada quando c’era ancora l’assedio al locale, con la gente che scappava dal bar, era inquietante – racconta Stefano Forte all’ANSA – percepire la tensione della città, una dimensione da coprifuoco che abbiamo sentito anche il giorno dopo in aeroporto”. Dal momento della partenza per Palermo, dove dal 20 novembre sono in scena con lo spettacolo contro l’omofobia ‘Still life‘, è subentrato però un senso di fastidio: “tornati in Italia è stato disturbante sentire che per molti vale il ‘non è successo a me’. Io e Gianni venerdì eravamo passati di fronte al Bataclan e avevamo visto la gente inrf2 attesa di entrare: il fatto che non capiti a te è solo un caso, come si può far finta che non riguardi tutti? La solidarietà italiana è di facciata, ci si sfama attraverso facebook, crediamo che sia un mezzo per tenerci in contatto, ma è solo un’illusione, è un social che vorrebbe unire il mondo, invece ci allontana uno dall’altro. Basta postare una frase di indignazione e poi si può andare a fare shopping, senza alcuna responsabilità, invece ora serve una responsabilità individuale nell’avere un senso differente rispetto alle cose”.

Grazie ai social, però, loro stessi hanno avvertito amici e parenti preoccupati che erano in salvo: “è vero, le notizie sono arrivate subito, rispetto a 15 anni fa si sa molto di più, ma questo non va di pari passo con la coscienza e lo si sente nelle relazioni”. Questo disfacimento delle relazioni tipico del presente è il punto interrogativo intorno a cui ruota il lavoro dei due, che in questa cristallizzazione dei rapporti non vedono “un futuro, ma un medioevo di chiusura”. Contro la macina della storia che tutto tritura, contro la consapevolezza che “qualunque cosa sia accaduta rimane scritta su un muro di facebook e non ti riguarda più”, Stefano e Gianni sentono il “bisogno di fare qualcosa, sennò tutto ti scorre addosso, è un muro che ti porta via anima e non ti lascia niente”.

Ecco così l’idea di adattare la performance Wunderkammer soap 7, l’ultima di una serie dedicata alle opere di Christopher Marlowe, già presentata al Romaeuropa Festival, ai fatti del 13 novembre. “Al centro dell’opera c’era già il conflitto tra cattolici e protestanti, così – racconta Stefano – abbiamo pensato di rifarla alla luce di quello che sta accadendo”. rf3L’ambientazione della performance sarà una piscina comunale di Vanves, che verrà indicata solo all’ultimo, “come a colpire un luogo nevralgico della città”. Se lo spunto di partenza è la strage di San Bartolomeo raccontata da Marlowe, quel che interessa i Ricci/Forte non è raccontare una storia, ma smuovere le coscienze: “utilizzeremo una ventina di performers, solo francesi, per trovare un peso specifico ideale per raccontare questa esperienza. Non c’è un protagonista e non c’è un ruolo, rappresentiamo una massa senza lineamenti che siamo noi, in questa carneficina cadono tutti e in quei tutti dovremo riconoscerci”. La performance – della durata di 25 minuti – sarà un evento unico, in scena solo il 10 marzo a Vanves, dove verrà replicata più volte e “in questa reiterazione del morire sotto i colpi di un odio assurdo, nel rifarlo fino allo sfinimento, è il senso della performance: darà la sensazione come di mettere una bomba poetica in un luogo pubblico, di innescare un detonatore di coscienza, di dare una possibilità di scampo, non replicabile”. Il massacro in piscina come quello del Bataclan perchè “non puoi più andare a teatro per intrattenimento, lo spettatore – avverte Stefano Ricci – deve avere chiaro che i ruoli potrebbero ribaltarsi in qualsiasi momento”.

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